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I più grandi imperatori della storia
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MessaggioInviato: Sab Apr 12, 2008 7:06 am    Oggetto: Note I più grandi imperatori della storia
Descrizione: Tutta la Storia Dei Secoli
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I più grandi imperatori della storia
di Guido Tolomelli

Introduzione
Fin dalle epoche più remote l'uomo è sempre stato spinto da un irrefrenabile istinto di conquista, espansione, ed esplorazione. Solo alcuni grandi sovrani e condottieri riuscirono a distinguersi per la grandezza delle loro gesta e a far emergere il loro nome dal flusso inarrestabile della storia. Quando le loro imprese portavano alla conquista di territori e popolazioni, o alla formazione di nuovi vasti stati, questi soggetti venivano chiamati imperatori (dal latino imperator, cioè colui che detiene il potere militare).
1 Serse I di Persia Figlio di Dario I, nato nel 519 a. C. e morto nel 465 a. C, Serse riprese la campagna contro i greci per vendicare la sconfitta subita dal padre nella battaglia di Maratona. Secondo Erodoto l'esercito dell'imperatore persiano contava più di 2 milioni di soldati divisi tra unità di terra e di mare. Memorabile è anche l'estremo tentativo di difesa perpetuato da Leonida, re degli spartani, che assieme a 300 valorosi guerrieri riuscì a mantenere il controllo dello stretto delle Termopili per tre giorni contro l'intero l'esercito terrestre di Serse. Nonostante alcune vittorie, la campagna di conquista della Grecia si rivelò un insuccesso.
2 Alessandro Magno Nato nel 356 a. C. E morto nel 323 a. C. Alessandro Magno conquistò l'intero l'impero persiano, e buona parte dell'Asia minore fino all'India settentrionale. Ebbe come precettore persino il filosofo greco Aristotele, fondò la città di Alessandria d'Egitto, conquistò Babilonia, e domò il temibile cavallo Bucefalo che era spaventato dalla propria ombra. Morì poco più che trentenne a causa di una strana febbre, che portò a supporre che in realtà fosse stato avvelenato.
3 Ottaviano Augusto (63 a.C. - 14 d.C.) Fu il primo imperatore romano, nonché fondatore dell'Impero Romano. Assunse il potere quando alla lettura del testamento di Cesare si scoprì che questo suo figlio adottivo era stato nominato suo erede principale. Pose fine al periodo repubblicano e diede vita al principato. Dopo aver concentrato su di sé tutto il potere portò Roma ad un'epoca d'oro, di pace e prosperità. Fu un grande stratega e statista, e a tutta la sua dinastia venne riconosciuto il nome di Augustus, cioè venerabile e maestoso.
4 Attila Nato nel 406 e morto nel 453 Attila fu il più grande, nonché ultimo, sovrano degli Unni. Grazie alle sue continue razzie e invasioni nei confronti delle provincie orientali dell'Impero Romano, Attila acquistò l'epiteto di "Flagello di Dio". Erano gli anni delle invasioni barbariche, periodo in cui l'impero si trovava in dissesto a si avvicinava alla sua fine, ed Attila per non perdere l'occasione decise anche di invadere l'Italia. Tuttavia giunto alle porte di Roma venne fermato da Papa Leone I, che dopo aver dialogato con lui lo convinse a tornare indietro.
5 Carlo Magno Carlo Magno (742 - 814) fu il primo imperatore del Sacro Romano Impero, e partecipò a 53 campagne militare (la maggior parte delle quali guidate da Carlo stesso) contro Longobardi, Sassari, Avari e Saraceni. Fu un grande condottiero e un ottimo stratega, che seppe giocare le proprie carte fino ad ad essere incoronato imperatore di un nuovo impero. Con Carlo Magno nacque anche la celebre dinastia carolingia.
6 Gengis Khan (1162 - 1127) Temujin (il vero nome di Gengis Khan) fu un condottiero e sovrano mongolo che dopo aver riunificato le tribù mongole, che gli attribuirono il titolo di "Gengis Khan" (cioè di sovrano universale) portò il suo esercito alla conquista di Cina, Russia, Persia, Asia Centrale e Medio Oriente. Anche se solo per pochi anni egli diede origine al più grande impero terrestre nella storia della umanità.
