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Fausto Bertinotti, ex Presidente Della Camera. I VIDEO
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Sugar Ray

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MessaggioInviato: Ven Set 22, 2006 2:37 am    Oggetto: Important Fausto Bertinotti, ex Presidente Della Camera. I VIDEO
Descrizione: La Sinistra. Radio Radicale. Riforma Elettorale. Consigli su Taranto, Reddito Cittadinanza, Partiti
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ARTICOLO 2006
ROMA - Fausto Bertinotti, presidente «in pectore» di Montecitorio, ha analizzato ospite della trasmissione «In mezz'ora» di Lucia Annunziata la situazione del sistema radiotelevisivo italiano. Da una parte Mediaset, che secondo il leader di Rifondazione deve essere «dimagrita», sia nell'acquisizione di pubblicità che nel numero di reti. Dall'altra la Rai, che per Bertinotti non va privatizzata. Dichiarazioni, quelle relative all'azienda creata da Berlusconi, che hanno scatenato aspre critiche nel centrodestra e anche qualche voce contraria nell'Unione. «Credo che debbano essere combattute le condizioni di monopolio, di duopolio, di oligopolio, anche con una nuova legge - ha detto Bertinotti all'Annunziata -. Per quale ragione questo deve trascinare la privatizzazione della Rai? Anzi, penso che il carattere pubblico della Rai sia uno strumento fondamentale anche di una nuova politica economica, non solo di una politica sociale».

DUE MINISTERI - Passando a parlare del ruolo di Rifondazione Comunista nel governo dell'Unione, Bertinotti ha detto che come chiesto da Prodi anche Rifondazione proporrà una rosa di nomi per i futuri ministri. «Sarebbero stati disposti a darci il ministero degli Esteri o quello del Tesoro?» si è domandato Bertinotti. L'aspettativa è quella per un paio di dicasteri nell'esecutivo e di alcuni posti da sottosegretario. Capo della delegazione del Prc al governo dovrebbe essere il responsabile economia del partito, Paolo Ferrero, che potrebbe puntare a un ministero nel settore del welfare, mentre l'altra candidata dovrebbe essere Patrizia Sentinelli, deputata neoeletta. Qualora dovessero entrare a far parte del governo per i parlamentari del Prc scatterebbe però la norma dell'incompatibilità con l'incarico di deputato o di senatore. Sembra invece allontanarsi l'ipotesi della Giustizia, per la quale era stato indicato l'avvocato Giuliano Pisapia, considerato troppo garantista da una significativa parte della magistratura.

MONTECITORIO - Altro tema toccato durante la trasmissione, il ruolo di presidente della Camera, ruolo che potrebbe toccare al leader Prc. Al presidente di Montecitorio non spetta «una politica interventista. Penso che il compito del governo debba essere autonomo e separato da chi rappresenta le istituzioni - ha detto Bertinotti -. Il mio compito non sarebbe quello di rafforzare la maggioranza, ma di garantire un funzionamento libero e democratico delle istituzioni. Da presidente della Camera quello che si può fare è rafforzare il tessuto di rapporto democratico tra il paese e le istituzioni».

FARNESINA E DS - E sul ruolo istituzionale che occuperà nel governo di centrosinistra, Bertinotti è andato anche oltre il futuro a Montecitorio. «Sugli Esteri farei a cambio - ha ammesso -. Il ministro degli Esteri lo considero un ruolo strategico, perché la collocazione geopolitica di un paese è fondamentale. Anche l'Italia economica e sociale dipenderà molto da questa collocazione. La politica internazionale è un punto strategico». E sulla penalizzazione subita dai Ds con la rinuncia alla presidenza della Camera osserva: «I Ds hanno un ritorno politico determinato dalla coerenza dell'investimento nelle loro scelte». Bertinotti fa riferimento alla direzione di marcia verso l'Ulivo, verso il Partito democratico e ricorda che nelle primarie dell'Unione «Prodi è stato scelto come candidato pervalentemente dai Ds. Io non sono Prodi, ma faccio una previsione: i Ds avranno degli incarichi di governo tra i più importanti» ha concluso.

ISRAELE E HAMAS - E nel ruolo «improvvisato» di ministro degli Esteri, Bertinotti ha parlato della questione israelo-palestinese. «Ho una posizione molto critica verso Hamas, ho lamentato il suo successo alle ultime elezioni palestinesi, è una linea che non condivido affatto perché il riconoscimento dello Stato di Israele insieme al riconoscimento dello stato palestinese è la condizione per la pace, ma penso anche che la trattiva educa, perciò la critica ad Hamas non deve impedire il confronto. Bisogna fare di tutto per attivare il negoziato» ha detto.

