Indice del forum

L'arrivo all'immortalità degli esseri viventi ...

Forum con tutte le soluzioni "reali" ricercate sulla: salute, benessere, filosofia, amore, Astronomia, occulto, magie, miracoli, Religioni, arte, scoperte, cucina; informatica, lavoro, scuola, giochi, TV, sport, motori, musica, umorismo, annunci, lotterie

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum


L'Arte del 900. Le origini del Cubismo.
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storia Dei Secoli. Antico e moderno: cultura, arte, pittura, scultura, mitologia, musei, disegno, libri, poesia, fotografia, modelli, collezioni, mode
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Sapere.it

Ospite















MessaggioInviato: Mer Feb 15, 2006 11:00 pm    Oggetto: Idea L'Arte del 900. Le origini del Cubismo.
Descrizione: L'Espressionismo. Il Fauvisme, Schiele, Derain, Matisse, Picasso, Braque, Laurens, Delaunay ...
Rispondi citando

L'Arte del 900
Introduzione
Nei primi anni del Novecento nacquero le avanguardie, tese a innovare con una rottura rivoluzionaria la tradizione figurativa centrata sulla riproduzione della realtà naturale. Il primo movimento d'avanguardia in senso stretto fu l'espressionismo, che coinvolse non solo le arti figurative, ma anche la musica, il teatro, la letteratura e il cinema. I centri del movimento furono in particolare la Francia, la Germania e l'Austria. Soprattutto per artisti quali Schiele e Kokoscka fu anche determinante l'apporto della psicanalisi di Freud, con la sua scoperta dell'inconscio e del suo rapporto con il mondo onirico. Inoltre la scoperta dell'arte africana, in particolare delle maschere, che rappresentano il massimo dell'espressività e della soggettività, in alternativa allo sviluppo della pittura europea fu senz'altro determinante.

Nel 1907 il sodalizio di due artisti come Braque e Picasso è all'origine del cubismo, una pittorica concettuale che introduce il tempo nella rappresentazione pittorica, scomponendo le forme in un'immagine che raccoglie simultaneamente vedute diverse nello spazio e successive nel tempo. Il gruppo dei cubisti si disgregò allo scoppio della prima guerra mondiale, ma il cubismo, con la sua carica eversiva, rappresentò un essenziale punto di richiamo per i movimenti d'avanguardia successivi.

Le caratteristiche dell'espressionismo
Il movimento artistico dell'espressionismo sorse nel 1905, quasi contemporaneamente in Francia e in Germania. Venne così definito dal critico W.R. Worringer sulla rivista "Der Sturm".

L'espressionismo recuperò le tendenze spiritualistiche e primitivistiche espresse nell'ultimo Ottocento, specialmente dalla pittura di Van Gogh, Gauguin, Munch e Toulouse-Lautrec. All'esperienza impressionista puramente visiva e sensoria della realtà, contrappose quella di una realtà spirituale che si proietta sull'immagine pittorica piegandola, e talora deformandola, alla propria soggettività, alla propria "espressione". Alla base di tale polemica antimpressionista era la contestazione della società borghese, giudicata inautentica e anticreativa, e l'aspirazione alla riconquista d'una verginità primitiva, affrancata da barriere sociali e razionali. La pittura espressionista si basa sulla semplificazione e sull'appiattimento intenzionalmente elementare delle forme, in nome d'un violento e talora esasperato cromatismo, che diventa così il nucleo espressivo dell'immagine.

Il gruppo Die Brücke (il Ponte) in Germania e il fauvisme in Francia costituirono le due opposte e fondamentali polarità dell'espressionismo. Gravitante nell'orbita tedesca, ma con un'attitudine spiccatamente introspettiva, fu l'espressionismo austriaco di E. Schiele, O. Kokoschka e Alfred Kubin (1887-1959); quest'ultimo diede vita, con un segno esuberante e tormentato, a un'allucinante visione del mondo, dove la realtà appare deformata e sopraffatta dalle evocazioni oniriche del fantastico e del macabro.