7 Napoleone Bonaparte Napoleone (1769 - 1821) è stato probabilmente l'ultimo grande stratega militare e politco ad avvalersi del titolo di imperatore. Nel mondo occidentale l'importanza attribuita alla sua figura è equiparabile soltanto a quella di Giulio Cesare, che sebbene non si sia mai avvalso del titolo di imperatore fu dittatore per 5 anni. Napoleone partecipò a oltre 20 campagne militari tra Europa, Egitto e Russia, ed è considerato uno dei più grandi stratega mai vissuti. Divenne Imperatore di Francia, e Re d'Italia. Durante questa prima occasione fu Napoleone stesso a porsi la corona sul capo dimostrando così di non essere inferiore a nessuno.

Il grande Impero napoleonico
di Valerio Fioretti

Introduzione
La storia è piena di condottieri valorosi che con le loro imprese hanno segnato pagine e pagine di eventi sui libri, che hanno stuzzicato l'immaginario collettivo, una vita piena di avventure, imprese che hanno segnato il corso degli eventi. Da Alessandro Magno, a Giulio Cesare, per citarne alcuni, senza dimenticare l'intramontabile Napoleone Bonaparte, che grazie alla sua arguzia e strategia militare riuscì tra il '700 e l'800 a rendere la Francia una nazione potente, fino al suo declino. In questa guida ripercorreremo in breve la storia dell'impero Napoleonico, parlando dei fatti più importanti che ne hanno decretato l'ascesa e il decadimento. Dal 1803 fino alla caduta di Napoleone nel 1814 si combatté una accesa guerra tra Francia e Inghilterra, ma anche con il resto d’Europa. Con il trattato di Tilsit (luglio 1807), lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, ad allearsi con la Francia ed a riconoscere Napoleone come imperatore d’Occidente in cambio della promessa di essere riconosciuto imperatore d’Oriente. La Francia impose anche ai suoi nuovi alleati il blocco continentale contro l’Inghilterra. Le brillanti vittorie riportate nel corso dei due anni (1803-5), avevano notevolmente ampliato l’area dei territori soggetti al dominio francese. Si cominciò a formare il grande impero napoleonico.
Ai territori già annessi in precedenza alla Francia (Belgio, Nizza, Savoia, Piemonte, Liguria) si aggiunsero la Dalmazia, la Croazia e nel 1807 la Toscana. Inoltre erano stati creati nuovi Stati satelliti, retti da membri della famiglia Bonaparte, che avevano assunto il titolo di re. Al Regno d’Italia, (Napoleone si era posto sul capo la corona dei re Longobardi a Milano il 26 maggio 1805), si erano aggiunti il Regno di Westfalia, affidato a Girolamo Bonaparte e il Regno d’Olanda, retto da Luigi Bonaparte, mentre sul trono di Napoli, spodestati i Borboni, veniva posto Giuseppe Bonaparte (1806). Anche le sorelle di Napoleone non furono trascurate: Elisa di Baciocchi era stata nominata principessa di Lucca, di Piombino, di Massa e Carrara; a Paolina Borghese venne concesso il ducato di Guastella, e Carolina, moglie di Gioacchino Murat, divenne regina di Napoli.
Le Marche e lo Stato pontificio vennero annessi al Regno d’Italia. A Milano, come viceré, fu inviato Eugenio di Beauhernais, figlio di primo letto dell’imperatrice Giuseppina. Con il re di Spagna Napoleone aveva stipulato il trattato di Fontainebleau (1807) per la spartizione del Portogallo, occupato da un esercito a comando del generale francese Junot. Ma presto la Spagna cadde sotto il dominio francese, Napoleone mise sul trono spagnolo suo fratello Giuseppe, e lasciò il Regno di Napoli al cognato Gioacchino Murat. Nel 1808 egli era praticamente padrone dell’Europa, mentre l’Inghilterra era rimasta completamente isolata e on poteva neppure più contare sul suo grande primo ministro Pitt, morto nel 1806.
