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L'arrivo all'immortalità degli esseri viventi ...

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STORIA DELL'ARCHITETTURA (Articoli Giornalistici).
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storia Dei Secoli. Antico e moderno: Cultura, Arte, Pittura, Scultura, Mitologia, Poeti, Stili, Disegno, Fotografia, Mode (con film e documentari).
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zmassimo

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MessaggioInviato: Mar Mag 10, 2005 10:51 am    Oggetto: Note STORIA DELL'ARCHITETTURA (Articoli Giornalistici).
Descrizione: Nascita Arte BAROCCA, GOTICA e CONTEMPORANEA. Alla ricerca del Barocco perduto.
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GOTICO
Termine che dall’originario significato «dei Goti» è stato spesso usato estensivamente come sinonimo di germanico, tedesco.

arte
Diffuso a partire dal 15°-16° sec. in generico riferimento all’architettura d’oltralpe, con un’accezione fondamentalmente negativa e in contrapposizione con l’architettura dell’antichità classica e della sua riscoperta moderna, nella storiografia artistica il termine g. comprende l’arte e l’architettura europea del periodo che va circa dalla metà del 12° sec. al 15°, arrivando, in alcuni casi, fino al 16° secolo. Rispetto all’arte del precedente periodo romanico, che pur ne contiene le premesse, e in genere a quella di tutto il Medioevo, essa ha caratteristiche profondamente originali. La sua novità si manifesta soprattutto nell’architettura, che ha funzioni preminenti, poiché scultura e pittura, pure sviluppatissime, dipendono ancora in gran parte da essa.

1. L’architettura
1.1 Caratteri generali
L’architettura g. sorse certamente nell’Île-de-France, come nuova ardita tecnica costruttiva, basata sullo sfruttamento di elementi architettonici del resto già noti (l’arco acuto e la volta a costoloni), ma ora per la prima volta coordinati allo scopo di dare una sempre maggiore elevazione e slancio verticale all’edificio. L’edificio è infatti, nel g., un organismo la cui statica risulta dal tipico/">tipico equilibrio esercitato dalle varie parti, dove il peso della costruzione non è più ripartito uniformemente sulle murature d’ambito ma è concentrato soltanto su alcune strutture che, opportunamente rinforzate (con contrafforti, archi rampanti ecc.), divengono essenziali sostegni di tutto il complesso (v. fig.); ciò che non ha funzione portante appare quasi superfluo; le pareti possono così rimanere sottili, aprirsi in larghissime finestre, l’edificio acquistare in tutto leggerezza, slancio, e un senso di razionale energia.

1.2 Monumenti
Il primo monumento in cui si manifesta appieno il nuovo stile è la chiesa dell’abbazia di Saint-Denis, presso Parigi (circa 1132-44), fatta erigere dall’abbate Suger. Nella seconda metà del 12° sec. si elevarono le cattedrali di Noyon, Senlis, Laon, e la chiesa di Saint-Remi a Reims; Notre-Dame di Parigi è l’ultima delle grandi chiese del g. primitivo. Alla fine del 12° sec. l’uso ormai abituale dell’arco rampante permette audacie costruttive. Esternamente, l’edificio, che ha in genere facciata fiancheggiata da due torri, a tre portali, diventa sempre più riccamente adorno di sculture e rilievi, ordinati in cicli; grande importanza acquista il rosone, sopra il quale si trova spesso una galleria. L’apogeo della costruzione g. è segnato dalle grandiose cattedrali di Chartres (1194-1260), Soissons, Reims (iniziata 1212), Amiens (1220), Beauvais (1227): queste hanno magnifica planimetria (coro a deambulatorio, con cappelle a raggiera; vasto transetto a più navate, sormontato da torri come la facciata; triforio sulle arcate della navata principale; grandi finestroni guarniti di trafori di pietra per le vetrate). Fra le opere più caratteristiche del 13° sec. è la Sainte-Chapelle di Parigi (1245-4Cool. Con l’inoltrarsi del 14° sec. le forme architettoniche diventano sempre più slanciate e leggere, più ampie le finestre, sempre più sovrabbondante la decorazione plastica, profusa in ogni particolare, sì che tutta la fabbrica finisce con assumere l’aspetto di un vero e proprio merletto di pietra. In questo periodo l’architettura g. si diffonde in tutte le province della Francia e dell’Europa, unendosi alle forme locali e assumendo vario carattere.

Dall’inizio del 15° sec. alla metà del 16° il g. ha la sua ultima fase, è detta dello stile flamboyant (g. fiorito, o fiammeggiante): la struttura architettonica perde in gran parte l’antica semplicità e razionalità, moltiplicando artificiosamente le difficoltà per superarle con studiate soluzioni; la decorazione diventa addirittura sfarzosa, ma più rigida e meccanica.

L’architettura civile fu sviluppatissima, ma poco è ciò che ne è rimasto: nei palazzi reali, ora distrutti, si ebbero, insieme a una planimetria più razionale, installazioni pratiche più moderne. Particolarmente importante fu l’architettura militare (antico Louvre; palazzo dei Papi ad Avignone).