In Belgio la personalità più rilevante, Constant Permeke (1886-1952), preferì soggetti come marinai, minatori, contadini, la povera gente impegnata nelle proprie occupazioni quotidiane, in un paesaggio di mutevole e sempre nuova bellezza (Moglie di pescatore, 1920; I fidanzati, 1923, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts).

In Italia l'espressionismo fu accolto dal viareggino Lorenzo Viani (1882-1936), la cui produzione è tutta pervasa da un senso tragico e disperato (Moglie di marinaio, 1912-15, Viareggio, collezione privata).

Le influenze dell'espressionismo
Esauritosi come movimento, l'espressionismo permase, mescolato ad altre componenti, come atteggiamento prepotentemente volitivo di fronte alla realtà. In Germania il gruppo Blaue Reiter ne sviluppò le premesse spiritualistiche in senso simbolico-astratto e la corrente Nuova Oggettività ne riprese in modo più esplicito la polemica sociale. In Francia, la scuola di Parigi realizzò per opera di artisti come Soutine e M. Chagall, la fusione tra fauvisme e Die Brücke. Tale fusione venne raccolta in Italia dai movimenti della Scuola Romana , dei Sei di Torino , di Corrente . Nel secondo dopoguerra l'esasperazione dell'attitudine espressionista sfociò negli Stati Uniti nell'espressionismo astratto di action painting e si protese oltre, nella pop art.

Il fauvisme
Il fauvisme fu un movimento artistico francese, che ricevette il battesimo ufficiale al Salon d'Automne di Parigi del 1905, allorché il critico d'arte L. Vauxcelles definì cage aux fauves (gabbia delle belve) la sala in cui erano esposte le tele d'un gruppo di giovani artisti, alludendo alla loro aggressività cromatica e violenza espressiva. L'appellativo diede il nome al movimento sorto dall'incontro fra Matisse, che ne divenne guida e caposcuola, e gli amici Albert Marquet (1875-1945), Henri Manguin (1874-1948), Charles Camoin (1879-1965), A. Derain e Maurice de Vlaminck (1876-1958), Raul Dufy (1877-1953), Othon Friesz (1879-1949) e G. Braque. Traendo da Van Gogh il gusto per un cromatismo violento e innaturalistico, costituito da soli colori puri e dalla negazione di ogni tridimensionalità, i fauves proclamarono l'autonomia espressiva dell'immagine pittorica rispetto al dato oggettivo. La nascita del cubismo contribuì a disgregare nel 1907 il movimento, alla cui poetica solo Matisse rimase definitivamente fedele.

André Derain (Chatou 1880 - Parigi 1954) dalla collaborazione con Matisse compose le sue prime tele fauves e la serie di vedute del Tamigi (Il ponte di Westminster, 1905, Parigi, collezione privata). Più tardi fu attratto dal cubismo. Si dedicò anche alla scenografia, specie nell'ambito del balletto (La boutique fantasque, Salade, La valse).

Henri-Émile Matisse
Henri-Émile Matisse (Le Cateau 1869 - Cimiez, Nizza 1954) risentì delle esperienze dell'impressionismo (La desserte, 1897, Parigi, collezione privata). Sono dei primi anni del Novecento nuovi orientamenti della sua pittura, già volta all'espressione del colore come fatto autonomo, distaccato da ogni rapporto col disegno costruttivo e di riferimento descrittivo (Veduta di Notre-Dame nel tardo pomeriggio, 1902, Buffalo, Albright-Knox Art Gallery). Fu sempre in questi anni che Matisse meditò le scoperte dell'arte africana e asiatica. Da questa serie di influenze nacque quella che poi è stata definita la pittura pura dei fauves. Ripercorrendo le tappe fondamentali della sua coerente e feconda evoluzione artistica, si ricordano il Nudo blu (1907, Baltimora, Museo), la Natura morta con torso antico (1908, Parigi, collezione privata), i Giocatori di bocce (1908), La danza e La musica (1910) entrambe a S. Pietroburgo, Ermitage; importante anche la mostra di sculture tenuta a New York nel 1912. Della sua produzione negli anni '20 è famosa la serie delle Odalische in cui l'esuberante gusto decorativo estrania dal contesto della composizione il sinuoso disegno della forma. Negli stessi anni Matisse fu attivo anche nel campo della scultura in bronzo, della scenografia, del disegno, dell'incisione e degli arazzi. All'inizio della seconda guerra mondiale si colloca il famoso dipinto Natura morta con magnolia (1941, Parigi, Musée National d'Art Moderne). Stabilitosi a Vence, in Provenza, si dedicò alla realizzazione della Cappella della Madonna del Rosario, suo ultimo capolavoro, esempio fondamentale delle nuove concezioni e dei nuovi orientamenti dell'arte sacra moderna.