Sino al 1811 l’impero napoleonico continuò ad espandersi, arrivando a coprire con i suoi alleati, l’intero continente europeo, fatta eccezione per i Balcani. Dovunque Napoleone estese i nuovi ordinamenti francesi, infliggendo un duro colpo al feudalesimo nei Paesi Bassi, in Italia e gran parte della Germania; ma iniziarono le resistenze e le ostilità dei popoli sottomessi. Il suo proposito di creare una nuova dinastia europea era destinato a fallire per le sue contraddizioni interne, che da un lato, intendeva imporre una nuova dinastia familiare, e dall’altro diffondere gli ideali della Rivoluzione francese.
Napoleone fu un grande uomo e stratega, che riesci per quasi 20 anni a portare alla gloria la Francia, donando nuovamente ad essa il lustro che meritava.

Storia: il secondo impero francese
di Chiara De Matteo

Introduzione
Con il termine Secondo Impero francese nella storia si indica il regime monarchico instaurato da Napoleone III in Francia tra il 1852 al 1870, tra la Seconda e la Terza Repubblica. L'Impero fu instaurato ufficiosamente il 2 dicembre del 1851 ed ufficialmente il 14 gennaio 1852, che stabilì una nuova costituzione per l'Impero, che riprendeva quella emanata da Napoleone I, che prevedeva l'intero potere esecutivo nelle mani dell'imperatore.
1 Per Napoleone III l'Impero era essenziale per guidare i cittadini francesi verso la giustizia interna e la pace all'esterno. Nella realtà il Secondo Impero fu invece caratterizzato da una dura repressione nei confronti dell'opposizione liberale e della stampa, che fu quasi del tutto messa a tacere dal sistema di controllo statale che veniva effettuato dalle prefetture, veri organi di rigido controllo statale sulle voci discordanti. L'imperatore puntava infatti ad instaurare un rapporto paternale con la nazione, come fece con esiti senza dubbio migliori Napoleone I. All'imperatore spettava infatti la nomina dei ministri, del Consiglio di Stato e del Senato, che erano gli unici organismi statali che potevano produrre leggi. Il parlamento era eletto a suffragio universale ma non aveva diritto di iniziativa, i deputati non avevano dunque il diritto di proporre atti legislativi. In questa guida prenderemo in esame la storia del Secondo Impero Francese.
2 La debolezza dell'Impero ere però interna, all'imperatore serviva di continuò una risonanza internazionale per far si che anche suo figlio potesse essere riconfermato sul trono. Fu per questa ragione che iniziò la campagna fallimentare in Messico, dove i francesi non riuscirono a mettere sul trono Massimiliano d'Asburgo e contro la Prussia, per non correre il rischio di avere un potente vicino ai confini nazionali. La guerra contro la Prussia scoppiata per la successione al trono spagnolo sancì con la sconfitta di Sedan del 1 settembre 1870 la fine del Secondo Impero francese.
3 In politica estera Napoleone III cercò di riportare la Francia al ruolo di grande potenza che aveva avuto prima del Congresso di Vienna. Per farlo sfruttò le crisi istituzionali che si vennero a creare nelle varie monarchie restaurate in Europa.
Un primo banco di prova sullo scacchiere Europeo venne con la Guerra di Crimea, dove si schierò al fianco di Inghilterra e Piemonte contro l'attacco della Russia all'Impero Ottomano. Un secondo banco di prova fu l'Italia dove si alleò con il Regno di Sardegna contro l'Austria, in modo da sostituire all'influenza austriaca sulla Penisola quella francese. LA politica coloniale culminò invece con l'occupazione dell'Algeria e dell'Indocina.
Il Congresso di Vienna in breve Il Congresso di Vienna fu una conferenza che si tenne tra ... continua » L'ottocento nella storia L'ottocento è senza ombra di dubbio uno dei secoli maggiormente ... continua » Storia: l'Impero di Caterina II di Russia Caterina II (Stettino 1729 - Pietroburgo 1769) detta " La Grande" è una ... continua » Storia: i grandi imperi Non esiste una data precisa e concordata alla quale far risalire ...
