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L'arrivo all'immortalità degli esseri viventi ...

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La Somatopsicoenergetica :
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Autore Messaggio
Sergio Scialanca

Ospite















MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 8:54 am    Oggetto:  La Somatopsicoenergetica :
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La COMUNICAZIONE energetica

Mentre il mondo della comunicazione tecnologica si rinnova costantemente ed offre strumenti sempre più sofisticati, gli strumenti di cui la natura ha dotato l’uomo vengono lentamente soffocati da queste protesi tecnologiche.

Con la parola comunicazione oggi si è finito per intendere il complesso di tali strumenti: telefonia, computer, televisione etc. Si intende cioè sempre di più lo strumento, il mezzo, piuttosto che il messaggio o il contenuto relazionale. La comunicazione è intesa come la rete che consente lo scambio di informazioni; e le informazioni sono quelle "utili", quelle giovevoli all’avanzata delle relazioni socio-politico-economiche, in un’ottica che tende sempre più ad essere massificante e tesa alla "prestazione" e al profitto.

Ciò non deve essere in alcun modo demonizzato, ma visto.

Si tratta però di ricordare che la comunicazione ha origine dalla necessità di "mettere in comune", che è una necessità biologica prima che sociale o culturale. Si tratta di ricordarsi.

La Comunicazione Energetica si propone la ricerca nell’ambito delle relazioni umane intese come rapporti tra campi energetici biologici e coscienti, utilizzando le chiavi di lettura offerta dalla fisica orgonica come strumento fondamentale.

Al di là degli aspetti psicologici della relazioni, si ritiene che essi siano il prodotto di più profonde interazioni di ordine bio-energetico che, rispondendo a leggi di comportamento dell’energia biologica, richiedono la conoscenza di queste leggi in termini di esperienza individuale del fluire dell’energia nel sistema biologico di ciascun individuo e, successivamente, di questo stesso fluire all’interno di sistemi costituiti da due o più esseri umani.

Per comunicare bisogna conoscersi; conoscersi significa conoscere il proprio corpo, ma ciò non vuol dire seguire corsi di anatomia: si tratta di sperimentarsi in condizioni di attenzione consapevole. Ci si ripromette allora di proporre metodi di conoscenza esperienziale del proprio fluire energetico, di individuare eventuali impedimenti al libero fluire, di rimuovere tali impedimenti se possibile o di fornire le chiavi di conoscenza individuale delle proprie difficoltà di flusso per una loro gestione consapevole.

Si tratta dunque di fare, più precisamente, la conoscenza sperimentale dei propri processi energetici individuali, a partire dai flussi emozionali ed attribuendo con questo al termine emozione il significato etimologico di e-movere, spostarsi da una posizione preesistente. Lo spostamento di energia da una zona all’altra del nostro sistema biologico è infatti quello che in termini psicologici chiamiamo emozione e che abitualmente riteniamo essere un prodotto della mente o del sentimento. L’emozione, intesa in questo modo, nulla ha a che fare con il sentimento, che è invece l’armonia che tiene insieme le diverse emozioni nel tempo.

A partire da questa conoscenza è possibile stabilire livelli di contatto emozionale con l’altro, fare cioè consapevolmente in modo che lo spostamento energetico vada non più da una zona del nostro essere biologico all’altra, ma da noi all’altro, risuonando e stabilendo un "contatto" energetico, diventando così comunicazione inter-personale.

Questo in entrambe le direzioni e in più direzioni contemporaneamente. La consapevolezza di questi movimenti permette di indirizzarli e di raccoglierli e costituisce la discriminante tra il casuale e il voluto.

E’ per questo che si intende la comunicazione come comunione, atto libero e volontario del "mettere in comune", o, anche, del "mettersi in comune".

Ci si ripromette allora di affinare la capacità di percepire le vibrazioni energetiche del proprio e dell’altrui campo in modo di poter stabilire relazioni di consonanza o di modificare queste relazioni nella direzioni dell’armonia e della conoscenza reale.

Si ritiene che l’affinamento di queste capacità percettive costituisca la base per ogni buona relazione e in particolare per le relazioni affettivamente più rilevanti, quali il rapporto con l’altro sesso, il rapporto genitori-figli, i rapporti di lavoro a partire da una conoscenza di se stessi e di una autoregolazione tesa alla vitalità, all’amore, alla conoscenza; in questo senso la Comunicazione Energetica si propone come strumento di prevenzione e di cura dei disturbi relazionali, ed ha come fine la realizzazione di uno stato di consapevolezza in cui si possa:

Essere nel corpo senza essere del corpo;

Vivere con gli altri senza vivere per gli altri;

Essere nel mondo senza essere del mondo.


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MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 8:54 am    Oggetto: Adv






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Sergio Scialanca

Ospite















MessaggioInviato: Ven Feb 16, 2007 5:36 pm    Oggetto:  La Matrice energetica :
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Il concetto di L-field, ovvero campo vitale, fu proposto da Harold Saxton Burr, ricercatore di Yale, fin dal 1930. Esso viene definito blueprint-like mold for all life, cioè la matrice progettuale di tutta la vita (si noti come l’A. abbia usato la parola blueprint per significare progetto, una sorta cioè di imprinting blu). Sulla sua intuizione iniziale, basata su rilevazioni di tipo bioelettrico, si sono poi accumulati altri contributi che hanno tenuto conto della fisica quantistica e, più recentemente, della teoria delle superstringhe. In particolare, tale matrice progettuale è stata da alcuni A.A. assimilata al campo morfogenetico postulato da R. Sheldrake, dopo che ricerche sulla rete dei meridiani della MTC (medicina Tradizionale Cinese) avevano individuato tali meridiani come canali energetici con caratteristiche di superconduzione (Zagriadskij); Nordenstrom ha dimostrato infatti che i tessuti corporei si polarizzano e intercollegano attraverso sottili correnti bioelettriche. Peter Mandel ha introdotto il concetto di meridiani orizzontali e diagonali, disegnando sulla superficie della pelle una fitta rete di percorsi energetici, che riproduce nella sostanza il disegno delle rete individuata da G. Calligaris, che sentenzia (anche in questo precedendo Mandel) “L’essere umano è costituito da corpo, mente ed anima. Questa triplice essenza è riflessa sulla sua pelle”.

Tale assimilazione tra matrice progettuale e campo morfogenetico è stata accolta nel 1972 dallo stesso Saxton Burr che affermò: “il campo elettrodinamico del corpo ha la funzione di una matrice che continua a conservare la “forma” o l’adattamento di qualsiasi materiale riversatovi per quanto spesso il materiale venga cambiato”.

L’attuale biofisica olistica si riferisce ormai ai concetti quantistici di campo e prende in considerazione le sue caratteristiche anche in biologia.

Scrive Marco Bischof, dell’Istituto Internazionale di Biofisica: “Stanno emergendo le caratteristiche di una biofisica olistica. Essa ha proposto che i postulati per un tale campo debbano includere che esso sia basato sull’intrinseco olismo della teoria quantistica e sulle proprietà degli effetti quantistici macroscopici che devono comprendere i principi di non-localizzazione, non-separabilità, e di interconnessione, che saranno basati su una descrizione di campo di realtà e di organismo, e che infine devono includere la coscienza.”

Per inciso, Bischof (2000) descrive le ricerche da lui condotte sui campi interpersonali di natura sconosciuta, cioè di quelle interazioni che postulammo nella stesso anno – senza conoscere le ricerche di Bischof - nella comunicazione energetica, e che costituirono argomento di ricerca per l’IFeN e di relazione al Convegno IFOC negli anni successivi.

Altrove, lo stesso Bischof, attribuendo con ciò al campo vitale la caratteristica di rete morfogenetica, scrive:

“Secondo la teoria del biofotone, la luce biofotonica è conservata nelle cellule dell’organismo, più precisamente nelle molecole DNA dei loro nuclei, e una rete dinamica di luce costantemente rilasciata e conservata dal DNA può conservare gli organelli cellulari, le cellule, i tessuti e gli organi entro il corpo e avere la funzione di rete di comunicazione principale dell’organismo e di principale esempio di regolazione per tutti i processi vitali.

Il processo della morfogenesi, della crescita, della differenziazione e della rigenerazione vengono anche spiegati dall’attività di strutturazione e di regolazione del campo biofotonico coerente.

Anche il campo biofotonico olografico del cervello e del sistema nervoso, e forse persino dell’intero organismo, possono costituire la base della memoria e degli altri fenomeni di coscienza, come viene ipotizzato dal neurofisiologo Karl Pribram e da altri.

Le proprietà di coerenza del campo biofotonico sono analoghe a quelle della coscienza e strettamente correlate al suo essere basato sulle proprietà del vuoto fisico; esse indicano il suo possibile ruolo di interfaccia verso gli ambiti non fisici della mente, della psiche e della coscienza.”