1.3 La diffusione
In Italia, l’architettura del g. francese penetrò per opera dei cistercensi tra 12° e 13° sec. (abbazie di Fossanova, Casamari, Chiaravalle); fu poi seguita anche dai francescani (S. Francesco di Bologna; S. Francesco di Assisi), fu propagata nell’Italia meridionale da Federico II (Castel del Monte) e poi dagli Angioini. Dopo questo primo periodo, però, gli architetti italiani si mostrarono alquanto refrattari al g., di cui adottarono le forme piuttosto in taluni particolari che nell’impronta d’insieme, che ebbe un carattere spaziale del tutto diverso da quello d’oltralpe, caratterizzato da un senso di misura e di equilibrio (a Firenze, S. Croce, S. Maria del Fiore): le linee orizzontali prevalsero, infatti, sulle verticali; la compattezza delle pareti fu conservata, ed esse ebbero spesso una ricca decorazione pittorica, mentre finestre e rosoni ebbero sempre un’importanza minore. Caratteri originali ebbe l’architettura g. delle varie regioni e città, da Siena, a Firenze, a Venezia, all’Italia meridionale. Il concetto dominante nelle chiese g. italiane non è quello dell’altezza e dell’esasperazione dei problemi statici della volta (nel duomo di Orvieto e in molte delle maggiori la copertura è a tetto), ma del senso della stabilità permanente: l’edificio g. italiano risulta piuttosto come una diretta derivazione di quello romanico, con aggiunta di particolari d’oltralpe (archi acuti, decorazione).

Oltre che in Francia, l’architettura g. creò grandi capolavori in Inghilterra (di carattere molto originale: le cattedrali di Canterbury, iniziata nel 1125; di Chichester; di Salisbury, 1220; Ely, Worcester; l’abbazia di Westminster); in Spagna (Ávila, Toledo, Burgos, León, Gerona, Valenza, Oviedo, Siviglia ecc.). In Renania e nella Germania meridionale le correnti g. giunsero solo al principio del 13° sec., per trionfare poi a Treviri (chiesa della Madonna), Marburgo (S. Elisabetta), Colonia (duomo, 1248-1322). Varietà particolari, assai originali, si ebbero nei Paesi Bassi, nella Germania settentrionale, in Scandinavia, mentre nel bacino orientale del Mediterraneo l’arte g. si propagò per mezzo delle colonie franche fondate dai crociati, nel 12°-13° sec. (abside del S. Sepolcro a Gerusalemme; cattedrale di Tortosa in Siria; numerosi castelli, fra cui notevole in Siria il Krak dei Cavalieri, circa 1265).

2. La scultura
Nella scultura, che ebbe un intenso sviluppo perché largamente impiegata nella decorazione architettonica, il g. rappresentò una forte reazione alla tradizione romanica. La statuaria non fu più un semplice rivestimento decorativo delle costruzioni, ma vi assunse una parte preminente. Dalla seconda metà del 12° sec. il nuovo stile, caratterizzato da una compostezza quasi classica, si diffonde dall’Île-de-France, dove aveva dato le sue prime grandi opere (sculture di Saint-Denis; del ‘portale dei Re’ a Chartres; di Senlis ecc.). Capolavori della scultura g. pienamente matura sono le decorazioni plastiche della porta della Vergine in Notre-Dame di Parigi (1210-20), i portali della cattedrale di Amiens (1225-36), il complesso di statue della cattedrale di Reims. Nel 14° sec., alla grandiosità del periodo precedente succede una maggiore ricerca di eleganza e raffinatezza, che va poi accentuandosi in seguito, per far posto, nel 15° sec., a un naturalismo che finisce con il diventare vero e proprio verismo. Il propagarsi della scultura g. francese fu ostacolato dall’originalità della scultura romanica in Germania, Spagna e Italia; ma poi lo stile g. divenne linguaggio internazionale, i cui manierismi furono diffusi dai piccoli oggetti (avori intagliati, oreficerie, smalti ecc.).

3. La pittura
Nel g. primitivo (13° sec.) la pittura ebbe valore di pura decorazione colorata in piano, con l’attenuazione del modellato e della profondità; nella miniatura, che ebbe sviluppo grandissimo, raggiunse un’alta raffinatezza fuori da ogni intenzione di realismo, in vista di una riduzione della forma a pura armonia di linee. Questo stile pittorico divenne rapidamente internazionale, mentre in Italia fu fronteggiato prima dalla pittura bizantineggiante, poi dalla nuova arte di Giotto; Siena invece, nella prima metà del 14° sec., ne accoglieva i modi che poi, elaborati da artisti senesi attivi ad Avignone, dovevano rifluire in Francia, contribuendo alla formazione del cosiddetto stile g. internazionale (fine 14° sec. - metà 15°). Questo stile, diffusosi ovunque, ebbe come caratteristica l’accentuazione di molti manierismi g. e una tendenza all’osservazione particolare, realistica; l’accurata rappresentazione del dettaglio, la vivacità del colore, la predilezione per le forme più eleganti e raffinate lo fanno apparire frutto di una società cortese e privilegiata; ma in esso non mancarono i fermenti nuovi, poi affermatisi dal 1425 circa in poi. Tra i capolavori della pittura g. di questo periodo vanno ricordate le opere di M. Broederlam, di H.-J. Malouel, dei miniatori Jacquemart de Hesdin e Pol de Limbourg.

Letteratura per il romanzo gotico.
paleografia
1. Scrittura gotica
Fu così chiamata nel Rinascimento italiano, dando a g. il senso generico di ‘barbarico’, quel tipo di scrittura che, nato nella Francia settentrionale e nell’Inghilterra meridionale all’inizio del 12° sec., si diffuse in tutta l’Europa, sostituendo nell’uso librario le più tarde espressioni della minuscola di tipo carolino, favorita anche dall’adozione di particolari tecniche e strumenti scrittori, quali la penna di volatile.