1 Per Napoleone III l'Impero era essenziale per guidare i cittadini francesi verso la giustizia interna e la pace all'esterno. Nella realtà il Secondo Impero fu invece caratterizzato da una dura repressione nei confronti dell'opposizione liberale e della stampa, che fu quasi del tutto messa a tacere dal sistema di controllo statale che veniva effettuato dalle prefetture, veri organi di rigido controllo statale sulle voci discordanti. L'imperatore puntava infatti ad instaurare un rapporto paternale con la nazione, come fece con esiti senza dubbio migliori Napoleone I. All'imperatore spettava infatti la nomina dei ministri, del Consiglio di Stato e del Senato, che erano gli unici organismi statali che potevano produrre leggi. Il parlamento era eletto a suffragio universale ma non aveva diritto di iniziativa, i deputati non avevano dunque il diritto di proporre atti legislativi. In questa guida prenderemo in esame la storia del Secondo Impero Francese
2 La debolezza dell'Impero ere però interna, all'imperatore serviva di continuò una risonanza internazionale per far si che anche suo figlio potesse essere riconfermato sul trono. Fu per questa ragione che iniziò la campagna fallimentare in Messico, dove i francesi non riuscirono a mettere sul trono Massimiliano d'Asburgo e contro la Prussia, per non correre il rischio di avere un potente vicino ai confini nazionali. La guerra contro la Prussia scoppiata per la successione al trono spagnolo sancì con la sconfitta di Sedan del 1 settembre 1870 la fine del Secondo Impero francese.
3 In politica estera Napoleone III cercò di riportare la Francia al ruolo di grande potenza che aveva avuto prima del Congresso di Vienna. Per farlo sfruttò le crisi istituzionali che si vennero a creare nelle varie monarchie restaurate in Europa.
Un primo banco di prova sullo scacchiere Europeo venne con la Guerra di Crimea, dove si schierò al fianco di Inghilterra e Piemonte contro l'attacco della Russia all'Impero Ottomano. Un secondo banco di prova fu l'Italia dove si alleò con il Regno di Sardegna contro l'Austria, in modo da sostituire all'influenza austriaca sulla Penisola quella francese. La politica coloniale culminò invece con l'occupazione dell'Algeria e dell'Indocina.
Il Congresso di Vienna in breve Il Congresso di Vienna fu una conferenza che si tenne tra ... continua » L'ottocento nella storia L'ottocento è senza ombra di dubbio uno dei secoli maggiormente ... continua » Storia: l'Impero di Caterina II di Russia Caterina II (Stettino 1729 - Pietroburgo 1769) detta " La Grande" è una ... Storia: i grandi imperi Non esiste una data precisa e concordata alla quale far risalire ...

Appunti di storia: l'unificazione tedesca
di Pasquale Spinelli

Introduzione
Con "unificazione tedesca" si vuol intendere un insieme di processi avvenuti nel corso del XIX secolo, che portarono alla formazione di un Impero tedesco. Già nel 1848, anno definito "Primavera dei popoli" a causa dell'ondata di moti rivoluzionari borghesi che caratterizzarono i paesi europei, c'erano stati dei tentativi rivoluzionari che prospettavano un'unificazione della Germania. Il 18 maggio 1848 si riunì a Francoforte il Parlamento federale degli Stati tedeschi e dell'Austria, eletto a suffragio universale, per dare una costituzione alla Confederazione germanica (nata nel 1815) e creare uno stato tedesco unitario. Partita con le migliori intenzioni (infatti si discuteva del fatto che la Germania unita avrebbe dovuto farsi garante dei diritti umani fondamentali) l'assemblea si divise fra i seguaci della Grande Germania (comprendente l'Austria) e quelli della Piccola Germania (che escludesse l'Austria). Prevalse la piccola Germania ma il sovrano Federico Guglielmo IV di Prussia rinunciò alla corona perché troppo conservatore per accettare un'investitura dal basso. Erano sempre più numerosi i segnali che mettevano in luce il bisogno di un'unificazione, non solo sul piano politico ma anche economico. Ecco degli utili appunti di storia che descrivono i passaggi che portarono a una vera e propria unificazione della Germania.