Sulla base di queste considerazioni è possibile quindi dedurre che possa ragionevolmente esserci una rete biofotonica, capace di serbare memoria e di tramandarla, secondo il principio del seme morfogenetico di Sheldrake; essa sarebbe organizzante non solo sul piano della morfogenesi, ma anche su quello della coscienza.

Tralasciamo qui il fatto che tale rete, secondo le ricerche di Bohm, avrebbe la caratteristica di essere simultaneamente interconnessa con ogni altra entità atomica nell’intero Universo, per cui ogni modificazione di un singolo punto di tale rete avrebbe ripercussioni istantanee sul tutto. Ci limitiamo a riassumere queste dati nell’affermazione che un evento traumatico intrauterino potrebbe modificare la rete di comunicazione intercellulare, interrompendo alcuni percorsi di comunicazione o intasandoli; in questo modo, essa serberebbe memoria dell’evento e creerebbe schemi di accrescimento (campi morfogenetici-motori) adattati alla nuova organizzazione – funzionale in sé, ma disfunzionale rispetto alla rete originaria -, sia sul piano morfogenetico (cioè somatico) , che della coscienza (cioè psichico). E’ chiaro che in questa chiave, tale scissione sarebbe puramente scolastica, in quanto in termini di biofisica quantistica, essa, semplicemente, non avrebbe senso.

Una formidabile intuizione di Reich – che è stata fatta propria dall’attuale biofisica - fu che “non sarà mai possibile distinguere la vita dalla non-vita solo in base a processi chimici o fisici, perché le funzioni fisiche e chimiche sono comuni ad entrambe. “… Gli esperimenti con i bioni hanno dimostrato che la differenza non sta nell’aggiunta di qualcosa di nuovo che rende la vita tale, ma in una particolare combinazione delle funzioni, che si trovano singolarmente anche nella materia senza vita.” (Reich, Esperimenti bionici sull’origine della vita).

“La sola speranza consiste nel trovare la funzione integrale, che naturalmente può essere suddivisa in singole funzioni fisiche e chimiche… la funzione integrale unitaria non è affatto in conflitto con la totalità delle singole funzioni… Il compito delle scienze naturali può essere solo quello di individuare la funzione che combina le singole funzioni fisiche, chimiche e meccaniche in una funzione integrale… quello che contraddistingue la vita è che le singole funzioni sono composte in una funzione integrale dominata dalle due tendenze fondamentali dell’espansione (verso il mondo) e della contrazione (nel sé) e dall’alternarsi dialettico di funzioni meccaniche ed elettriche… E’ necessario capire fino in fondo il salto dalla somma delle singole funzioni al funzionamento unitario di tutte queste funzioni singole.” (ib.)

“Si deve presupporre che non ci siano confini precisi tra il regno vegetale e il regno animale, tra la materia inorganica senza vita e la materia vivente” (ib.)

Siamo così abituati a dare alla parola “organico” il senso di ciò “che è proprio o si riferisce agli esseri viventi in quanto dotati di organi: il mondo, il regno organico, che comprende vegetali e animali”, che ci dimentichiamo che la parola ha anche un altro senso: ciò “che costituisce un insieme ben ordinato, ben strutturato in tutte le parti di cui si compone; coerente, omogeneo: un tutto organico.” D’altronde, la chimica organica è il “settore della chimica che tratta delle sostanze organiche, cioè di tutti i composti del carbonio.” E il carbonio è “solo” un elemento chimico che costituisce lo 0,08% della crosta terrestre; esiste libero in natura sotto diverse forme (diamante, grafite), è il costituente principale del carbone ed è parte essenziale di tutti i composti organici, delle rocce calcaree e di tutti gli organismi viventi. Ciò stabilisce un continuum tra mondo non vivente e vivente, cioè tra inorganico ed organico; cioè tra disordinato, incoerente e ordinato e coerente secondo una super-funzione che è la coerenza stessa. La rete di cui si parla potrebbe avere la stessa funzione di un reticolo cristallino, o persino esserne una forma organizzativa più complessa.
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Giuseppe Giannini

Ospite















MessaggioInviato: Sab Feb 17, 2007 11:53 am    Oggetto:  CHECK UP ENERGETICO DI BASE
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Metodo del BILANCIO ENERGETICO (Aspetto diagnostico)
(a cura di Giuseppe Giannini)

Si tratta dell’utilizzo dell’aspetto diagnostico dell’Agopuntura energetica (branca della Medicina Tradizionale Cinese).
L'Agopuntura energetica cerca, mediante una diagnosi agopunturale dell'individuo, di ristabilire la sua "normalità".
Questo è possibile in relazione:
a) alle lesioni tissutali già stabilitesi
b) alla sua condizione energetica globale.
Attraverso una diagnosi agopunturale si riesce a determinare quali e quanti siano gli squilibri energetici all'interno della circolazione energetica, in relazione ai sintomi proporzionalmente alla quantità energetica di cui detta circolazione è provvista.
L'energia, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, circola in dei canali, chiamati "meridiani" aventi un organo od un viscere associato da cui prendono il nome (es. meridiano del polmone ) poiché lo attraversano inequivocabilmente.
Secondo la M.T.C., la malattia si manifesta solo quando, per un motivo qualsiasi, l'armonia della circolazione energetica viene interrotta e si determina un blocco all'interno della stessa; è questo blocco energetico che genera la possibilità che un agente aggressivo, sia interno che esterno, determini la malattia, non altrimenti possibile in un organismo sano.
Alla luce di questa visione della malattia, comune all'agopuntura, alla visione reichiana, ed a tutte le medicine olistiche, si ribalta completamente il fattore causale delle malattie che da virus, batteri, agenti tossici, etc. (considerati cause delle malattie nella medicina ufficiale) diventa l'alterata armonia nella circolazione energetica, mentre quelle che la medicina ufficiale definisce cause diventano concause occasionali, che non determinerebbero alcun problema se non esistesse il blocco all'interno della circolazione energetica.
Nell'antica Cina gli agopuntori avevano messo a punto una metodologia diagnostica chiamata "sfigmologia" ; in realtà, non potendo i medici cinesi visitare le donne, si inventarono questo stupefacente metodo di diagnosi; esso consiste nel ascoltare il polso radiale (per ascolto del polso radiale si intende la percezione tattile dello stesso) e, mediante le dita (quelle interessate sono: indice, medio ed anulare), percepire le variazioni della pressione esercitata dal sangue a livello dell'arteria radiale.
Poiché a quel livello sono rappresentati tutti i meridiani sia Yang (polsi superficiali), sia Jin ( polsi profondi ), è possibile comprendere se esistono squilibri nella circolazione energetica ed attraverso questi porre una diagnosi sia energetica che fisica del paziente.
La diagnosi dei polsi è sia di tipo quantitativo sia qualitativo.
Attualmente è possibile realizzarla mediante l'ausilio di uno strumento elettronico in grado di misurare il livello energetico dei meridiani, fornendo dati numerici riportabili su di un apposito diagramma.
Tali dati numerici sono riferiti alla misurazione delle microcorrenti attuata sui punti definiti nella Medicina Tradizionale Cinese “Punti sorgente”.
La lettura di tale schema rende visibile l'eventuale sbilancio energetico e relativi blocchi. Di particolare interesse preventivo è l'osservare che uno squilibrio energetico si presenta prima del danno fisico.

CHECK UP FUNZIONALE SEGMENTARIO
Viene effettuato mediante un’apparecchiatura in grado di realizzare una diagnosi funzionale per malattie croniche, focolai infiammatori, allergie/intolleranze, intossicazioni, prevenzione, monitoraggio.
La diagnosi viene eseguita esaminando la persona letteralmente “da capo a piedi”, per segmenti (7 aree).
Ne derivano indicazioni riguardanti il generale stato di salute. Laddove esistono disturbi funzionali, viene elaborato un dettagliato referto corredato da grafici, con l’indicazione dell’organo sofferente a monte della catena causale. Ciò permette la possibilità di attuare la prevenzione, in quanto tale metodo permette di diagnosticare le patologie ancora in fase preclinica, dando così la possibilità di approfondire la diagnosi con conseguente indicazione della terapia mirata. Vengono forniti fattori di valutazione, importanti al fine della interpretazione. Essi visualizzano le reazioni del corpo durante la misurazione, rendendo possibile un giudizio su capacità di regolazione, condizione energetica, reazione tissutale, localizzazione di focolai infiammatori e disturbi cronici. Dalle indicazioni diagnostiche dedotte vengono determinati sinteticamente la situazione di stress ed il fattore di vitalità. Quest’ultimo, evidenziando le riserve energetiche, permette di monitorare l’andamento terapeutico, proposto su metodiche non convenzionali.