Caratteristiche generali della scrittura g. sono il tratteggio fortemente contrastato, la netta spezzatura delle curve, la compattezza dello scritto, la frequenza delle abbreviature, che conferiscono alla pagina un aspetto di elegante e artificiosa calligraficità. Nel suo ambito g. si distinguono: la g. francese, angolosa ed elegante; la tedesca, di tratteggio grosso e spezzato (fractura); quella inglese, alta e stretta. In Italia, introdotta nel corso del 12° sec., assunse caratteristiche proprie di regolarità di tratteggio e di rotondità nelle forme, tali da giustificare l’appellativo di rotunda, che la contraddistingue.

Grande diffusione ebbe la scrittura g. nell’ambito dei centri scrittori annessi alle maggiori università europee, presso i quali si svilupparono anche tipizzazioni particolari della scrittura, dette litterae scholasticae; di esse le più note furono la littera bononiensis e quella parisiensis. L’uso librario della g. durò sino a tutto il 15° sec. e si trasmise alla stampa, mantenendosi nei paesi germanici fino ai nostri giorni. Molto caratteristico fu nel 13°-15° sec. anche l’alfabeto maiuscolo g., che ebbe larga diffusione in campo epigrafico.

storia
1. Linea gotica
La linea difensiva stabilita dai Tedeschi durante la Seconda guerra mondiale lungo l’Appennino, dalla zona a S di Viareggio alla zona di Rimini (agosto 1944 - aprile 1945).

figromanico
Periodo dell’arte medievale compreso tra l’11° e il 12° sec., che coincise con i cambiamenti economici, politici e culturali dell’Europa occidentale. 1. Cenni storici L’arte romanico è considerata come un insieme unitario, malgrado le profonde diversificazioni tra le varie regioni e tra le diverse ... Rinascimento
Periodo di storia della civiltà che ebbe inizio in Italia con caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del 14° sec. e affermatosi nel secolo successivo, caratterizzato da una fruizione consapevolmente filologica dei classici greci e latini, dal rifiorire delle lettere e delle arti, della ... volta
Struttura di copertura di ambienti architettonici, caratterizzata dalla curvatura, concava all’interno, delle sue superfici. Le volta si distinguono in base alla forma geometrica della superficie d’intradosso. Quando tale superficie è unica la volta si dice semplice, quando invece è costituita da più ... architettura
L’arte di dare forma e realizzare spazi fruibili per le necessità dell’uomo. Da un ambito professionale tradizionalmente circoscritto alla sola arte del costruire, il concetto di architettura ha progressivamente definito e ampliato la sua specifica accezione all’arte dell’ideare e progettare arrivando ...


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LE PRIME MANSIONI CHE MANTENGONO LA BUONA SALUTE E BENESSERE NEL TEMPO.
(Quello che non si volle mai fare: seguire e controllare i corpi) …


LA FORMULA UNICA SINTETIZZATA: che scientificamente comincia dal fare vivere più a lungo, mantenendo la buona salute nel tempo fino alla propria immortalità: non facendo più affaticare, invecchiare, ammalare, impazzire, incattivire ed inquinare sempre più (di conseguenze a catena, con catastrofi e similari); pulendo permanentemente l'uretra "che in realtà si riempie di sempre più detriti, scorie e similari"; consentendo il girare A RUSCELLO alla sua importantissima circolazione e con gli appositi allenamenti esterni ed interni.
...Inserendo per forza tali trattamenti nelle prevenzioni, cure e guarigioni proprio per non provocare fino all'AMMAZZARE I CORPI PRIMA O POI a seconda delle loro debolezze genetiche al concepimento "altrettanto misteriose".
* Oltre al "non fare rendere" per forza i cibi avariati; che non possono che aumentare i peggiori teppismi, le gravi gelosie, le vendette, il femminicidio, i kamikaze e l'altro attuale di inevitabilmente sempre più grave.

- Dalla Spazzatura Spaziale "misteriosa" si deve sapere quindi che si sporca anche dentro i corpi (come gli altri impianti).
- La
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infatti riduce del 70% le anche gravi malattie proprio perché vengono rimosse varie protuberanze prepuziali (che non servono proprio a nulla di utile "accertato anche dagli urologi") dove vi permangono inevitabili detriti.
Ma purtroppo questi si continuano a stagnare anche nel frenulo e nelle altre protuberanze uretrali: si bruciano, fermentano e pietrificano intralciando e facendo sempre più perdere quell'importantissima circolazione (chiamata "circolazione naturale urinaria" ma che solo alla fine scarica urina): facendo sforzare l'organo sessuale impedendo "le sue normali emissioni e prestazioni ("dalla sua goduria immensa anche magica", che gestirebbe e alimenterebbe per forza fino proprio all'immortalità che contengono i sempre diversi particolari valori sacri di tutti gli esseri viventi); rovinando invece sempre più fisici e morali nei citati modi odierni.
Ovvero la sola e unica causa di proprio tutti di tutti i mali; misteriosamente mai approfondita come quei detriti ...
* Girando "sempre a ruscello" da sola e con gli appositi allenamenti quella circolazione infatti, impedirebbe per forza alla pelle ed ossa dei corpi tutti gli infeltrimenti ed ossidi mantenendo l'intera loro elasticità e morbidezza (altrettanto anche magiche), evitando acne, rinforzando denti, gengive e similari, la scogliosi; consentendo il funzionamento eccellente di tutti gli organi vitali "favorendo cuore e cervello", il "lavaggio dal bruciore che causa l'ossigeno e ad esempio il bruciore del fegato" causato dall'eventuale eccessivo uso di ALCOL e SIMILI che venissero assunti. Riducendo notevolmente e "fino proprio ad evitare" ipertensioni, infarti, cancri, tumori, trombosi, "la CIRROSI, la PROGERIA" e praticamente perciò, tutte le altre patologie popolari e genetiche ...