1 A partire dagli anni '50 gli stati tedeschi sono interessati dal fenomeno industriale ma la frammentazione è un ostacolo per lo sviluppo economico. Per ovviare a questo limite, gli stati della confederazione si accordarono per realizzare un'unione doganale (Zollverein), che permise di ridurre la competizione interna. Negli anni '60, il re di Prussia chiamò Bismarck come suo cancelliere, il quale iniziò a prefiggere e programmare un obiettivo: la Prussia doveva inglobare gli stati tedeschi, e per fare ciò aveva bisogno di rafforzare l'esercito, fornirlo di armi moderne. Quando il cancelliere propose nuove leggi finanziarie, il Parlamento le bocciò. Bismarck forte dell'appoggio politico del sovrano e di altri esponenti politici, gli Junker prussiani, andò avanti (questo fu possibile perché in Prussia vi era un costituzionalismo puro, per cui il parlamento aveva un potere limitato rispetto a quello regio). L'unificazione tedesca fu realizzata attraverso una serie di guerre.
2 Nel 1864 si svolse la guerra contro la Danimarca. Si assiste a un'alleanza austro-prussiana contro la Danimarca. Con la guerra dei trent'anni (1618-1648) la Danimarca aveva conquistato due ducati (Schleswig e Holstein), i quali, seppur appartenenti ad essa, erano abitati da tedeschi. La Prussia usa ciò come pretesto e dichiara guerra rivendicandone il possesso. Austria e Prussia escono vincitori dal conflitto spartendosi i territori conquistati. Nel 1866 si assiste alla guerra Austro -Prussiana. In occasione di questa guerra Bismarck chiamò l'Italia ad allearsi (in cambio avrebbe ottenuto il Veneto).
3 Nel 1870 si svolse la guerra Franco -Prussiana. Il casus belli fu il seguente: si era reso vacante il regno di Spagna, quindi Bismarck aveva proposto un membro della casa reale prussiana. Questa soluzione sarebbe stata sfavorevole a Napoleone III, perché avrebbe posto la Francia fisicamente "in mezzo" a due stati con corona prussiana. La situazione si fece sempre più tesa fino a quando non si arrivò a un vero e proprio conflitto. Il re francese sottovalutò la forza prussiana, che forte di un esercito di 500 000 uomini sconfisse l'esercito francese a Sedan il 2 Settembre 1870. A gennaio del 1871, i Prussiani occuparono Versailles, e nel salone degli specchi, i principi tedeschi acclamarono Guglielmo I imperatore di Germania.
4 Era nato l'impero tedesco (il 2° Reich), lo stato più potente d'Europa, sottoforma di confederazione parlamentare. Oltre al potere dell'imperatore e al cancelliere, nominato dall'imperatore, il Parlamento era diviso in due camere: la camera del consiglio che rappresenta gli Stati, e la camera della dieta imperiale che controllava il bilancio del Reich ed emanava leggi valide per tutto il paese.

L'ottocento nella storia
di Vito Gaglio

IntroduzioneL'ottocento è senza ombra di dubbio uno dei secoli maggiormente determinanti nella storia. Denso di eventi, possiamo ricordare l'ascesa al potere di Napoleone Bonaparte ma successivamente il congresso di Vienna, le insurrezioni anti coloniali nelle Americhe, le guerre di indipendenza in Italia che porteranno alla sua unione ed alla sua istituzione come stato, la nascita delle ideologie comunista e socialista che porteranno le rivolte degli operai nei maggiori centri industriali dell'Europa, la nascita dello stato tedesco fino ad arrivare alla crisi dell'equilibrio europeo causato dalle ideologie ed i nazionalismi che diventavano sempre più forti. Ovviamente non sono da dimenticare tutti i campi artistici che si svilupparono durante questa epoca di cambiamenti e rivoluzioni: possiamo ricordare Alessandro Volta, lo scienziato che scoprì la pila, il compositore Beethoven e i filosofi Feuerbach e Nieztsche. Andiamo dunque ad evidenziare i vari eventi che hanno segnato il secolo.