TEST DEL BILANCIO VEGETATIVO & SINCRONISMO EMISFERICO
Viene realizzato attraverso l’utilizzo di un’apparecchiatura sperimentale per il biofeedback ed un software per la registrazione ed analisi dei dati psicofisiologici.
Non essendo destinato ad applicazioni di tipo strettamente medico-neurologico e diagnostico, permette il monitoraggio in tempo reale della resistenza elettrica cutanea (GRS), la frequenza elettrica cutanea (pletismografia), parametri direttamente indicatori dello stato funzionale (o disfunzionale) vegetativo, realizzando un’obiettiva valutazione dello stato somato – psico - dinamico del soggetto in esame,attraverso un programma chiamato Analisi della Variabilità della Frequenza Cardiaca (Heart Rate Variability, HRV), ricavando il bilanciamento dell’attività fra il Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico.
Attraverso un sofisticato programma di analisi EEG, basato su una originale interpretazione dei dati EEG in chiave psicologica, è possibile effettuare una immediata valutazione dell’equilibrio tra i due emisferi (Coerenza o Sincronia Cerebrale), la misurazione del livello del Ritmo Alfa (il ritmo cerebrale del benessere).

D.E.P.T. (DIAGNOSI ENERGETICA DEI PUNTI TERMINALI)
Si tratta di un metodo diagnostico bioenergetico basato sulla osservazione e definizione, sia in chiave analitica che analogica, delle irradiazioni emesse dai punti terminali dei meridiani energetici (secondo la Medicina tradizionale Cinese e secondo Voll), rilevate per mezzo della tecnica fotografica scoperta dai coniugi sovietici Semjon e Valentina Kirlian.
La tecnica, da loro definita “elettrografia in un campo ad alta frequenza” consiste nell’utilizzodi un campo elettrico ad alto voltaggio (16.000/24.000 Volts) ma ad amperaggio vicino allo 0 Ampere (ciò rende la tecnica innocua) utile a rilevare la luminescenza emanata dagli oggetti viventi in contatto con detto campo.
Tale luminescenza (bioluminescenza, bioplasma) non si identifica con l’elettricità superficiale, come dimostrato dalla ricerca sui biofotoni del Dr. Popp, ma bensì con l’evidenziarsi della bioenergia, assunto plurimillenario della Medicina Tradizionale Cinese ed attualmente rivisitato alla luce della fisica quantistica.
L’ irradiazione risulta portatrice, nella sua forma e topografia, di informazione sul flusso bioenergetico dell’intero organismo.
Peter Mandel, medico tedesco, esperto in Agopuntura ed effetto Kirlian, ha sviluppato una completa diagnostica in base alla lettura della foto Kirlian di mani e piedi.
Essa viene svolta in 7 STADI, in base all'osservazione di caratteristiche delle radiazioni, seguendo un criterio che va dal generale al particolare, per ritornare al generale informato della dinamica del flusso energetico.

Fondamenti teorici L'ipotesi di fondo, che tra le funzioni energetiche e quelle cellulari vi sia un ritmo di oscillazione, si fece strada in Peter Mandel quando, attraverso l'osservazione di numerosi pazienti, poté accertare che la malattia ed i malesseri fisici sono già energeticamente esistenti e visibili, attraverso i fenomeni fotografici, molto tempo prima che l'individuo li percepisca.
L'energia porterebbe con sé informazione e le cellule utilizzerebbero queste informazioni, indifferentemente dal fatto che si tratti di impulsi negativi o positivi. Quindi, un flusso energetico armonico normale dovrebbe avere come conseguenza funzioni cellulari armoniche normali.
Poiché le informazioni non sono mai unilaterali, per la legge della polarità, la deduzione conseguente fu ipotizzare l'esistenza di un ritmo sincrono tra cellule ed energia e viceversa.
Nel caso in cui si modifichi, per una ragione qualsiasi, l'informazione e si perda così il ritmo equilibrante di pulsazione, questo deve mutare di conseguenza le funzioni cellulari.
Per la legge della polarità, le variazioni cellulari non possono rimanere senza conseguenze per il contenuto dell'informazione bioenergetica.
Questa struttura d'informazione polare è il punto di partenza per tutte le osservazioni sulle fotografie dei campi ad alta frequenza.
In un campo perturbato, l'intera struttura energetica è disturbata dalla introduzione e dall'impatto relativo nel flusso energetico di informazioni difettose.
Il flusso energetico, perturbato cronicamente in questo modo, danneggia, di conseguenza, l'intero ambiente. Il normale ed armonico flusso energetico contiene tutte le informazioni necessarie al processo vitale.
Solo quando le informazioni generali normali sono modificate da informazioni di disturbo provenienti dall'interno o dall'esterno viene posta la base per la malattia.
Informazione alterata significa sovrapposizione di impulsi anormali ed eliminazione in questo modo dei meccanismi di difesa presenti.
Quindi, tossicosi focale significa: informazione alterata, carente o sovrapposta tra le cellule; irregolari processi di funzionamento, con conseguente danno a carico dell'intero ambiente; ed, alla fine, distruzione della struttura.
Le correlazioni organiche energetiche indicano la presenza di un ritmo sincrono tra il focolaio e l'ambiente e viceversa. viceversa.

Dal punto di vista clinico Il focolaio primario di irritazione agisce sui gangli sotto cervicali; attraverso di essi vengono costantemente inviati stimoli afferenti, perturbanti, nella zona dei nuclei del tronco cerebrale.
Questi diventeranno quindi i nuclei secondari di perturbazione.
Si arriva ad una sensibilizzazione generica. Il focolaio creatosi nel tronco cerebrale invia irradiazioni in tutta la periferia corporea, dove esse si collegano ai sistemi riflessi di diversi organi.
Gli impulsi abnormi vanno dal tronco cerebrale ai sistemi riflessi d'organo, passando attraverso il midollo spinale, i rami comunicanti-nervi spinali e l'intreccio di vasi e nervi del tronco simpatico.
In queste sedi d'organo suscitano delle alterazioni sul tipo di: disturbi della circolazione sanguigna o del metabolismo.
Le alterazioni funzionali iniziali si trasformano generalmente in alterazioni organiche.
Ne deriva un quadro accertabile da un punto di vista clinico ed un deficitario sviluppo e disturbo della regolazione nervosa.
Le informazioni derivanti dal metodo in oggetto risultano complete riguardo ai disturbi di un organismo vivente ed utili al riconoscimento precoce delle malattie, sia sul piano fisico che psichico (vale a dire relazione causale tra organi, segmenti energetico/corporei e disturbi psichici).

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Sono inoltre disponibili, per approfondimenti, i seguenti test, effettuati da professionisti esterni:

TEST KINESIOLOGICO (ALLERGIE, INTOLLERANZE, OBESITA’, MAGREZZE)
Si tratta di un test in cui l’operatore saggia le variazioni del tono dei muscoli del soggetto in esame, quando questi viene in contatto con diverse sostanze.

Non è un test della forza muscolare, come spesso si definisce, si tratta di una valutazione delle variazioni di tono del muscolo esaminato quando il soggetto è a contatto con sostanze che possono provocare un ipertono, un ipotono, o nessuna variazione.

Il test si effettua tramite il contatto diretto tra l’operatore e il soggetto esamimato e può essere effettuato su qualsiasi muscolo valido. All’inizio della prova l’operatore effettua una serie di manovre per riequilibrare momentaneamente il soggetto (per non avere falsi positivi o falsi negativi). Una volta “resettato”, esattamente come si opera con un computer, l’operatore sceglie un muscolo idoneo (chiamato muscolo indicatore), non troppo forte, perché l’esercizio sarebbe per entrambi stancante, né troppo debole, e adegua la propria forza di spinta alla forza del muscolo in esame invitando il soggetto a fare resistenza alla spinta. Si giunge ad un equilibrio tra la spinta dell’operatore e la resistenza del soggetto in esame. Valutando le variazioni di questo equilibrio, quando il soggetto viene a contatto, semplicemente sulla cute, con le sostanze che si vogliono indagare, l’operatore può qualificare una sostanza nociva, benefica o innocua a secondo che il tono muscolare diminuisca o resti inalterato.

La valutazione diagnostica può essere rivolta non solo ai cibi e quindi agli alimenti causa di intolleranze ed obesità o di disbiosi intestinale, oppure ai prodotti allergenici più in senso lato, o anche ai medicinali di sintesi non ben accetti dall’organismo o quant’altro si voglia valutare, bensì può approfondire una diagnosi ancora più raffinata come la ricerca di focolai patogeni, di cicatrici che possono rappresentare loci di disturbo, intossicazioni di vario grado dall’ambiente, da medicinali, da amalgame, da vaccinazioni. Inoltre possono essere valutati eventuali blocchi cranio sacrali o emozionali; carenze di minerali, vitamine, ormoni, enzimi; postumi di residui da infezioni pregresse, anche di anni, da virus, miceti e batteri. Si può valutare uno stato di stress da radicali liberi o anche un deficit di ossigenazione cellulare. Si possono avere conferme su alcune predisposizioni familiari, soprattutto su quelle di natura metaboliche: dislipidemia e iperglicemia.
Si può avere una conferma dello stato del terreno costituzionale.
Per tutto ciò che emerge si può effettuare anche una valutazione dell’efficacia della terapia proposta.