Die Brücke
Die Brücke (Il ponte) fu il movimento artistico (1905-13) che rappresentò il primo momento dell'espressionismo tedesco. Era costituito da un gruppo di artisti formatosi a Dresda, tra cui Ernst Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff (1884-1970), Eric Heckel (1883-1970), Emil Nolde, Max Pechstein (1881-1955) e Otto Müller (1874-1930). Aveva come programma una pittura libera dai canoni naturalistici e accademici e si ricollegava al cromatismo di Van Gogh e Gauguin, all'arte africana e oceanica. Rispetto ai fauves francesi, i pittori della Brücke rispecchiano una crisi più religiosa, che si rivolge all'uomo nella sua interezza: i loro temi sono simbolici di una situazione esistenziale. Dopo il 1911 la loro pittura assunse un carattere ancor più violento affrontando temi di contenuto sociale e di costume.

Emil Nolde
Emil Nolde pseudonimo di Emil Hansen (Nolde 1867 - Seebüll 1956), fu pittore e incisore. Nel 1897 eseguì il suo primo dipinto, I giganti della montagna. Tra il 1906 e il 1907 aderì al gruppo Die Brücke. I primi dipinti di soggetto religioso risalgono al 1909: con essi l'artista segnò il suo decisivo e personale contributo all'espressionismo. In opere come L'Ultima Cena (1909, Copenaghen, Nationalmuseet); Cristo tra i fanciulli (1910, New York, Museum of Modern Art) il colore di Nolde si arricchì di accenti mistici, destinati a divenire intensa spiritualità nei dipinti realizzati dopo il soggiorno nelle isole del Pacifico. Nolde fu perseguitato dal nazismo, che gli proibì di dipingere. Ciò che rimane della sua attività pittorica e grafica degli anni di guerra è dovuto a un lavoro svolto in forma clandestina (Nel loggione, 1918, Ginevra, collezione privata).

Ernst L. Kirchner
Ernst Ludwig Kirchner (Aschaffenburg 1880 - Frauenkirch, Davos 1938) fu pittore e incisore e con Emil Nolde, l'artista più significativo della Brücke. Per la pittura abbandonò gli studi di architettura e maturò, anche attraverso esperienze cubiste , uno stile caratterizzato da acute dissonanze cromatiche e da una violenta carica deformante. Tra le sue opere: Marcella (1910, Stoccolma, Nationalmuseum); Cinque donne nella strada (1913, Colonia, Wallraf-Richartz Museum) e Strada a Berlino (New York, Museum of Modern Art). Svolse anche attività di illustratore e lasciò anche prove di scultura. Anch'egli perseguitato dal nazismo, si rifugiò in Svizzera.

L'espressionismo austriaco
Un altro importante nucleo espressionista fu quello che si formò a Vienna nell'ambiente dominato dalla Secessione di G. Klimt; ma gli espressionisti austriaci di rilievo come Schiele e Kokoschka abbandonarono il linguaggio raffinato e decorativo della Secessione per indirizzarsi verso un'espressione che evidenziasse i sentimenti e le paure più nascoste dell'inconscio.