1 Dobbiamo ricordare come precedentemente rammentato che l'Ottocento nasce sotto l'ombra di Napoleone (nella foto dell'articolo rivediamo il ritratto di un Napoleone ancora nel fiore degli anni): dopo la campagna d'Italia e quella d'Egitto, Napoleone ottiene così tanta importanza da riuscire a prendere prima il titolo di Console, poi di Console a Vita ed, infine, di imperatore di Francia. Nonostante le moderne riforme in patria, in particolare il Codice Civile, le guerre logoreranno l'impero napoleonico: il conflitto a distanza con l'Inghilterra, prima il blocco continentale e poi la guerra tra due fronti, quello spagnolo e quello russo, porteranno le due sconfitte che segnano la fine dell'impero: Lipsia, 1813, e Waterloo, 1814.
Lo sconvolgimento causato da Napoleone doveva essere "curato": il Congresso di Vienna ha basato su legittimità ed equilibri, sconvolgendo l'Europa, eliminando, di fatto, lo stato polacco, ciò diede inizio al periodo della Restaurazione che andremo ad affrontare nel prossimo passo di questa guida. (trovate a questo link qualche ulteriore indicazione riguardante il congresso di Vienna).
2 L'ideale della Restaurazione verrà ampiamente discusso e criticato e ciò provocherà i moti del '20 e '21, del '30 e del '48.
In Spagna Ferdinando VII, che non aveva rispettato la Costituzione di Cadice, fu duramente contestato e le società segrete che si diffusero in questo periodo provocarono una sorta di guerriglia che fu stroncata dalla Francia. In Italia si diffuse una fitta rete di società segrete, in particolare quella della Carboneria e della Giovine Italia (alla quale si dice si affiliò anche lo stesso Napoleone Bonaparte), che combattè i Borboni a Napoli e i Savoia in Piemonte non producendo risultati.
Nel 1830 tante altre rivolte, nel Regno Unito le rivolte dei lavoratori sulla base del pensiero comunista furono combattute e fu dimostrata la stabilità politica (oltre che quella ovviamente evidente economica) del paese. Stesso tipo di rivolta sia in Francia, a Parigi, negli stati tedeschi ed in Spagna: ciò portò, in quasi tutti i paesi, alla concessione di varie libertà o costituzioni.
Anche nel 1848 si rivoltarono gli Stati che non avevano avuto risultati forti durante gli altri anni, in particolare nel Regno di Sardegna ed in vari staterelli dell'Italia centrali portando a tante riforme liberali. Di qui a poco avremo le grandi guerre d'indipendenza italiane.
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3 Soprattutto tra il 1830 ed il 1848, in Italia fu importante la riflessione riguardo l'unità del paese: Garibaldi, Mazzini, Cattaneo e Balbo, insieme a tanti altri, fornivano vari tipi di riforme e modi. Nel 1848 intanto, sull'onda delle insurrezioni prima a Venezia e poi a Milano, il Piemonte interviene dando il via alla prima guerra d'Indipendenza, sostenuto dai Borboni, dalla Toscana e dal Papato per liberare l'Italia dagli austriaci: l'abbandono però degli alleati, prima del Papa e poi dei Borboni, portò il Piemonte a lasciare da parte la guerra.
Con il grande lavoro di Cavour in fatto di politica estera e le forti emozioni patriottiche portarono il Piemonte a dichiarare guerra ancora all'Austria, questa volta sostenuta da Napoleone III: le vittorie di Montebello, Magenta e Solferino fanno ben sperare, ma la Francia firma l'armistizio che fa ottenere al Piemonte la sola Lombardia, perdendo il Veneto.
Ma la spedizione dei Mille di Garibaldi, sempre dietro il grande lavoro di Cavour, riesce a liberare ed unire l'Italia partendo dal sud, dalla Sicilia: Francesco II non può niente contro i patrioti e così Vittorio Emanuele, finalmente, nel 1961, il 17 marzo, può finalmente proclamarsi "re d'Italia per grazia di Dio e volontà della nazione".