- Ed inoltre, si può anche considerare dal possibile FARSI EVIRARE; per non fare più venire le voglie "irregolari" e quindi il poter tranquillamente uscire di prigione.

Con tutte queste prove almeno periodicamente perciò, occorrerebbe: allenare i corpi sia esternamente che internamente come previsto, ammorbidire e pulire gli organi sessuali: dal cominciare al spalmare su essi i già esistenti prodotti anti secchezze; ad esempio (come l'ottimo prodotto "Chilly idratante neutro extra emolliente pH5 clinicamente testato").
- Inserire durante il bagno i relativi amidi e sali e, a seconda delle sue minori o maggiori difficoltà raggiunte via via: immergere questi organi in un bicchiere o tazzina di plastica, strofinando dall'inguine all'intero glande o clitoride, dintorni e circuito urinario sino all'esterno dell'ano; con acqua e bicarbonato, o in circa un centimetro di acido borico, o di aceto, o di collutori anti placche (ad esempio quelli per denti), o con glicerine, qualsiasi saponi, giusti solventi (da inventare dagli appositi scienziati), acidi, olii e simili contenenti agenti sgrassanti, antincrostanti e disincrostanti che assorbono e distruggono completamente quei detriti "non facendo male alla pelle" (prelevandoli ad esempio dai detersivi per stoviglie, dagli anticalcari per lavatrici e pulizie WC).
Proprio come si fa per lavare il bucato".
E periodicamente si dovrebbe anche spalmare su questi quindi, anche le relative pomate come l'itiolo e a volte quelle per ustioni: per lenire e scrostare tutto quel bruciato interno, "formando magari un solo prodotto che contiene i tali più prodotti in uno; "da inventare di preciso dagli appositi scienziati".
...Oltre agli appositi cosmetici, lo stesso acido borico e all'assumere i relativi integratori ricchi di aminoacidi come l'arginina e simili; per migliorare "veramente" le prestazioni delle vie urinarie, della prostata, la squadratura del perineo, quindi l'erezione e le altre attività sessuali (evitando proprio sino al via-gra e simili).
Se tutto il ciò non bastasse, si dovrebbe allenare, dilatare e pulire periodicamente l'uretra "che non è diritto" con le apposite sonde uretrali per rimuovere tutta "come una guarnizione di quella rumenta" che si forma dall'intorno al suo canale in poi.
E all'occorrenza infine: si dovrebbe farsi effettuare per forza dagli appositi medici un semplice intervento chirurgico di inevitabile lisciamento totale dell'uretra, rimuovendo tutte quelle sue inutili protuberanze o se possibile far pulire permanentemente queste con le tecniche del LASER; per poter mantenere "veramente" dalla buona salute nel tempo fisica, morale ed occulta; fino a quell'immortalità immensa che si contiene (attualmente fedelmente vissuta quotidianamente nei propri sogni) ...

Tutti i dettagli :
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* PRESENTAZIONI VIDEO "con l'eventuale intervento chirurgico" (Canale YouTube):
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Ultima modifica di zmassimo il Lun Lug 08, 2019 2:20 am, modificato 6 volte in totale
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MessaggioInviato: Sab Set 17, 2005 1:53 pm    Oggetto: Note STILE BAROCCO
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Surprised Non dimenticatevi mai dello Stile Baocco dei Secoli 600/700 ...

BAROCCO
di Stella Bottai, Raffaele Pozzi

Il grande spettacolo dell'arte
Il Barocco è uno stile che si sviluppa nel 17° secolo, il secolo delle scoperte astronomiche, dei sovrani assoluti, della Controriforma. Le opere del Barocco meravigliano per le loro grandi dimensioni e il coinvolgimento che sanno suscitare. Roma è la città più rappresentativa di questo stile, di cui conserva testimonianze grandiose, come il colonnato di piazza San Pietro o la Fontana dei fiumi a piazza Navona. Esempi di opere barocche si trovano in tutta Italia e in varie regioni d'Europa, e, grazie alle conquiste coloniali, anche in alcune città dell'America Latina

Effetti speciali
Il Barocco nasce come sviluppo dello stile artistico precedente, il manierismo. A forza di studiare e copiare la 'maniera', cioè lo stile dei grandi maestri del Cinquecento come Michelangelo e Raffaello, i pittori si esprimevano con un linguaggio di difficile comprensione per il pubblico. Gli artisti barocchi tornano invece a parlare alla gente e a comunicare, attraverso le opere, l'illusione della realtà. Il carattere illusionista del Barocco ha come fine la meraviglia, il desiderio di stupire. Questo desiderio è motivato anche dallo stato d'animo incerto dovuto a una nuova visione del mondo: con le loro scoperte astronomiche, Copernico e Galilei avevano rivelato che la Terra non è un'entità immobile al centro dell'Universo, ma parte di un complesso sistema in costante movimento. Di conseguenza, l'uomo perde la posizione di privilegio al centro del creato, sente il brivido dell'infinito e questi sen-timenti si riflettono nell'arte, nella letteratura, nella filosofia e nella musica. Nasce così uno stile artistico che guarda con nuova curiosità alla natura ed è consapevole degli inganni in cui possono cadere i sensi.

Anche nel teatro, dove gli artisti inventano macchine sceniche per muovere attori e scenografie, o nell'architettura, le regole della prospettiva sono usate per stupire lo spettatore, con quelli che oggi diremmo effetti speciali. A Roma se ne trovano straordinari esempi, come la cappella Cornaro nella chiesa di S. Maria della Vittoria. In essa Gian Lorenzo Bernini mette in scena l'estasi di santa Teresa come fosse uno spettacolo teatrale, con nuvole di marmo, un angelo con la freccia e le immagini scolpite degli spettatori che osservano quanto accade. Oppure la sorprendente colonnata di Palazzo Spada, anch'essa a Roma, dove Francesco Borromini inganna i visitatori costruendo una galleria in stucco che sembra a prima vista molto profonda, ma che in realtà è solo di pochi metri.