Egon Schiele
Egon Schiele (Tulln 1890 - Vienna 1918), pittore dalla vita tormentata e intemperante, fu fortemente segnato dall'incontro nel 1907 con G. Klimt, ma ben presto trasformò l'estenuato decorativismo klimtiano in un segno aspro e nervoso di drammatica incisività espressiva. Si accostò all'espressionismo e ne diede un'interpretazione originale caratterizzata da un costante senso di tragico, da un continuo conflitto tra vita e morte e da una visione del mondo di sofferta e meditata interiorità, così nelle composizioni di nudi (Nudo femminile bocconi, 1917, Albertina, Vienna) come nei paesaggi (Albero in autunno, 1909, Darmstadt, Hessisches Landesmuseum), nei ritratti (Ritratto di Eduard Kosmak, 1910; Edith, la moglie dell'artista, 1918, Vienna, Österreichische Galerie) o nei gruppi di figure (La famiglia, 1918, Vienna, Österreichische Galerie). Nel 1918, poco prima di morire, conobbe un grande successo alla mostra della Secessione viennese.

Oskar Kokoschka
Oskar Kokoschka (Pöchlarn, Bassa Austria 1886 - Montreux 1980) fu pittore, scrittore, autore drammatico e scenografo. Studiò alla scuola d'arti e mestieri di Vienna e intorno al 1907 produsse le prime opere pittoriche (nature morte e ritratti), influenzate da G. Klimt e dallo Jugendstil e già possedute da un'irrequieta sensibilità visionaria. La sua formazione pittorica si definì nel clima espressionista di Berlino con un'originale interpretazione basata su visioni sempre più concitate e nervose (Ritratto del poeta Dirsztay, 1910, Hannover, collezione privata; Coppia di innamorati con gatto, 1917, Zurigo, Kunsthaus). Dai vari soggiorni in diversi paesi europei e nell'Africa settentrionale ricavò ampie vedute paesaggistiche rappresentate nei modi di un istintivo impressionismo drammatico (Il monte Bianco, 1927, Zurigo, collezione privata). Inseguito dal nazismo, che aveva incluso le sue opere nella mostra monacense dell'"arte degenerata", riparò a Londra e dopo la guerra in Svizzera, dove proseguì la sua produzione pittorica (Alta marea ad Amburgo, 1962, Amburgo, Kunsthalle). Della sua attività di illustratore si citano le immagini per Re Lear (1963) e l'Odissea (1964).

LE ORIGINI DEL CUBISMO:
Il cubismo prese le mosse dal dipinto di Picasso Les demoiselles d'Avignon (1907). Ma la nascita vera e propria del cubismo si ebbe solo con l'incontro, avvenuto a Parigi nel 1907, tra Picasso e Braque, che avviò una loro stretta collaborazione durata fino al 1914. Il cubismo ebbe un teorico nel poeta e critico G. Apollinaire (I pittori cubisti, 1913). I dipinti di Picasso e Braque, soprattutto nature morte, scompongono l'oggetto e lo spazio circostante attraverso la sovrapposizione e giustapposizione di più vedute dell'oggetto che si otterrebbero da diversi angoli visuali. In tal modo l'immagine presenta simultaneamente vedute successive nel tempo e permette un'esperienza del reale indipendente dallo spazio e dal tempo, ossia assoluta.

Cubismo analitico e sintetico.
Dal cubismo analitico, in cui la scomposizione riduce lo spazio a solidi geometrici, Braque e Picasso passarono verso il 1911 al cubismo sintetico, in cui la volumetria delle forme si attenua in una fitta trama di rapporti tra linee e piani, sui quali vengono talvolta applicati ritagli di carta (papiers collés).

Alle soluzioni del cubismo sintetico diede un notevole contributo l'opera del pittore spagnolo Juan Gris (1887-1927), che già da alcuni anni maturava in solitaria ricerca un linguaggio cubista che purificava l'immagine da ogni residuo di descrittivismo analitico. Gris parte da forme geometriche pure che concretizza nei singoli oggetti: "Cézanne fa d'una bottiglia un cilindro, io faccio d'un cilindro una bottiglia" (Natura morta con piatto di frutta e una bottiglia d'acqua, 1914, Otterlo Rìjksmuseum Kröller-Müller).