4 Ma l'unione della nazione aveva scatenato tantissimi altri problemi: la differenza economica tra nord e sud, il sistema feudale su cui era basato il meridione da eliminare, l'analfabetismo dilagante (soprattutto per quanto riguarda la situazione del meridione). Così si alternano varie formazioni di governo della destra che però non riescono a fornire una soluzione vera, in particolare degenerano i rapporti tra lo Stato e la Chiesa Cattolica, come un po' sempre accade nel corso della storia.
In Germania, "il cancelliere di ferro" Bismark (che potete vedere nella foto) era il fautore maggiore dell'unificazione tedesca: prima bisognava eliminare l'egemonia austriaca sugli stati tedeschi, alleata con l'Italia, dichiarò guerra all'Austria la cui sconfitta maggiore fu a Sodowa. Ma la Germania fu divisa in due confederazioni di cui la Francia voleva la completa indipendenza, così, con la Spagna, si dichiarò guerra alla Francia di Napoleone III e, battuta a Sedan, si riuscì, finalmente, a nominare Guglielmo II imperatore di Germania.
5 Verso la fine del 1800 si delineano gli stati moderni che metteranno su un piedistallo la posizione di Francia e Gran Bretagna: nel paese continentale nasce la Terza Repubblica che conferma la precisione delle istituzioni transalpine, stessa cosa in Inghilterra dove si iniziano a delineare i partiti moderni, i Laburisti ed i Conservatori.
La Russia e l'Impero Asburgico invece rimangono sempre più indietro, fondate su un sistema ancora fortemente cristallizzato, fermo. In Russia diventa molto forte e potente il Partito operaio socialdemocratico.
In Germania Bismarck aprì una stagione di riforme fondamentali per il paese: cercò di affermare lo stato laico, concedette ai lavoratori tedeschi alcune riforme per placare i malumori e si affermò a livello di politica estera.
Ma la salita al trono di Guglielmo II che abbandonò completamente la politica conservatrice per attuarne una di conservazione mandò in tensione tutta l'Europa che, ancora impegnata nel florido periodo della Belle Epoque, non avrebbe mai pensato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
6 Se analizziamo il secolo dal punto di vista artistico (parlando precisamente della situazione in Italia) è impossibile non citare la musica del romanticismo dove in italia vediamo spiccare Donizetti, Bellini e Verdi. Per quanto riguarda la letteratura a cavallo fra il '700 e l'800 ricordiamo sicuramente Foscolo e Leopardi ma lo scrittore più politicamente impegnato sarà di sicuro il Manzoni che pubblicherà il suo capolavoro "I Promessi Sposi" prima edito come "Fermo e Lucia".
Le cause della Prima Guerra Mondiale La pace e la spensieratezza della bella époque purtroppo si basavano ... continua » Storia: il Risorgimento Con il termine Risorgimento in storia ci si riferisce a un ... continua » Il grande Impero napoleonico in breve La storia è piena di condottieri valorosi che con le loro ... continua » Storia: il Regno Lombardo-Veneto Il regno Lombardo-Veneto è uno Stato dipendente dall'Impero Austriaco fondato ...

Le cause della prima guerra di Indipendenza
di Tommaso Sacco

Introduzione
Tutti i moti rivoluzionari durante il corso del 1848 sconvolsero pesantemente tutta la penisola oltre che l'Europa scatenando un frastuono generale che sconvolse causando un moto ampissimo fatto di terre, cultura, religioni e società diverse tra loro così con il passare del tempo vi fu un susseguirsi di insurrezioni.
In particolar modo in Italia le città insorgevano nei confronti del dominio Austriaco che divenne sempre più costante.
Con le numerose insurrezioni dovute per diverse cause la prima guerra di indipendenza fu inequivocabile, ma fu anche il primo importante passo verso la concretizzazione dell'indipendenza stessa.
1 La situazione Europea della seconda metà dell '800 L'Europa in generale alla fine dell' '800 si ritrovava ad affrontare un nuovo periodo di grave crisi economica che prima iniziò a colpire l'importantissimo settore agricolo per poi contagiare anche l'intero settore industriale. La crisi portò con il passare del tempo in maniera piuttosto rapida una forte crisi di disoccupazione che andò ad alimentare un forte malcontento della borghesia da un lato, dall'altro lato i ceti più bassi della popolazione.