Le origini del Barocco: Annibale Carracci e il Caravaggio
Il ruolo della Chiesa. La Chiesa cattolica, all'epoca il principale committente per gli artisti, vive nel Seicento un periodo di trasformazioni durante il quale recupera le proprie tradizioni in risposta alle accuse della Riforma protestante: è la Controriforma. Chiede agli artisti di esprimersi in modo coinvolgente e comprensibile a tutti e trova nel Barocco, con i suoi artifici e le sue tecniche persuasive, un linguaggio adatto.

Alle origini di questa nuova tendenza in pittura vi sono due artisti dell'Italia settentrionale, venuti a Roma alla fine del Cinquecento: il bolognese Annibale Carracci e il lombardo Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio dal paese dove era nato, vicino a Milano.

La pittura di Annibale Carracci. Insieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico ('i Carracci'), Annibale Carracci aveva fondato a Bologna una scuola di pittura e disegno dove si insegnava a guardare la natura, tenendo sempre presente il modello della pittura serena di Raffaello. Nelle opere dei Carracci anche le vicende drammatiche sono presentate con grazia e il dolore è composto. Annibale, a Roma, è incaricato dal potente cardinale Odoardo Farnese di decorare nel suo palazzo un salone coperto da una volta (la Galleria di Palazzo Farnese). Gli affreschi che l'artista vi esegue rappresentano scene con storie tratte dalle Metamorfosi del poeta latino Ovidio, ispirate al tema dell'amore. Quest'opera diventa un modello per la decorazione dei palazzi aristocratici.

I colori scuri del Caravaggio. Le opere del Caravaggio hanno invece toni drammatici. Davanti a un suo quadro ispirato a episodi della vita di Cristo si ha proprio l'impressione di assistere all'evento rappresentato. Con i colori scuri crea zone d'ombra e con quelli chiari illumina alcuni punti sulla tela; in questo modo, come un regista, fa spostare lo sguardo dove l'azione è più significativa; i personaggi emergono dal fondo scuro come attori di teatro, evidenziando la tensione della scena.

Peter Paul Rubens
Carracci e il Caravaggio segnano due vie possibili per gli artisti del loro tempo: dipingere la realtà nuda e cruda senza nessun abbellimento (il realismo del Caravaggio) o dipingere cercando la bellezza ideale, secondo la lezione dei maestri del passato (il classicismo dei Carracci). Ma in quegli anni è a Roma un altro protagonista del Barocco, che propone una terza via della pittura: Rubens, un pittore delle Fiandre di grandissimo talento che studia l'arte italiana del Rinascimento ed elabora un linguaggio personale. Nei suoi grandi quadri si muovono figure maestose dai colori lucenti; le stoffe, i capelli, il sangue e la carne dipinti da Rubens danno la sensazione di esistere davvero, mentre la composizione sembra animata da un movimento che sale verso il cielo. Una sua caratteristica è quella di dipingere donne grasse e bionde e bambini floridi (putti). Con lui la pittura barocca diventa fastosa, un trionfo di colori e di luce.

Roma capitale del Barocco
Immaginiamo la Roma del 17° secolo come un grande cantiere: architetti, decoratori, artigiani arrivano da tutta Italia per lavorare a chiese, palazzi, ville. Da Bologna, la città dei Carracci, giungono il Domenichino (Domenico Zampieri) e Guido Reni, che lasciano molte pitture con scene tratte dalle storie degli dei antichi (mitologie) e dalle Sacre Scritture, dipinte con grazia e colori morbidi. Ma la svolta verso il Barocco maturo si deve ad altri due allievi dei Carracci, a Roma intorno agli anni Trenta del secolo: il Guercino e Giovanni Lanfranco.

Il primo, Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino per un difetto agli occhi, lavora nella proprietà della famiglia Ludovisi: sul soffitto del cosiddetto Casino (una piccola costruzione nel giardino) dipinge l'Aurora trainata da cavalli, un'opera in cui lo spazio rappresentato sembra immenso, come se continuasse oltre il soffitto. Anche nella decorazione delle chiese si ritrova l'illusione dello spazio infinito, come nella cupola della chiesa di Sant'Andrea della Valle, dove Lanfranco (proveniente da Parma) dipinge l'Assunzione della Vergine (1625-27). Per tutto il 17° secolo soffitti, volte, cupole di chiese si riempiono di cieli finti animati da angeli e santi. Questi spazi sono il supporto ideale per scenografiche immagini di trionfo dove si rimane abbagliati dalla mirabile fusione di tecniche diverse quali pittura, scultura e architettura a formare un'unica, grande opera d'arte.

L'artista che ha saputo fondere insieme questi diversi linguaggi è Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona; fra le opere più impressionanti c'è la volta del Palazzo Barberini a Roma, residenza del papa Urbano VIII. Entrando nel gigantesco salone e guardando in alto, si rimane colpiti dalla grandiosità della scena, dalla maestria nell'uso della prospettiva, dalla capacità di 'fingere' la scultura con la pittura.