Pablo Picasso
Pablo Ruiz Picasso (Málaga 1881 - Mougins 1973) pittore, scultore e incisore, per l'intensa forza creativa e innovativa della sua opera è ritenuto uno dei massimi artisti del Novecento.

Il periodo blu e il periodo rosa
Figlio di un professore di disegno, da cui trasse i primi insegnamenti, già a 15 anni dipinse con sapienza tecnica Scienza e carità (1896-97) Barcellona, Museu Picasso). Nel 1900 si legò all'ambiente artistico-letterario del cabaret Els Quatre Gats e iniziò a svolgere attività di illustratore per alcune riviste. Incentrò le sue opere su una rappresentazione della condizione umana che ricorre all'uso di una contenuta monocromia azzurra che ben si adatta alle sue dolorose e malinconiche immagini. Le opere di questo "periodo blu", protrattosi fino alla primavera del 1904, si distinguono, oltre che per i colori freddi, anche per il disegno più sobrio e per la semplificazione delle forme: Ritratto di Jaime Sabartés (1901, Mosca, Museo Puskin), Bevitrice d'assenzio (1901, San Pietroburgo, Ermitage), Il vecchio ebreo (1903, Mosca, Museo Puskin). Nella primavera del 1904 Picasso lasciò la Spagna per stabilirsi definitivamente a Parigi.

A Parigi fece nuove amicizie (il poeta Apollinaire, la scrittrice statunitense Gertrude Stein), mentre le sue opere ottenevano crescente consenso; da quest'epoca prese il via il collezionismo della sua produzione. Il mondo del circo fu tema ricorrente della maggior parte delle opere degli anni tra il 1905 e il 1906, realizzate con quel morbido color di incarnato che caratterizzò il "periodo rosa": La famiglia di acrobati (1905, Göteborg, Konstmuseum), La toilette (1906, Buffalo, Albright-Knox Art Gallery), I saltimbanchi (Washington, National Gallery). Nel 1905 Picasso realizzò la sua prima scultura (Il buffone, 1905, Parigi, Musée National d'Art Moderne). La medesima ricerca di risalto plastico appare nelle opere grafiche di questo periodo. Le sollecitazioni della primitiva scultura iberica risaltano nella concisa e plastica immagine della scrittrice americana Gertrude Stein Ritratto di Gertrude Stein (1906, New York, Metropolitan Museum).

La nascita del cubismo
Nel 1907 Picasso conobbe G. Braque e realizzò Les demoiselles d'Avignon (New York, Museum of Modern Art). Proprio nel 1907 si tenne a Parigi la grande retrospettiva di Cézanne, la cui opera segna il punto di partenza del nascente cubismo, che si alimenta anche delle scoperte della scultura africana e, ancora, della pittura di El Greco (Nudo con drappeggio, 1907, San Pietroburgo, Ermitage). Con Braque Picasso ricercò la soluzione al problema della terza dimensione attraverso la resa volumetrica dei geometrici e sfaccettati paesaggi eseguiti da Picasso nell'estate del 1908, tuttavia i primi e autentici paesaggi cubisti, che diedero inizio alla prima fase "analitica" del cubismo, furono eseguiti da Picasso nell'estate del 1909 a Horta de Hebro (Fabbrica a Horta de Hebro, S. Pietroburgo, Ermitage): la moltiplicazione della focalità visuale si evolve in un più frantumato spezzettamento della visione.

Negli anni 1911-12 (Donna con chitarra, ma jolie, New York, Museum of Modern Art) Picasso ebbe il momento di maggiore contatto con la pittura di Braque, che del cubismo fu il teorico più convinto. Nel 1912 diede vita alle maggiori opere cubiste e iniziò l'uso del collage (Natura morta con sedia di paglia, 1912, Parigi, Musée Picasso), invenzione che, accanto a quella del papier collé di Braque, ebbe importanti conseguenze nello sviluppo dell'arte dadaista e poi surrealista .