Restando nell’ottica della diagnostica bioenergetica con la metodica kinesiologica si possono valutare, nell’ordine del disequilibrio qualitativo e non certo di quello quantitativo, come meglio offrono altre metodiche strumentali, tutti i meridiani di agopuntura e quindi le logge energetiche e fare anche una valutazione della priorità del disequilibrio iniziale, quello da cui bisogna iniziare l’approccio terapeutico.
È stato visto che ogni singolo muscolo è legato ad un organo o ad una funzione e anche ad un meridiano di agopuntura, quindi testando un determinato muscolo e valutando la resistenza alla spinta dell’operatore può essere effettuata una valutazione sullo stato qualitativo della funzione dei diversi organi, di natura più ‘organica’, e/o dei meridiani agopunturali, valutazione più squisitamente energetica.
E se bisogna valutare un bambino o un anziano con muscolatura deficitaria o un soggetto non collaborante?
Il test kinesiologico si può effettuare allo stesso modo con un semplice artificio che l’operatore metterà in atto. Basterà interporre tra l’operatore e il soggetto in esame un’altra persona che sarà, semplicemente in contatto con il soggetto da esaminare ma che farà da tramite, come un sonar attraverso il quale l’operatore indagherà sul soggetto. Così è semplice testare il bambino in braccio alla madre, tutte le risposte muscolari della madre saranno riferite al bambino.

In conclusione possiamo definire il test kinesiologico come un test sicuramente interessante, atraumatico, che suscita curiosità e quindi partecipazione nel soggetto esaminato, facilmente eseguibile e riproducibile, che può dare una enorme quantità di dati sullo stato di salute, soprattutto nel seguito di un percorso terapeutico.

PSICO EARING TEST (Test Elettronico di ascolto)
Il nostro corpo, attraverso gli organi sensoriali, trasforma l’energia che ci circonda in messaggi utili alla conoscenza dell’ambiente ed alla sopravvivenza.
Gli organi di senso sono a servizio dei nostri bisogni, organi funzionali, trasduttori della realtà secondo modalità di adattamento del nostro organismo.
Numerose sono le ricerche sull’influenza dell’esperienza, della maturazione e dei bisogni sulla percezione (1), al punto che la “oggettività” della percezione sembra non esistere, se non come valore statistico medio. Le misurazioni della funzionalità percettiva danno valori quindi psico-fisici, cioè risposte individuali che subiscono l’influenza di numerose variabili. Variabili che, secondo le ricerche di vari autori (2), possono essere riassunte in tre fattori:
- l’esperienza: in termini di aspettative ed esercizio nell’analisi dello stimolo
- la qualità dello stimolo: che nella sua configurazione può permettere o no una configurazione già acquisita (gestalt) o può assumere, per la storia di un individuo, un significato particolare
- fattori attuali: dovuti alla situazione sperimentale, al rapporto con l’esaminatore, alla motivazione, alle aspettative, etc…
Si può ipotizzare che, controllando la qualità dello stimolo ed uniformando la somministrazione, le variazioni individuali siano frutto di modalità soggettive di percezione.
Queste informazioni, per l’importanza della percezione nella strutturazione della vita affettiva e cognitiva (3), ci possono offrire un quadro del tipo di rapporto dell’individuo col mondo esterno, degli schemi che si è costruito per la manipolazione delle informazioni, degli oggetti e delle relazioni affettive.
Un test percettivo può divenire quindi proiettivo, nel senso che in ogni percezione il soggetto utilizza e quindi proietta all’esterno uno schema di assimilazione dello stimolo.
Una metodica che sceglie come campo di applicazione e di studio l’ascolto non poteva che scegliere questo canale sensoriale per la conoscenza del vissuto individuale.

(1) Piaget J. – Psicologia della percezione
(2) Piaget J. – La formazione del simbolo nel bambino
(3) Piaget J. – Lo sviluppo mentale del bambino

Il test d’ascolto Gli stimoli utilizzati per questo test sono suoni di intensità variabile, di frequenza compresa tra 125 Hz e 8000 Hz per via aerea (CA), e di frequenza compresa tra 250 Hz e 4000 Hz per via ossea (CO); a partire da un’intensità di -20 db fino alla risposta di percezione da parte del soggetto.
Le risposte vengono registrate su di un diagramma, riportando su di esso l’andamento del test.
Il soggetto viene poi invitato ad un confronto tra i suoni di diversa frequenza, con il compito di confrontare l’altezza di ognuno rispetto al precedente, indicando se è più alto o più basso.
Vengono annotate le frequenze non percepite correttamente.
L’analisi del test viene poi eseguita per ognuno di questi elementi:
- soglia
- rapporto orecchio destro ed orecchio sinistro
- rapporto curva aerea ed ossea
- il significato psico-fisiologico delle diverse frequenze inviate
- la spazializzazione (riconoscimento della provenienza spaziale del suono)
- la selettività (capacità di captare e confrontare correttamente i suoni inviati)
Evitando di accedere a particolarità tecniche, accenniamo comunque alla significanza intriseca di alcuni dei suddetti elementi:
- La determinazione della soglia di percezione uditiva, ottenuta non attraverso una ricezione passiva dello stimolo bensì come atto cosciente, attentivo, svela come il soggetto utilizza la sua potenzialità uditiva nella comunicazione e nel rapporto con sé stesso e gli altri. In sintesi, la differenza tra sentire ed ascoltare.
- La curva ossea rappresenta la risposta istintiva e viscerale all’ambiente sonoro, non controllata dall’orecchio medio. Inoltre è riferibile all’accettazione del proprio corpo e dell’immediato ambiente esterno, su di un piano non razionale ma affettivo e pulsionale.
- La curva aerea rappresenta l’ascolto intenzionale e cosciente dello stimolo, che può venire bloccato o facilitato a livello di timpano e staffa. Definisce il rapporto col linguaggio semantico e con l’ambiente sociale. - L’analisi delle frequenze (basse – medie – alte) indicano rispettivamente:
basse > percepite dalla pelle, rappresentano, nella componente tattile, le prime esperienze e percezioni. Indicano quindi il rapporto col proprio corpo e con l’immediato ambiente percettivo. Engrammi antichi dell’adattamento corporeo, rappresentano l’ordine inconscio, l’IO antico, la visceralità.
medie > indispensabili per l’analisi e la produzione del linguaggio, attraverso di esse viene trasmessa il massimo dell’informazione semantica. Rappresentano quindi la lingua etnica e l’adattamento dell’individuo al proprio ambiente sociale. Da un punto di vista maturativo rappresentano l’apprendimento del linguaggio ed il superamento della relazione simbiotica madre figlio; l’accettazione delle regole sociali ed il primo rapporto col padre.
alte > indispensabili per la perfetta padronanza del linguaggio (le sibilanti), a livello maturativo indicano l’integrazione corticale del linguaggio, la coscienza dell’atto parlato e la sintesi tra l’affettività e l’apprendimento: cioè la conoscenza. Significano, inoltre, un recupero evoluto dell’intuizione e della globalità non dissociate dal contatto con la realtà. Indicano ciò che l’individuo, cosciente o no, sente di sé stesso, integrazione corticale di sé stesso, della visceralità e del corpo.
- Orecchio destro/orecchio sinistro. L’importanza dell’ascolto lateralizzato per la produzione ed il controllo del linguaggio (come ricerca ed accettazione di una maggior efficienza ed adattamento all’ambiente sociale) indica diversi significati che assumono le due curve di ascolto.
La curva destra rappresenta la curva d’ascolto preferenziale per quanto riguarda il linguaggio, il contenuto semantico e l’analisi del discorso (accettazione della comunicazione, del rapporto relazionale e sociale). Rappresentazione, quindi, dell’adattamento sociale, dell’accettazione del padre e della legge, lo svolgimento attuale, le aspettative per il divenire.
La curva sinistra rappresenta, per la funzione di globalità ed analisi ritmica che svolge (comunicazione con l’emisfero destro), le funzioni anteriori all’acquisizione del linguaggio corticalmente controllato, il passato quindi, la prima vita infantile, il desiderio non ancora adattato alla realtà, il primo rapporto con la madre; ed anche la reazione spontanea ed affettiva, l’immagine di sé globale e del proprio corpo.
- Spazializzazione. Confusioni a livello di ricezione del suono non possono significare che disorientamento, sia di tipo spaziale che nella capacità di concentrarsi su sé stessi per captare quanto accade sul proprio corpo.
La confusione in curva ossea è più accettabile, specialmente nel bambino, per una difficoltà oggettiva nella localizzazione. In curva aerea significa certamente una labilità ed immaturità delle funzioni di analisi, interpretazione e ricezione dello stimolo. Immaturità che si può attribuire alla struttura neuroanatomica atta a quelle funzioni.
- La selettività, per l’esigenza di comparare e quindi memorizzare velocemente stimoli di una durata limitata, può essere paragonata al dialogo, con le stesse esigenze di memoria e rappresentazione di quanto è accaduto. Se non c’è memoria e rappresentazione il confronto è impossibile.
Confrontare significa paragonare un qualche cosa di esterno con qualche cosa di interiore, presuppone quindi una coscienza di ciò che sta avvenendo sia dentro che fuori di noi.
Concentrazione quindi e memoria che sottintendono anche la capacità di lasciarsi colpire dall’ambiente esteriore e di lasciarsi immergere in questo. Vuol dire, inoltre, saper ascoltare l’altro, mettersi in relazione, accettare cioè la comunicazione non come un qualcosa che ci sfiora appena, ma come qualcosa che ci coinvolge.
E’ evidente quindi che una persona non maturata a questo livello, che non sa comunicare, perché ascolta solo quello che desidera, che è ancora, per utilizzare una metafora, nell’ambiente materno perché non “riconosce” l’altro, non può avere la selettività aperta, sia per immaturità legata all’età (la selettività si apre verso i sei-otto anni) che per immaturità affettiva.
La chiusura della selettività assume tuttavia significati diversi a seconda delle zone frequenziali interessate e delle curve destra o sinistra. Serve inoltre a verificare il progredire della terapia, che dovrebbe portare all’apertura completa.