Gli artisti stranieri e l'Italia
Tanti artisti da tutta Europa vengono a Roma per ammirare i capolavori della pittura contemporanea e attraverso loro si diffondono gli stili dei grandi maestri del Seicento. Molti si fermano a vivere a Roma, come i francesi Nicolas Poussin e Claude Lorrain. Ma è soprattutto la pittura del Caravaggio a godere di una vasta fortuna; diventa quasi una moda nelle città che il Caravaggio raggiunge durante la fuga da Roma, accusato di aver ucciso un uomo. A Napoli, a Malta, in Sicilia il suo realismo impietoso e commovente ispira molti artisti, tra i quali lo spagnolo Jusepe de Ribera, trapiantato a Napoli, Luca Giordano e Salvator Rosa. Quest'ultimo è un originale pittore di paesaggi e di argute scene popolari dove si ritrovano accenni alla stregoneria.

Attraverso gli artisti stranieri la pittura del Caravaggio raggiunge la Francia e i Paesi Bassi. Nelle regioni di fede protestante, dove vige il divieto di raffigurare la figura umana nei temi sacri, gli artisti cercano nuovi soggetti: animali, tavole imbandite con frutti, fiori e strumenti musicali (nature morte) o scene di vita popolare come ubriachi e giocatori di carte all'osteria. Questi soggetti nascondono spesso anche un significato religioso: per esempio, la frutta che marcisce è un invito a riflettere sullo scorrere del tempo e sulla morte.

A Roma ha grande successo il pittore olandese Pieter van Laer, detto il Bamboccio per il suo aspetto deforme, che si specializza in scene di bevitori e mendicanti, inaugurando il genere di pittura detto dei bamboccianti. La fortuna di questi dipinti dura fino al 19° secolo e ancora oggi si trovano esempi di 'bambocciate' sulle bancarelle dei mercati.

Illusioni in scultura e architettura
La scultura barocca si pone come sfida di rappresentare figure che si stanno per muovere, forme che si trasformano, emozioni. Uno dei primi esempi di scultura barocca è l'Annunciazione dello scultore toscano Francesco Mochi, scolpita nei primi anni del 17° secolo e oggi presente al Museo diocesano di Orvieto. A questa opera hanno guardato i due grandi protagonisti del Barocco romano: Bernini e Borromini.

Uno dei luoghi simbolo del Barocco è piazza Navona a Roma, risistemata nel suo aspetto attuale proprio nella metà del Seicento. Al centro della piazza, di fronte alla residenza del papa di allora, Innocenzo X (della famiglia Pamphili), lo scultore Bernini costruisce la Fontana dei fiumi, simbolo dei quattro continenti allora conosciuti (manca l'Oceania, che veniva esplorata proprio in quegli anni). Collocando i fiumi sotto la finestra del papa, Bernini allude all'autorità del pontefice che si estende a tutti gli abitanti della Terra. La particolare decorazione di animali e alberi, animati dallo scorrere dell'acqua, dà l'impressione che l'artista abbia ricreato con la pietra una natura artificiale vivente. Ogni lato della fontana è rifinito nei dettagli e, come molte sculture barocche, cambia aspetto a seconda della posizione da cui è osservato, moltiplicando così i punti di vista. Uno dei quattro fiumi, il Río de la Plata, alza il braccio verso la chiesa che gli sta davanti, Sant'Agnese in Agone, opera di Borromini. Secondo una leggenda popolare, lo fa per proteggersi dal temuto crollo della chiesa. I due architetti erano rivali e usavano i loro capolavori per criticarsi.

Il Barocco in Europa
Diffusione dello stile. Il merito della diffusione del Barocco nel mondo va anche ai pellegrinaggi e agli ordini religiosi cattolici che portarono questo stile in Spagna, nella Germania meridionale, a Vienna, a Praga, in Boemia. Influenze del Barocco si trovano anche in paesi di fede protestante, come l'Inghilterra, e di fede ortodossa, come la Russia.

Il secolo d'oro della Spagna. Il Seicento spagnolo è un periodo fertile per le arti e la letteratura, tanto da essere chiamato il siglo de oro ("secolo d'oro"). Gli artisti sono attratti dalla pittura realista e popolare del Caravaggio: così Ribera, Francisco de Zurbarán e Bartolomé Esteban Murillo. Tra loro spicca la figura di Diego Velázquez: diventato pittore del re Filippo IV, ha lasciato un insolito ritratto della famiglia reale con l'opera Las meninas (1656), oggi al Museo nacional del Prado a Madrid. Invece di rappresentare direttamente i sovrani, il pittore dipinge sé stesso di fronte al cavalletto con accanto le dame di corte. Ma dove sono il re e la regina? Guardando con attenzione, si intravedono in fondo al quadro, riflessi in uno specchio. È un gioco strabiliante di rimandi, che rovescia i ruoli fra il pittore e i suoi soggetti e fa riflettere su che cosa vuol dire rappresentare.

Dalla Spagna e dal Portogallo il Barocco raggiunge le colonie dell'America Centromeridionale. A Città di Messico, a Córdoba in Argentina e Ouro Preto in Brasile si conservano maestose cattedrali e piazze costruite secondo uno stile coloniale adeguato alle tradizioni locali.

La Francia del Re Sole. Il Seicento francese si identifica con i regni di Luigi XIII e di Luigi XIV, il Re Sole. I sovrani chiedono all'arte di celebrarli attraverso la grandezza e il fasto. Il gusto francese si mantiene moderato, legato alla tradizione classica, ma gli ampi spazi, gli effetti scenografici sono anch'essi un segno del Barocco. Ne sono un esempio la maestosa Reggia di Versailles vicino a Parigi e la pittura degli artisti di corte. Uno dei più grandi artisti del periodo, attento alla pittura del Caravaggio, è Georges de La Tour: nelle sue scene di intimità domestica, gesti semplici e umili sono illuminati solo dalla luce intensa di una candela.