BOLOGNA - Bertinotti ha dedicato un commento anche alla vicenda di Bologna, dove Verdi e Rifondazione hanno attaccato il pm Paolo Giovagnoli, «colpevole» di aver svolto indagini su un gruppo di no-global che si erano autoridotti il prezzo della mensa. «La magistratura è intervenuta ingigantendo il conflitto sociale e incorrendo in un errore - ha detto il leader Prc -, ma mi guardo bene dal mettere in pregiudicato la sua autonomia».
23 aprile 2006

ROMA - Fausto Bertinotti chiede un ridimensionamento di Mediaset e scatena le reazioni del centrodestra, ma qualche voce critica si leva anche dall'Unione. Per esempio quella di Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, che si dice sicuro che Bertinotti sia stato frainteso. «Nel programma non ci sono leggi contro chicchessia - ha detto - ma che quel che serve è una seria normativa che regoli la pubblicità per aumentare le risorse anche per la carta stampata e le piccole emittenti televisive regionali e interregionali». Inoltre per Pecoraro Scanio serve «una legge sul conflitto di interessi che non danneggi le aziende ma stabilisca che chi fa politica deve scegliere tra chi gli interessi pubblici e quelli personali».

RIZZO: «SBAGLIA» - Più duro il commento di Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo. «Bertinotti sbaglia, i lavoratori non devono pagare - ha dichiarato Rizzo -. Uno dei primi atti del governo di centrosinistra deve essere una seria legge sul conflitto di interessi, per evitare che si riproponga per l’ennesima volta l’anomalia italiana in tema di concentrazione di poteri, soprattutto in un settore delicato come quello della comunicazione e dell’informazione».

MASTELLA: «È UNA RISORSA» - A definire Mediaset «una risorsa per il Paese, come a suo tempo ebbe a sostenere anche l'onorevole D'Alema» è il segretario dei Popolari-Udeur Clemente Mastella, che non concorda affatto con il leader del Prc. «Un conto è garantire il pluralismo. Un conto è applicare a Mediaset e agli altri un'idea comunista che non è la nostra» ha detto Mastella.

FERRERO: «SERVE CONCORRENZA» - In difesa di Bertinotti si schiera il reponsabile economico di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. «Bertinotti ha fatto un ragionamento di vasto respiro, per esprimere il principio liberale della concorrenza - ha sostenuto Ferrero -. Il problema del sistema televisivo italiano è quello di avere un servizio pubblico all'altezza del suo ruolo, in grado di garantire il pluralismo».

LANDOLFI: «GUARDA INDIETRO» - Aspri invece i commenti di esponenti del centrodestra. «Bertinotti fa il ragionamento di uno che ha il torcicollo, guarda ancora indietro alla tv analogica senza tenere conto che oggi ci sono tre milioni e mezzo di abbonati a Sky e altrettanti con decoder digitale terrestre» ha detto il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, in un'intervista che apparirà domani sul Messaggero.

MICCICHE': «CARTE SCOPERTE» - Gianfranco Miccichè, vice coordinatore nazionale di Forza Italia, parla di «carte scoperte» da parte del leader di Rifondazione. «Bertinotti, presidente della Camera in pectore, ha subito scoperto le carte. Fregandose apertamente di un referendum, di migliaia di lavoratori e di altrettanti risparmiatori che detengono le azioni Mediaset, antepone l'odio politico e personale nei confronti di Silvio Berlusconi all'interesse del Paese - ha detto -. Se queste ignobili parole si trasformeranno in fatti allora è bene che molti italiani comincino a fare le valigie. Chissà cosa ne sarà delle nostre libertà».

BONDI: «LINEA AVVENTURISTA» - Le dichiarazioni di Bertinotti su Mediaset «e il silenzio di Prodi confermano purtroppo una linea avventurista da parte di chi, non rappresentando la maggioranza del paese, invece di dialogare e di rispettare l'altra metà dell'Italia, intende al contrario utilizzare le leve del potere del governo e perfino del potere delle istituzioni per attaccare gli avversari politici e alimentare una ancora più profonda divisione nel Paese - lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia -. A questa posizione avventurista e inquietante reagiremo con fermezza attraverso tutti gli strumenti democratici riservati all'opposizione, ma anche ricercando il dialogo con i settori più moderati e responsabili del centrosinistra». Per Renato Schifani, presidente dei senatori di Fi, «il vero Bertinotti si è presentato con il suo preoccupante pensiero politico liberticida».

ROTONDI: «GRAVE» - «È molto grave che il candidato dell'Unione alla presidenza della Camera minacci Mediaset auspicando un dimagrimento delle reti e della pubblicità - ha detto il leader della Dc Gianfranco Rotondi -. La pubblicità nel libero mercato non la comanda il presidente della Camera ma questo al comunista Bertinotti nessuno lo ha spiegato. Speriamo che sia stata solo una battuta infelice».

CALDEROLI: «A GAMBA TESA» - Per il coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli, «Bertinotti entra a gamba tesa sul delicatissimo settore del pluralismo dell'informazione. Caruso si autodenuncia come eversivo. Rifondazione a Bologna attacca i magistrati. Ce n'è abbastanza per dire che Prodi è sull'orlo del precipizio».
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Spostato: Mer Ott 04, 2017 5:03 am da zmassimo
da POST da sistemare, potenzialmente pericolosi, OT, CRITICHE, ARCHIVIO GENERICO e Trash a TV. Attualità, Politica, Denaro, Articoli, News. Spettacoli, Varietà
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MessaggioInviato: Ven Set 22, 2006 2:37 am    Oggetto: Adv






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