TEST T
Si tratta dell’osservazione di una goccia di sangue in vivo ottenuta mediante micropuntura su polpastrello (procedura analoga al test glicemico), posta su vetrino riscaldato con soluzione fisiologica a 37°C in un ambiente a temperatura non inferiore a 25°C e non superiore a 30°C. (prima e seconda parte del test). Questo per mantenere le emazie in stato vitale.
Il metodo si avvale dell’utilizzo di un microscopio ottico in campo oscuro a 4/5000 ingrandimenti.
Non essendo comunque la soluzione fisiologica sufficiente alla vita come il siero, all’interno della cellula cominciano ad apparire delle strutture più piccole, più raggianti (da W. Reich definite bioni), fino a che la cellula a poco a poco si apre ed i bioni restano liberi nel mezzo.
Come questo processo accade è ciò che fornisce la diagnosi energetica, in quanto i bioni sono considerati portatori concentrati dell’energia cellulare.
Il Test T è una prova globale e funzionale del metabolismo energetico delle emazie.
Attraverso un'analisi particolareggiata di tutte le variabili da esso conseguenti si estrapola una diagnosi di terreno bioenergetico.
Dalla sua determinazione risulta la tendenza di reazione più probabile del biosistema in esame. Il suo utilizzo è prevalentemente di tipo diagnostico differenziale e, come ogni forma di diagnostica energetica strumentale, non viene usato in senso meccanicistico, ma come proiezione tendenziale del divenire di un biosistema.
Si tratta di uno strumento di aiuto in caso di dubbio diagnostico, necessario quando esistano sospetti di tendenze biopatiche.
Risulta utile come forma di valutazione dell'evoluzione di tutto un processo terapeutico che abbia come obiettivo il miglioramento del terreno bioenergetico.

Le variabili prese in considerazione sono:
- Età
- Sesso
- T-50% ( tempo relativo al 50% di cellule degenerate)
- Colore e comportamento della goccia di sangue su vetrino sotto osservazione al microscopio
- Reazione C (relativa alla sovraccarica energetica, sovreccitazione cellulare)
Osservazione delle emazie in riferimento a:
1) colore dello stroma
2) colore del centro
3) pulsazione del centro
4) qualità dell'alone energetico
5) tridimensionalità
6) presenza di Punte T
7) localizzazione e forma delle vescicole
Cool comportamento dopo autoclave (terza parte del test, con una seconda goccia di sangue

G.M.A. Il tutto e riportabile su diagramma.
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Giuseppe Giannini

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MessaggioInviato: Mar Feb 20, 2007 5:19 pm    Oggetto:  Trattamento olistico dei disturbi somato-psichici
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(Metodo utilizzato presso la sede di roma, via appia nuova 465 - metro a furio camillo -
Responsabili: Sergio Scialanca, psicologo - giuseppe giannini, naturopata, esperto di diagnostica energetica)


Secondo la somato-psico-patologia e la somato-psico-dinamica (F. Navarro), ogni disturbo psichico ha una correlazione, più o meno evidente,
con un disturbo degli organi legati ai livelli corporei che lo caratterizzano.
Qui di seguito è riportata una tabella comparativa di massima a titolo puramente esemplificativo.

Ciascuna delle tre aree di disturbo indicate, può avere origine da traumi intervenuti in diverse età evolutive:
embrionale, fetale, neonatale, post-natale, puberale:
Tale origine determina i livelli di radicamento (profondità) del disturbo e di invasività nella vita della persona.

Inoltre, i sintomi possono "stratificarsi", per cui un sintomo di disturbo d'ansia può essere - ad esempio - "a copertura"
di un disturbo da depressione o da conflitto. Si può essere, inconsciamente, ansiosi per "nascondere" la depressione; depressi per "nascondere" il conflitto;
stressati per "tenere a bada" l'ansia o la depressione...

DISTURBI DA ANSIA PAURA DI NON POTER VIVERE
TIMORE DI NON POTER AMARE

ANGOSCIA (FOBICA)
PANICO, FOBIE
ALLARME GENERALIZZATO
PENSIERI OSSESSIVI
PERFEZIONISMO
DIFFICOLTA' DI CONTATTO CON SE' DISTURBI DELL'APPARATO RESPIRATORIO (ASMA, RINOFARINGITI, SINUSITI, BRONCHITI)
DISTURBI CARDIO-CIRCOLATORI (IPERTENSIONE, PALPITAZIONI)
DISTURBI DELLA VISTA (ASTIGMATISMO, IPERMETROPIA)
DISTURBI DELL'APPARATO DIGERENTE (GASTRITI, COLITI)
DISTURBI DELLA PELLE (DERMATITI, PSORIASI)
DISTURBI DELLA SESSUALITA' (EIACULAZIONE PRECOCE, DIFFICOLTA' ERETTIVE)
DISTURBI DA DEPRESSIONE PAURA DI DISINTEGRARSI O DI NON POTER SOPRAVVIVERE
TIMORE DI NON ESSERE AMATI

ANGOSCIA (DI SEPARAZIONE, ORALE, ORGANICA)
PENSIERI SUICIDARI E RIMUGINAZIONE
ASTENIA (DEBOLEZZA)
FAME NERVOSA
RABBIA REATTIVA, RISENTIMENTO, RIMPIANTO
DIFFICOLTA' DI CONTATTO CON GLI ALTRI DISTURBI ADDOMINALI E DELL'APPARATO DIGERENTE (DISBIOSI, CANDIDOSI)
DISTURBI DEL SISTEMA IMMUNITARIO (INTOLLERANZE, ALLERGIE)
ARTROSI
DISTURBI DEL CAVO ORALE (CARIE, GENGIVITI, PARODONTITE)
DISTURBI DELLA VISTA (MIOPIA)
PROBLEMI ALIMENTARI
OBESITA'
DISTURBI DELLA TIROIDE
DISTURBI DELLA SESSUALITA' (ASSENZA DI DESIDERIO)
DISTURBI DA STRESS
(CONFLITTO) PAURA DI (DOVER) VIVERE
TIMORE DI (DOVER) AMARE

ANGOSCIA (SOMATIZZATA, OGGETTUALE)
BLOCCO ALL'AZIONE
ERITROFOBIA (ROSSORE)
TIMIDEZZA, INSICUREZZA, PAURA DEL CONFRONTO
NARCISISMO SECONDARIO
TIMORE DI ESSERE INTRAPPOLATI
TENDENZA ALLA "FUGA"
DIFFICOLTA' DI ESPRESSIONE EMOZIONALE
ANAFFETTIVITA' RELAZIONALE CEFALEE, EMICRANIE, CERVICALE
DISTURBI DENTALI (BRUXISMO)
TACHICARDIE
LOMBOSCIATALGIE
DISTURBI DELL'APPARATO GENITO-URINARIO (CISTITI, PROSTATITI, DISMENORREA)
DISTURBI DELLA SESSUALITA' (ANORGASMIA)
DISTURBI DELLA VISTA (STRABISMO)
IPERTROFIA MUSCOLO-SCHELETRICA LATERALIZZATA


L'individuo è un frammento, completo in sé, dell' Unità Universale.

Nella nostra metodologiail paziente è visto come una unità compiuta in costante contatto con ogni altra unità vivente.

Soma e Psiche (corpo e mente) sono considerati come due aspetti osservabili di questa unità, la cui matrice è energetica, secondo l'insegnamento di W. Reich e di F. Navarro.