La musica barocca
Cronologia. L'epoca barocca in musica si svolge convenzionalmente tra gli inizi del 17° secolo e la metà del 18°. Essa si colloca, dunque, tra la fine del Rinascimento, epoca dominata dalla polifonia vocale, e il classicismo, che avrà il suo culmine nelle opere strumentali di Haydn, Mozart e Beethoven.

La musica celebra il potere. Le grandi trasformazioni storiche avvenute tra 16° e 17° secolo nel passaggio dal mondo dei principati rinascimentali all'assolutismo monarchico esercitarono un forte influsso su concezione, produzione e uso sociale della musica.

Il raffinato diletto aristocratico rinascimentale lascia il posto a una nuova funzione sociale della musica che celebra, con tono aulico e maestoso, il potere, la dignità e il fasto del monarca. Questa caratteristica emerge dovunque nella musica barocca. Se ne trova esempio in Giovanni Battista Lulli ‒ che opera in Francia, alla corte del Re Sole ‒, in Arcangelo Corelli ‒ violinista in Italia, nella Roma papale ‒, o in Georg Friedrich Haendel, che in Inghilterra scrive la Water music (1717) per una gita del re Giorgio I sul Tamigi.

La celebrazione del potere presuppone che la musica susciti meraviglia e muova gli 'affetti', le emozioni dell'ascoltatore. Lo scisma del Cinquecento, che contrappone Riforma luterana e Controriforma cattolica, impegna nel Seicento la musica nella persuasione religiosa, sia attraverso l'essenzialità vocale del corale luterano (componimento musicale per coro) sia attraverso le grandiose cerimonie sacre della Chiesa romana.

Le diverse funzioni sociali della musica impongono una differenza più marcata tra spazio sacro e profano e una distinzione, in questi termini estranea al precedente Rinascimento, tra 'stile teatrale', 'stile da camera', 'stile ecclesiastico'. Si diffonde la coscienza, espressa da Claudio Monteverdi nel 1605, della differenza tra una 'prima pratica' musicale cinquecentesca, dove nel gioco a più voci della polifonia la musica prevaleva sulla poesia, e una nuova, secentesca 'seconda pratica', dove la poesia doveva al contrario prevalere sulla musica.

Nasce il melodramma. Questa nuova concezione favorì il passaggio dalla polifonia, a più voci, alla monodia, a voce sola. Nasce a Firenze, con l'Euridice di Iacopo Peri (1600), l'opera in musica, il melodramma, prima forma storica di spettacolo teatrale interamente cantato destinato a grande fortuna nei secoli successivi. Anche nell'opera in musica gli 'affetti' della parola venivano in origine espressi attraverso il canto monodico sostenuto dall'accompagnamento strumentale.

Il nuovo razionalismo scientifico permise infine lo sviluppo e il perfezionamento degli strumenti musicali, in particolare degli archi; ciò stimolò la nascita parallela di nuove forme quali la sonata e il concerto grosso barocchi. Negli strumenti a tastiera, come l'organo e il clavicembalo, ebbero notevoli conseguenze gli studi sul temperamento equabile del fisico Andreas Werkmeister (1687) che Bach applicò nel suo Clavicembalo ben temperato (1722). Sempre in ambito scientifico, Jean-Philippe Rameau diede un fondamentale contributo alla teoria musicale, fissando le leggi dell'armonia tonale nel suo Trattato di armonia (1722).

Una perla di fiume dà il nome al Barocco
La parola portoghese barroco e quella spagnola barrueco indicavano una perla irregolare, non perfettamente tonda, che in italiano si chiama scaramazza, o perla di fiume. Quando gli storici del 18° secolo cercarono un nome per definire lo stile artistico che aveva dominato il secolo precedente scelsero il nome della perla, perché nel Barocco sono usate più volentieri linee curve e irregolari piuttosto che semplici e diritte. Queste caratteristiche possono avere anche una sfumatura negativa: a volte si usa il termine barocco per definire qualcosa di pesante, eccessivo, troppo carico.

I trucchi del Barocco
Una delle caratteristiche principali del Barocco è l'illusionismo, ossia la capacità di confondere, con l'arte, realtà e rappresentazione. Uno degli esempi più riusciti si trova nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma, decorata dal padre gesuita Andrea Pozzo alla fine del Seicento. A un primo sguardo, all'interno la chiesa sembra dotata di una cupola, ma in realtà questa non esiste. Quello che vediamo è soltanto un dipinto su una tela di 17 m di diametro che, osservata da una certa posizione, dà l'illusione di essere una cupola, mentre spostandosi rivela la sua natura piatta. L'inganno dell'occhio, in francese trompe-l'oeil, è un campo sterminato di invenzioni per gli artisti del Barocco.

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Razz * Arriva in Italia l'Atlante del Barocco che riguarda soprattutto le regioni d'Arte.

Idea Nel Salento (a Gallipoli -LE) durante le mie vacanze del 2001, ho potuto ammirare in modo ottimale questi bellissimi stili Barocchi nelle sculture, quadri, affreschi ed altro ...