2 Scontri politici e sociali Naturalmente non basto soltanto l'imminente crisi di disoccupazione ed i forti malcontenti dell'alta e bassa borghesia a scatenare la guerra, infatti vi sono molteplici altre cause da attribuire allo scoppio della guerra, quali:
Motivi politici: Gli stati Europei infatti richiedevano a gran voce una nuova costituzione che riuscisse a garantire ai cittadini quei diritti ritenuti fondamentali che fino ad allora vennero sempre e costantemente calpestati.
Vari scontri sociali: Furono molteplici ed intensi poi gli scontri tra la borghesia ed i comuni operai, oppure tra la borghesi ed aristocratici.
Varie rivendicazioni di indipendenza, inclusa Italia, Polonia ed Ungheria.
3 L'inizio dello scontro Lo scontro iniziò il 12 gennaio 1848 quando i Palermitani che facevano parte del Regno delle 2 Sicilie insorsero e cacciarono i Borboni dalla città, ed una volta compiuto l'atto dichiararono nuovamente la loro indipendenza instaurando di nuovo la costituzione Spagnola del 1812.
Carlo Alberto di Savoia insieme a Leopoldo II e Papa Pio IX non poté quindi non concedere la costituzione all'interno dei loro stati, così Carlo Alberto emanò lo Statuto Albertino.
4 Popolo protagonista Forse una delle caratteristiche peculiari della prima guerra di indipendenza fu il fortissimo senso civile che coinvolse tutte le fasi dello scontro, infatti a differenza degli scorsi moti avvenuti prima nel 1820 e successivamente dieci anni dopo nel 1830 ci fu in questo caso una fortissima ed intensa partecipazione popolare, non per niente questo periodo viene ricordato anche con il nome "Primavera dei popoli".
5 Proclamazione della seconda Repubblica Il 22 Febbraio del 1848 in Francia venne poi destituito Luigi Filippo d'Orleans e venne proclamata successivamente la Seconda Repubblica che vide a capo il noto Luigi Napoleone che dopo soli 4 anni venne conosciuto come Napoleone III imperatore di Francia.
Sei giorni dopo la rivolta scoppiata si estese prima in Germania, il seguente 13 Marzo in Austria, il 15 Marzo in Ungheria e infine il 28 Marzo in Polonia.
Vista la crescente insorgenza di rivolte questi moti vennero troncati sul nascere correndo subito ai ripari grazie agli accordi del Congresso di Vienna e alla Santa alleanza, tranne ovviamente in Francia dove venne già proclamata la Seconda Repubblica.
Tutta questa situazione andò a creare una rottura che andò a distruggere tutti gli equilibri che regolavano il sistema di alleanze che resero sicure le monarchie.
6 Conclusione della guerra Appena si sparse la notizia dello scoppio della rivolta in Austria il 13 Marzo 1948 la città di Venezia insorse andando a liberare i suoi due patrioti Manin e Tommaseo che successivamente riuscirono sia a cacciare gli Austriaci dalle loro terre, e successivamente a proclamare la Repubblica di Venezia.
La notizia naturalmente giunse fino al Lombardo-Veneto dove la città di Milano si mosse contro le truppe Austriache nel territorio costringendole anche in questo caso al ritiro.
Successivamente Carlo Alberto di Savoia aprì le ostilità nei confronti dell'Austria ed i sovrani di Toscana, Napoli ed il Papa corsero in soccorso di Carlo Alberto inviando delle truppe per mobilitare la situazione.
Successivamente dopo una serie di numerosi scontri arrivò la sconfitta definitiva dei Piemontesi a Custoza e la proclamazione dell'armistizio di Salasco.
La medesima situazione si concretizzò nel resto d'Italia dove le rivolte vennero portate a tacere e la situazione si stabilizzò.
La prima guerra di Indipendenza fu un importante passo verso la proclamazione della successiva Unità Italiana.


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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storia Dei Secoli. Antico e moderno: cultura, arte, pittura, scultura, mitologia, musei, disegno, libri, poesia, fotografia, modelli, collezioni, mode Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ore
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