L'approccio al disturbo del paziente può quindi avvenire a partire da uno dei tre aspetti, ma deve coinvolgerli tutti, per ottenere quell'equilibrio e quella possibilità di mantenerlo che si chiama Salute.

Gli operatori lavorano quindi in équipe, confrontando tra loro i dati diagnostici e clinici emersi e valutando costantemente il processo di guarigione del paziente durante i trattamenti.

Il paziente viene accolto con uno screening anamnestico costituito da un colloquio con uno psicologo e da alcuni test bioenergetici di base (somato-psico-diagnostici), assolutamente non invasivi:

Diagnosi M.E.T. (Bilancio Energetico). In agopuntura è nota la diagnosi dei polsi, che è sia di tipo quantitativo che qualitativo. Attualmente è possibile realizzarla mediante l'ausilio di uno strumento elettronico in grado di misurare il livello energetico dei meridiani, fornendo dati numerici riportabili su di un apposito diagramma. Tali dati numerici sono riferiti alla misurazione delle microcorrenti attuata sui punti definiti nella Medicina Tradizionale Cinese “Punti sorgente”. La lettura di tale schema rende visibile l'eventuale sbilancio energetico e relativi blocchi. Di particolare interesse è l'osservare che uno squilibrio energetico si presenta prima del danno fisico, e consente quindi di prevenirlo.

Diagnosi Funzionale. E’ una diagnosi effettuata con l'ausilio di un apparecchio e visualizzabile in diagramma, relativa ai cosiddetti “disturbi funzionali”. Tale test individua sette aree funzionali, con la valutazione dell'eventuale disfunzione d'organo, e determina il fattore di vitalità, cioè la capacità reattiva del soggetto alla condizione patologica e alla cura.

In base allo screening somato-psico-energetico si consigliano al paziente le strategie terapeutiche da seguire per ottenere la guarigione, o ulteriori test clinici, da richiedere al proprio medico di base, o approfondimenti diagnostici energetici quali:

Diagnosi Energetica dei Punti Terminali DEPT. Si tratta di un metodo diagnostico bioenergetico basato sulla osservazione e definizione, sia in chiave analitica che analogica, delle irradiazioni emesse dai punti terminali dei meridiani energetici (secondo la Medicina tradizionale Cinese e secondo Voll), rilevate per mezzo della tecnica fotografica scoperta dai coniugi sovietici Semjon e Valentina Kirlian.
Test del Bilancio Vegetativo e Sincronismo Emisferico. Si tratta della visualizzazione in diagramma della relazione dei due aspetti del sistema nervoso autonomo e della relazione funzionale tra i due emisferi cerebrali.

E' importante considerare che la malattia è la migliore risposta che una persona può dare a un sottostante disagio dovuto a uno squilibrio energetico di base. Solo il riequilibrio energetico (della matrice energetica, cioè) garantisce la risoluzione del problema. L'eventuale resistenza alla cura fino ad allora riscontrata si spiega quindi con la persistenza della disfunzione energetica che ne è la causa.
Con il colloquio detto di "check-out", il paziente riceve dallo psicologo la spiegazione dei suoi disturbi, sia in chiave organica (somatica), che psicologica, che - infine - energetica. Se ne spiega la ragione in termini funzionali, ovvero si risponde alla domanda: "perché mi sono procurato questa malattia? a cosa mi serve, cosa devo inconsapevolmente cercare di nascondere a me stesso?"

Al paziente sono resi disponibili i seguenti interventi terapeutici:

Vegetoterapia carattero-analitica. Pur rientrando nell'ambito della cosiddette "psicoterapie ad indirizzo corporeo", è un intervento dolce e graduale di scioglimento dei blocchi energetici che interviene contemporaneamente sui tre aspetti energetico-somatico-psichico. Il processo prevede il riattraversamento di tutte le esperienze vitali fondanti, dalla vita intrauterina fino alla maturità sessuale, in modo di evidenziare le problematiche che si sono instaurate in certe fasi evolutive della persona trattata e di far rivivere le stesse esperienze in modo - stavolta - soddisfacente. Si tratta di un processo evolutivo in quanto prevede la progressiva presa di coscienza di chi si è, delle proprie potenzialità inespresse e della propria libertà interiore. Viene considerata la terapia di elezione.

ed inoltre:

Naturopatia
Omeopatia ed Omotossicologia
Biofeedback
Cromopuntura ed Agopuntura
Danzaterapia
Somministrazione di frequenze (Synapsis wave)

Riequilibrio energetico mediante MET
Riequilibrio emisferico
Shiatsu
Osteopatia
Dietologia


Queste terapie possono essere usate come "terapie convergenti"
quando il paziente si sottopone a vegetoterapia carattero-analitica.
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Sergio Scialanca

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MessaggioInviato: Mer Feb 21, 2007 9:51 am    Oggetto:  Metodo della SOMATOPSICOENERGETICA :
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La SOMATOPSICOENERGETICA trova oggi applicazione attraverso il seguente metodo:

1) Diagnosi energetica, anamnestica, attraverso l’identificazione dei livelli bloccati: quello primitivo; quello principale; i blocchi secondari. Diagnosi energetica strumentale (diagnosi energetica dei punti terminali di agopuntura DEPT, bilancio energetico MET, test funzionale segmentarlo, e altri se necessario).

2) Lavoro metodologico lungo i 7 livelli reichiani effettuato attraverso il corpo, mediante actings specifici (vegetoterapia), in direzione cranio-caudale, supportata da sostegno – ove necessario lungo il processo - mediante terapie convergenti quali terapie vibrazionali, cromopuntura, agopuntura, kinesiologia applicata, danzaterapia. L’uso del materiale analitico avviene in chiave analogica, cioè senza la necessità di interpretazione da parte del terapeuta.

Scopo del lavoro e del metodo è l’eliminazione del sintomo (somatico o psichico) non mediante soppressione, ma attraverso l’eliminazione della condizione energetica di fondo che l’ha determinato. Si lavora cioè sull’En (nucleo energetico) attraverso il progressivo:

a) Ripristino dell’eutonia muscolare

b) Ripristino del buon funzionamento dei recettori sensoriali

c) Ripristino dei ritmi vitali e del corretto funzionamento neurovegetativo

d) Ripristino o instaurazione della fisiologica circolazione energetica

In ragione del fatto che la formulazione teorica ritiene l’En come naturalmente rispondente a leggi biofisiche inscritte nel progetto morfogenetico, e che ogni disturbo promani dalle resistenze, prodotte dalla dinamica energetica soma/psiche, ad adeguarsi a tali leggi, producendo vibrazioni di campo non coerenti con quelle originarie dell’En, lo scopo finale è quello di ricondurre tali dinamiche alla coerenza ripristando il ritmo pulsatorio caratteristico di ogni En.

Particolare attenzione è rivolta all’esperienza biologica intrauterina, in quanto fondamentale realizzazione del progetto morfogenetico dell’En. Ove, infatti, tale processo sia stato disturbato, si verifica la rottura di coerenza, origine delle resistenze. Poiché tale esperienza non può appartenere alla sfera psichica, e solo in parte a quella somatica (il corpo è in via di formazione), essa è autenticamente energetica. La coerenza, dunque, a questo livello, può essere ripristinata solo attraverso la somministrazione di frequenze luminose e sonore adeguate (Tomatis).

La vegetoterapia carattero-analitica
E’ il metodo elettivo di cura e sostegno nel nostro approccio. Consiste nella progressiva applicazione di determinati acting (azioni semplici e dolci che viene richiesto al cliente di eseguire) in sequenza predeterminata, che devono essere intesi come stimoli applicati al sistema neurovegetativo, capaci di suscitare nel cliente il sentire. Ciò che egli sente viene discusso in termini analogici (non analitici) e consente di prendere coscienza – da un lato – delle proprie difficoltà e dei propri blocchi e – dall’altro – di scioglierli in maniera dolce e sistematica. Analisi è separazione delle parti costituenti un tutto, l’approccio analogico invece consente di rivolgersi sempre all’unità somato-psicologica che ogni essere vivente è, mantenendola intatta e anzi consolidandola.

Diversamente da altri approcci psicoterapeutici, la verbalizzazione è ridotta alla descrizione del sentito e ai significati che esso ha, relativamente alla storia evolutiva del cliente. La risoluzione delle problematiche conflittuali avviene mediante la progressiva apparizione dei contenuti dell’incosciente, cioè dei contenuti emozionali dei blocchi muscolo-caratteriali. Agendo sulla zona di scambio tra somatico e psichico, la vegetoterapia ha effetti su entrambi in modo coerente. Ciò significa che – come spesso capita – le motivazioni per sottoporsi a un percorso vegetoterapeutico possono essere anche di tipo prettamente somatico.