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LE PRIME MANSIONI CHE MANTENGONO LA BUONA SALUTE E BENESSERE NEL TEMPO.
(Quello che non si volle mai fare: seguire e controllare i corpi) …


LA FORMULA UNICA SINTETIZZATA: che scientificamente comincia dal fare vivere più a lungo, mantenendo la buona salute nel tempo fino alla propria immortalità: non facendo più affaticare, invecchiare, ammalare, impazzire, incattivire ed inquinare sempre più (di conseguenze a catena, con catastrofi e similari); pulendo permanentemente l'uretra "che in realtà si riempie di sempre più detriti, scorie e similari"; consentendo il girare A RUSCELLO alla sua importantissima circolazione e con gli appositi allenamenti esterni ed interni.
...Inserendo per forza tali trattamenti nelle prevenzioni, cure e guarigioni proprio per non provocare fino all'AMMAZZARE I CORPI PRIMA O POI a seconda delle loro debolezze genetiche al concepimento "altrettanto misteriose".
* Oltre al "non fare rendere" per forza i cibi avariati; che non possono che aumentare i peggiori teppismi, le gravi gelosie, le vendette, il femminicidio, i kamikaze e l'altro attuale di inevitabilmente sempre più grave.

- Dalla Spazzatura Spaziale "misteriosa" si deve sapere quindi che si sporca anche dentro i corpi (come gli altri impianti).
- La
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infatti riduce del 70% le anche gravi malattie proprio perché vengono rimosse varie protuberanze prepuziali (che non servono proprio a nulla di utile "accertato anche dagli urologi") dove vi permangono inevitabili detriti.
Ma purtroppo questi si continuano a stagnare anche nel frenulo e nelle altre protuberanze uretrali: si bruciano, fermentano e pietrificano intralciando e facendo sempre più perdere quell'importantissima circolazione (chiamata "circolazione naturale urinaria" ma che solo alla fine scarica urina): facendo sforzare l'organo sessuale impedendo "le sue normali emissioni e prestazioni ("dalla sua goduria immensa anche magica", che gestirebbe e alimenterebbe per forza fino proprio all'immortalità che contengono i sempre diversi particolari valori sacri di tutti gli esseri viventi); rovinando invece sempre più fisici e morali nei citati modi odierni.
Ovvero la sola e unica causa di proprio tutti di tutti i mali; misteriosamente mai approfondita come quei detriti ...
* Girando "sempre a ruscello" da sola e con gli appositi allenamenti quella circolazione infatti, impedirebbe per forza alla pelle ed ossa dei corpi tutti gli infeltrimenti ed ossidi mantenendo l'intera loro elasticità e morbidezza (altrettanto anche magiche), evitando acne, rinforzando denti, gengive e similari, la scogliosi; consentendo il funzionamento eccellente di tutti gli organi vitali "favorendo cuore e cervello", il "lavaggio dal bruciore che causa l'ossigeno e ad esempio il bruciore del fegato" causato dall'eventuale eccessivo uso di ALCOL e SIMILI che venissero assunti. Riducendo notevolmente e "fino proprio ad evitare" ipertensioni, infarti, cancri, tumori, trombosi, "la CIRROSI, la PROGERIA" e praticamente perciò, tutte le altre patologie popolari e genetiche ...

- Ed inoltre, si può anche considerare dal possibile FARSI EVIRARE; per non fare più venire le voglie "irregolari" e quindi il poter tranquillamente uscire di prigione.

Con tutte queste prove almeno periodicamente perciò, occorrerebbe: allenare i corpi sia esternamente che internamente come previsto, ammorbidire e pulire gli organi sessuali: dal cominciare al spalmare su essi i già esistenti prodotti anti secchezze; ad esempio (come l'ottimo prodotto "Chilly idratante neutro extra emolliente pH5 clinicamente testato").
- Inserire durante il bagno i relativi amidi e sali e, a seconda delle sue minori o maggiori difficoltà raggiunte via via: immergere questi organi in un bicchiere o tazzina di plastica, strofinando dall'inguine all'intero glande o clitoride, dintorni e circuito urinario sino all'esterno dell'ano; con acqua e bicarbonato, o in circa un centimetro di acido borico, o di aceto, o di collutori anti placche (ad esempio quelli per denti), o con glicerine, qualsiasi saponi, giusti solventi (da inventare dagli appositi scienziati), acidi, olii e simili contenenti agenti sgrassanti, antincrostanti e disincrostanti che assorbono e distruggono completamente quei detriti "non facendo male alla pelle" (prelevandoli ad esempio dai detersivi per stoviglie, dagli anticalcari per lavatrici e pulizie WC).
Proprio come si fa per lavare il bucato".
E periodicamente si dovrebbe anche spalmare su questi quindi, anche le relative pomate come l'itiolo e a volte quelle per ustioni: per lenire e scrostare tutto quel bruciato interno, "formando magari un solo prodotto che contiene i tali più prodotti in uno; "da inventare di preciso dagli appositi scienziati".
...Oltre agli appositi cosmetici, lo stesso acido borico e all'assumere i relativi integratori ricchi di aminoacidi come l'arginina e simili; per migliorare "veramente" le prestazioni delle vie urinarie, della prostata, la squadratura del perineo, quindi l'erezione e le altre attività sessuali (evitando proprio sino al via-gra e simili).
Se tutto il ciò non bastasse, si dovrebbe allenare, dilatare e pulire periodicamente l'uretra "che non è diritto" con le apposite sonde uretrali per rimuovere tutta "come una guarnizione di quella rumenta" che si forma dall'intorno al suo canale in poi.
E all'occorrenza infine: si dovrebbe farsi effettuare per forza dagli appositi medici un semplice intervento chirurgico di inevitabile lisciamento totale dell'uretra, rimuovendo tutte quelle sue inutili protuberanze o se possibile far pulire permanentemente queste con le tecniche del LASER; per poter mantenere "veramente" dalla buona salute nel tempo fisica, morale ed occulta; fino a quell'immortalità immensa che si contiene (attualmente fedelmente vissuta quotidianamente nei propri sogni) ...

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* PRESENTAZIONI VIDEO "con l'eventuale intervento chirurgico" (Canale YouTube):
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