Il cubismo sintetico e la parentesi surrealista
Negli anni 1913-14 maturò l'esperienza del cubismo sintetico, per cui l'oggetto tende a essere ricostruito in piani semplificati: accanto a Foglio di musica e chitarra (1912-13, Parigi, Musée National d'Art Moderne) e Donna in poltrona davanti al caminetto (1914, Parigi, Musée National d'Art Moderne), l'opera fondamentale del cubismo sintetico picassiano è I tre musicisti (1921, New York, Museum of Modern Art). Nel 1925, esaurita l'ispirazione cubista, Picasso approdò al surrealismo (La Danza, 1925, Londra, Tate Gallery), dalle piccole composizioni di acceso cromatismo fino alle creazioni del cosiddetto "periodo dei mostri" (Donna in riva al mare, 1930, New York, Museum of Modern Art). Dopo la parentesi surrealista Picasso con la sua capacità di rinnovare perennemente il proprio linguaggio artistico, fece emergere in tutta pienezza di segno e di drammaticità il suo fondo espressionista con il capolavoro, riassuntivo della moderna interpretazione degli orrori della guerra, di Guernica (1937), ispirato dal bombardamento del piccolo villaggio spagnolo durante la guerra civile di Spagna da parte dell'aviazione nazista.

La produzione della maturità
Negli anni del dopoguerra l'attività di Picasso si esplicò in molteplici settori: oltre alla vasta e straordinara produzione litografica, particolarmente intensa fu la sua opera di ceramista e scultore. Tra le opere più note (soprattutto animali) è la Capra (1950, New York, Museum of Modern Art), assemblage di oggetti trovati o di uso comune fusi poi in bronzo. Del 1949 è la celebre Colomba della pace disegnata per il manifesto del Congresso Mondiale della Pace a Parigi. Gli avvenimenti politici dell'inizio degli anni '50 sono documentati nel Massacro in Corea (1951) e nei due pannelli della Guerra e della Pace eseguiti nel 1952 per la cappella di Vallauris. Seguirono poi i cicli delle variazioni, dalla serie sulle Donne di Algeri (1954-55) di E. Delacroixa quella su Las meniñas (1957) di D. Velázquez. Tema costante degli ultimi anni '60 fu la composizione Pittore e modella.

Georges Braque
Georges Braque (Argenteuil 1882 - Parigi 1963) aderì dapprima al gruppo dei fauves, ma nel 1907 la mostra commemorativa di Cézanne e l'incontro con Picasso determinarono la sua rinuncia al fauvismo per ricerche orientate al cubismo, che continuarono negli anni successivi in stretta collaborazione con Picasso. In opere come Violino e tavolozza (1910, New York, Guggenheim Museum), Violino e brocca (1910, Basilea, Kunstmuseum) il dato naturale è un pretesto a una scomposizione solidamente geometrica dello spazio, considerato da diversi angoli visuali e reso in tal modo tattile (cubismo analitico). Le composizioni analitiche realizzate da Braque (e da Picasso) in questi anni, mediante una tavolozza povera di colori, costituiscono gli elementi fondamentali attraverso i quali si sarebbe poi sviluppato il maggior filone dell'arte moderna. Dal 1911 la volumetria delle forme si attenuò in una fitta trama di rapporti tra linee e piani, nella quale vengono introdotti lettere e numeri (cubismo sintetico): Il portoghese (1911 Basilea, Kunstmuseum), Composizione con violino (1911, Parigi, Musée National d'Art Moderne). Dopo la prima guerra mondiale Braque riprese le sue esplorazioni dello spazio in composizioni dove il dato naturale si fa più leggibile: delicate ed eleganti, le sue opere assumono un'impostazione meno rigida (La tavola di marmo, 1925; Parigi, Musée National d'Art Moderne) e più intimista (Il caminetto, 1923, Zurigo, Kunsthaus). Agli ultimi anni appartengono la serie degli Ateliers (1948-55) e gli studi sugli Uccelli a volo spiegato (1955-63) per la decorazione del soffitto della sala Enrico II al Louvre a Parigi. Egli fu anche scultore in bronzo (Testa di cavallo e Il carro) e grafico.