Il numero delle sedute necessarie a completare il percorso varia – a seconda dei casi – da 150 a 180. La durata di ogni seduta è di 90 minuti, con cadenza settimanale. Il metodo, sebbene rigoroso, è assai flessibile e capace di adattarsi alle diverse individualità grazie alla particolare sensibilità energetica che l’operatore (medico o psicologo) deve aver coltivato attraverso una formazione estremamente severa.
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Sergio Scialanca

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MessaggioInviato: Gio Feb 22, 2007 9:13 am    Oggetto:  ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI IN SOMATO-PSICO-ENERGETICA
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Campo energetico vitale

Il campo energetico viene definito come lo spazio entro il quale è possibile percepire, in termini sensoriali o anche strumentali, gli effetti prodotti da una determinata fonte energetica.

Per esempio: immaginiamo un fuoco, un falò, e consideriamolo come una fonte energetica. Se ci avviciniamo al falò sentiamo più caldo; se ce ne allontaniamo ne sentiamo un po’ di meno e così via fino al punto che non percepiamo più il calore. Tutta la zona che ha questo punto come confine, è il campo energetico prodotto dal falò. Le diverse gradazioni di temperatura che percepiamo allontanandoci o avvicinandoci possiamo a un dipresso considerarle come la densità energetica. Allontanandoci dalla fonte abbiamo una diminuizione della densità energetica.

Il concetto di L-field, ovvero campo vitale, fu proposto da Harold Saxton Burr, ricercatore di Yale, fin dal 1930. Esso viene definito blueprint-like mold for all life, cioè la matrice progettuale di tutta la vita. Sulla sua intuizione iniziale, basata su rilevazioni di tipo bioelettrico, si sono poi accumulati altri contributi che hanno tenuto conto della fisica quantistica e, più recentemente, della teoria delle superstringhe. In particolare, tale matrice progettuale è stata da alcuni A.A. assimilata al campo morfogenetico postulato da R. Sheldrake, dopo che ricerche sulla rete dei meridiani della MTC (medicina Tradizionale Cinese) avevano individuato tali meridiani come canali energetici con caratteristiche di superconduzione (Zagriadskij); Nordenstrom ha dimostrato infatti che i tessuti corporei si polarizzano e intercollegano attraverso sottili correnti bioelettriche. Peter Mandel ha introdotto il concetto di meridiani orizzontali e diagonali, disegnando sulla superficie della pelle una fitta rete di percorsi energetici, che riproduce nella sostanza il disegno delle rete individuata da G. Calligaris, che sentenzia: “L’essere umano è costituito da corpo, mente ed anima. Questa triplice essenza è riflessa sulla sua pelle”.

Vibrazione di campo
L’energia che si irradia dalla fonte energetica (nucleo) lo fa a determinate frequenze.

In fisica la frequenza è il numero di fenomeni che si ripetono identici in una data unità di tempo. Ad esempio, la luce (e quindi anche quella emessa dalle nostre cellule, i biofotoni) ha frequenze variabili a seconda del colore, che si esprimono in hertz, cioè nel numero di cicli della forma d’onda ripetitiva per secondo.

Si sa che gli organismi viventi emettono vibrazioni sotto forma biofotonica. Tali vibrazioni sono note con il termine generico di bioradiazione.

Risonanza
Se poniamo due diapason uno accanto all’altro e ne percuotiamo uno solo, esso emetterà una nota musicale, il La naturale. L’onda sonora che si propagherà da esso (radianza) colpirà il secondo diapason, il quale – essendo capace di produrre e di reagire solo al La naturale, inizierà a vibrare a sua volta emettendo un secondo La. I due suoni possono essere uditi in modo distinto, ma se le onde emesse sovrappongono il loro periodo (cioè la loro forma d’onda), il suono si rafforza grandemente e risulta essere di intensità maggiore della loro somma (superradianza). Per intenderci, è la sovrapposizione di onde marine in questa maniera a generare le onde anomale (tsunami).

Questo fenomeno si verifica anche tra due o più campi energetici biologici, quindi tra esseri umani (comunicazione energetica); è alla base di tutte le relazioni umane, particolarmente quelle affettivamente rilevanti (una passione travolgente è – in questo senso – uno tsunami).

Per quanto attiene alla somatopsicoenergetica, essa è alla base di ogni relazione terapeutica efficace. La somatopsico-energetica analizza le relazioni sulla base dei fenomeni di risonanza.
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Sergio Scialanca

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MessaggioInviato: Gio Feb 22, 2007 3:47 pm    Oggetto:  CENNI STORICI SULL’ORIGINE DELLA SOMATO-PSICO-ENERGETICA
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Sebbene l’esistenza di una forma di Energia particolare, cosmica e biologica, in una parola: vitale sia una conoscenza che attraversa l’intera umanità fin dalla notte dei tempi - tanto da permeare le culture in particolare orientali e aver dato origine alla Medicina Tradizionale Cinese (di cui l’agopuntura è una branca), si deve a Whilelm Reich la sua riscoperta nel mondo occidentale moderno ed il suo studio nei termini scientifici rigorosi di cui la nostra cultura sente un essenziale bisogno.

Allievo di Sigmund Freud, dal quale si distaccò progressivamente, Reich raccolse una impressionante quantità di dati clinici che lo spinsero a formulare la teoria che l’energia pulsionale di cui parlava Freud, fosse in realtà un’energia biologica, in quanto aveva una chiara corrispondenza nell’organico, e che l’inconscio freudiano potesse essere contenuto nei blocchi muscolo-caratteriali. Su questa base, descrisse delle tipiche distribuzioni di tali blocchi nei setti livelli muscolari da lui stesso individuati, costruendo una caratterologia e una tecnica analitica per individuarla e correggerla: per questo la vegetoterapia è definita carattero-analitica.

Ma quella che di cui noi oggi disponiamo è una tecnica vegetoterapeutica che non è più quella di Reich. Ne deriva, ma è stata grandemente arricchita ed approfondita da Federico Navarro, secondo l’impegno assunto con Ola Raknes, allievo ed amico di Reich, che gli chiese di sistematizzarne le tecniche terapeutiche in forma di metodologia, su basi rigorosamente neurofisiologiche. Navarro, occorre dire, prima di incontrare l’opera di Reich nel 1966, aveva scritto nel 1960 - con Lebrun, un fisico -, un testo dal titolo “Nucleo-Essenzialismo©, teoria della radioattività vitale R.A.V.”, un libro che andava molto al di là della concezione stessa di Reich, e che – riguardo alla conoscenza dell’energia vitale – mostra contenuti molto più profondi e sottili. Entrambi gli A.A., Reich e Navarro, compresero l’importanza di riferirsi all’ambito della fisica, riguardo alle loro scoperte. Reich ebbe tempestosi rapporti con Einstein, che non diedero frutti; Navarro si riferì alla fisica seguendo gli sviluppi che dalla relatività einsteiniana portarono alla fisica quantistica, ponendo anche problemi di compatibilità tra le due teorie. Oggi noi continuiamo a trovare continue e sostanziali conferme a sostegno del nostro lavoro nella teoria unificata delle superstringhe e nella neonata biofisica.

La vegetoterapia carattero-analitica, a causa della sua derivazione storica dalla psicoanalisi, è oggi considerata generalmente una psicoterapia ad indirizzo corporeo. Ma, come abbiamo visto, essa può essere considerata una tecnica terapeutica di tipo energetico, a tutto tondo, fondata sui fenomeni di vibrazione e di risonanza delle particelle elementari dell’energia biologica, cioè – sostanzialmente – dei biofotoni.

Approfondendo:
Attraverso l’elaborazione della concezione freudiana della libido e dell’angoscia espressa nella teoria delle nevrosi attuali (nevrosi da stasi sessuale), Reich perviene all’importante paradigma della identità funzionale antitetica di libido ed angoscia quali manifestazioni psichiche qualitative del movimento e della pulsazione energetica vitale nel corpo.

La funzione antitetica Libido/Angoscia viene correlata alla funzione neurovegetativa Simpatico/Parasimpatico (funzioni di contrazione ed espansione) evidenziando l’ancoramento fisico-corporeo delle inibizioni psichiche e dei blocchi emozionali a livello del sistema neuro-muscolare.

La metodologia terapeutica matura di Reich è la vegetoterapia carattero-analitica, termine che sottolinea l’importanza della risposta del sistema Neurovegetativo alla sollecitazione energetica e alla sua elaborazione analitico-caratteriale quale modalità psicoterapeutica.

Sebbene la Gestalt di F. Perls, la Bioenergetica di A. Lowen, la Biosintesi di D. Boadella, la Core Energetica di J. Pierrakos, possano tutte essere considerate come elaborazioni originali di questa prima scoperta di Reich, fu però Federico Navarro il fondatore delle più note scuole terapeutiche a mediazione corporea che si propongono di proseguire coerentemente sulla linea tracciata da W. Reich.

Dopo un’iniziale training Psicoanalitico con Levi Bianchini ed un training di Formazione junghiana con Aldo Carotenuto, Federico Navarro incontra nel 1966 Ola Raknes, allievo e collaboratore di Reich, ed effettua con lui la formazione in Vegetoterapia Carattero-Analitica. Al termine del processo formativo, Navarro accoglie l’invito di Raknes a lavorare alla sistematizzazione degli actings di Vegetoterapia. Insieme alla metodologia della Vegetoterapia, Navarro rielabora, arricchisce e sistematizza il metodo diagnostico e la psicopatologia, approfondendo tanto la conoscenza caratterologica quanto quella sulle malattie cosiddette biopatiche.

Il modello teorico di Federico Navarro è quindi da considerare come l’indirizzo metodologico nonché l’elaborazione più ortodossa della metodologia reichiana, tanto sul piano clinico, quanto su quello preventivo, tanto sul piano teorico-scientifico quanto su quello metodologico-sistematico.

Come si sa, la seconda parte della vita di Reich, quella che lo portò prima in Scandinavia presso Ola Raknes e poi negli Stati Uniti, fu dedicata interamente all’Orgonomia, la scienza dell’Energia Biologica individuata da Reich e denominata Orgone. Tale scoperta è possibile sia avvenuta sulla base di conoscenze “esoteriche”, possedute da Raknes (e anche da Navarro, successivamente), che trovarono applicazione scientifica negli esperimenti di Reich. Navarro era solito sottolineare come si dovesse usare la metodologia della vegetoterapia carattero-analitica solo perché una orgonoterapia non era ancora nata. Sebbene infatti vi fossero strumenti per la somministrazione e l’uso dell’Energia Orgonica a scopo terapeutico, l’applicazione che se ne faceva era meccanicistica ed essa non poteva comprendere la complessità dell’Essere Umano, inteso come Unità di soma e psiche. La ricerca doveva quindi essere orientata alla formulazione di una orgonaterapia non meccanicistica.

Poco prima della sua morte, avvenuta nell’Ottobre del 2002, Federico Navarro consegna ai suoi allievi uno scritto precedente al 1960, (e quindi al suo incontro con Raknes) dal titolo “Nucleo-essenzialismo”, in cui, ben prima di conoscere il lavoro di Reich, ipotizzava una teoria generale dell’Essere umano e delle sue potenzialità, che, mentre sembravano trovar attuazione pratica nelle tecniche terapeutiche di Reich, evidenziavano conoscenze di ordine spirituale.

La lettura attenta e critica che di questo testo fatta dal suo allievo Sergio Scialanca, supportato da Antonio A. Girardi e da Giuseppe Giannini, conduce alla formulazione di una “somato-psicologia nucleo-essenzialista”, base teorica di ogni formulazione metodologica successiva dell’Istituto Federico Navarro, fondato dal maestro nel 1996.

Nei cinque anni successivi alla morte del suo Fondatore, l’Istituto porta a compimento diversi compiti che egli gli aveva assegnati: l’integrazione della vegetoterapia con le conoscenze della Medicina Tradizionale Cinese e dell’omeopatia (A. A. Girardi), la somato-psico-diagnostica strumentale (G. Giannini), gli acting riguardanti la vita intrauterina (S. Scialanca).

Nei cinquanta anni successivi alla morte di Reich, la fisica e la biofisica hanno fatto passi da gigante, sottraendo l’orgonomia dall’ambito delle scienze alternative; è infatti oggi possibile spiegare la fisica orgonomica in termini di campi quantistici, di teoria del caos e di frattali, di biofotoni e di teoria delle superstringhe. La coscienza è oggi trattata dalla biofisica come una qualità emergente del campo quantistico coerente. Si può perciò dire che la vegetoterapia carattero-analitica è divenuta oggi una metodologia applicativa di una più vasta conoscenza SOMATO-PSICO-ENERGETICA.
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Sergio Scialanca

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MessaggioInviato: Ven Feb 23, 2007 5:07 am    Oggetto:  GRUPPO RESIDENZIALE DI SOMATO-PSICO-ENERGETICA
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Quella che in fisica è nota come energia, prende diverse forme (meccanica, termica, elettro- magnetica…) a seconda del trasformatore che attraversa. Sappiamo però che è Una e che non si crea né si distrugge.

Allo stesso modo l’energia vitale: essa acquista diverse forme, come quella biologica, psichica, spirituale…

Nella concezione reichiana l’energia vitale ha peculiarità che la rendono diversa da quella fisica, sebbene, in quell’ambito, essa sia studiata nella sua forma bio-psichica (soma e psiche sono considerati come un’unità funzionale).

Le due energie trovano una fusione negli aspetti bio-elettromagnetici.

Nel caso dell’energia vitale, è l’Uomo che è capace di trasformarla nelle sue varie forme e funzioni e di assommare tutte le sue qualità in una Unità Vitale, individualmente determinata.

Per ciascuno di noi – dunque – rendersi canali puliti attraverso i quali lasciare che l’energia vitale ci attraversi, consente da un lato di evitare ristagni pericolosi per la nostra salute organica e psichica e dall’altro, di poter utilmente rendere al Vivente nel suo complesso (la Biosfera) la parte di energia vitale che ci compete.

Nella vegetoterapia carattero-analitica il concetto di identità soma-psiche è ben chiaro, tuttavia essa viene generalmente considerata una psicoterapia, sebbene a indirizzo corporeo, in quanto l’accento è posto sugli aspetti psichici perché storicamente deriva dalla psicoanalisi.

Il lavoro che proponiamo in questo Gruppo è invece strettamente energetico e – in qualche modo – pre-psichico, in quanto lavora sull’energia vitale nella sua forma pura, prima che assuma ogni specificità, ma nella concretezza della sua realizzazione organica che ciascuno di noi è, nella sua semplicità essenziale di vivente-uomo. Lavora sull’energia vitale nella sua forma intrinsecamente intelligente, ma preconscia: in altre parole, l’energia vitale si manifesta attraverso leggi funzionali, attraverso ritmi suoi propri, che noi generalmente non conosciamo finché non ci è dato di entrare in contatto con essa e conoscerla.

Se possiamo conoscerla e apprendere le leggi che la regolano, ci sarà possibile aderire liberamente ad esse sia sul piano organico che su quello psicologico. In altre parole, potremo vivere l’energia vitale consapevolmente, invece che esserne vissuti inconsapevolmente.

Quello che definiamo “carattere” e che ci induce a riprodurre certi comportamenti, ad essere attratti da situazioni relazionali che siano adeguate a mantenere in vita la sua struttura, a cadere ripetutamente quindi in situazioni spesso dolorose, è costituito, nella visione reichiana, da blocchi energetici tipici che in ogni persona trovano particolari – ma costanti – moduli espressivi e forme di pensiero che sembrano immodificabili.

Il carattere può essere invece modificato sciogliendo i blocchi energetico-muscolari e restituendo all’energia vitale che costantemente ci attraversa, la libertà del fluire secondo le sue leggi, che sono naturali, immutabili e alla base della struttura stessa dell’Uomo.

Queste leggi erano alla base delle conoscenze dell’Antico Egitto, che codificò alcune tecniche specifiche, e le applicò in particolare nell’annuale purificazione (organica ed energetica!) del Faraone che, per esso, rappresentava il canale attraverso il quale l’energia vitale che promanava dal Divino, veniva resa disponibile al popolo egizio per il suo complessivo benessere.

In quanto canale, era fondamentale che il Faraone fosse così “puro” da non “macchiare” la qualità originaria dell’energia. In quanto essere umano al servizio del suo popolo da un lato e di Dio dall’altro, era inevitabile che il Faraone potesse incorrere in blocchi energetici provenienti dalla sua natura umana, per il fatto stesso che egli doveva vivere ed operare nel mondo, a contatto col mondo. Questo rendeva necessaria la periodica “purificazione” attraverso tecniche specifiche, concettualmente molto vicine per noi alle attuali pratiche mediche di disintossicazione.

Queste tecniche vengono oggi riproposte nella loro forma pura, ma in una visione che tiene conto dell’uomo di oggi: sono integrate perciò con tecniche di vegetoterapia carattero-analitica. Costituiscono la base per ogni ulteriore approfondimento, conoscitivo e/o terapeutico, delle tematiche dei propri disagi individuali che siamo oggi abituati a ritenere psicologici, ma che allora – come oggi per la scuola post-reichiana – erano ritenuti avere base organica e funzionale.

Le tecniche favoriscono anche l’apertura di nuovi circuiti neuronali e di forme di pensiero ulteriori rispetto a quelle che siamo abituati ad usare, consentendoci di vedere il mondo – e noi stessi in relazione con esso – sotto una luce nuova. Le intelligenze organiche possono così diventare le nostre diverse intelligenze, nel rispetto dell’ordine naturale che sottende alla vita
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