Altre interpretazioni del cubismo
Oltre alle due grandi figure di Picasso e Braque, altri artisti aderirono alle esperienze cubiste.
Fernand Léger (1881-1955), partito con una pittura ispirata all'impressionismo e ai fauves, approdò al cubismo (Donna in blu, 1912, Basilea, Kunsthaus; Contrasti di forme, 1913, Filadelphia, Museum of Modern Art). Rappresentò in prevalenza oggetti in movimento nello spazio e con la sua tavolozza che accosta colori squillanti e lividi rappresentò i simboli della civiltà meccanica e il dramma della civiltà industriale (Il meccanico, 1920, Parigi, Galerie L. Carré; La città, 1919-20, Filadelfia, Museum of Modern Art). Dei suoi numerosi scritti si ricordano L'estetica della macchina (1923) e Il colore nell'architettura (1946).

Nella scultura cubista il francese Henri Laurens (1885-1954) realizzò numerosi bassorilievi policromi (Donna col ventaglio, Parigi, Museo Nazionale d'Arte Moderna); un altro francese Raymond Duchamp-Villon (1876-1918) interpretò il cubismo come un'aggregazione di parti meccaniche (Il cavallo,1914, Parigi, Galleria Louis Caré). Inoltre lo scultore russo Aleksandr Archipenko (1887-1964) aderì per breve tempo al cubismo, dal quale assimilò i procedimenti di scomposizione dell'oggetto (Testa, 1914, e Boxeurs, 1914).

Il cubismo orfico di Delaunay
Con il termine "cubismo orfico" o orfismo il poeta e critico francese Guillaume Apollinaire definì lo stile pittorico di Robert Delaunay (Parigi 1885 - Montpellier 1941) che approdò, mediante la scomposizione prismatica del colore, all'astrazione della forma. La ricerca di Delaunay verso una pittura "pura", basata sul movimento e sulla luce, passò dalle fondamentali opere del periodo sperimentale (Cattedrale di Saint-Séverin e La Torre Eiffel, 1910-11, Filadelfia, Museum of Art) a quelle più propriamente orfiche: la serie di Finestre simultanee (1911, Parigi, collezione privata; 1912, New York, Guggenheim Museum) e il primo Disco simultaneo (1913, New York, Museum of Modern Art) in cui il colore dissolve i volumi in sequenze di ritmi cromatici e in un vorticoso e geometrizzante turbinio. Sensibili alla ricerca astratta dell'orfismo furono anche gli artisti del Blaue Reiter, in particolare P. Klee, e Marcel Duchamp, che, superando il cubismo, approdò a una composizione dinamica in cui il mezzo cromatico ha la preminenza sulla forma.


CONNETTERSI IN:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Spostato: Ven Dic 02, 2016 7:24 am da zmassimo
da Pubblicità generica: case economiche, mercatini, aste, annunci. Scambi banner, Link, visite, ecc. Presenta quì il tuo sito, forum e top 100 a Storia Dei Secoli. Antico e moderno: cultura, arte, pittura, scultura, mitologia, musei, disegno, libri, poesia, fotografia, modelli, collezioni, mode
Adv



MessaggioInviato: Mer Feb 15, 2006 11:00 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storia Dei Secoli. Antico e moderno: cultura, arte, pittura, scultura, mitologia, musei, disegno, libri, poesia, fotografia, modelli, collezioni, mode Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum




contatore di visite gratis
Besucherzähler
contatore di visite gratis



L'arrivo all'immortalità degli esseri viventi ... topic RSS feed 
Powered by