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Il mistero sulla Sacra Sindone :
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Realtà sulle Religioni, Dio, Gesù, Madonna, Demonio e Angeli. Credenze: Bibbia ed altri Testi Sacri, Miracoli. Papi e Santi. Apocalisse prevista
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2006 6:16 pm    Oggetto:  Il mistero sulla Sacra Sindone :
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LE MIE ANALISI: Toccando sulla Effige Della Sacra Sindone si prova dell'effettiva esistenza di Cristo (come tutti gli altri previsti esseri viventi) ma non infatti, anche del fatto che Lui "fu ed è" Misericordioso ...
- Egli poteva essere perciò benissimo un normale cittadino che "come me": ci comunicava dell'esistenza della nostra immortalità, di quel qualcosa di veramente micidiale che non va in questa vita, natura e mondo che l'umanità doveva e deve avere Fede, seguire la realtà, l'esistenza dell'occulto e di ciò che doveva cominciare ad effettuare; visto anche che "in quell'apposita era del male" tutto sommato, Egli non poteva mai riuscire ancora a fare in tempo a tirare fuori tutti i suoi poteri, imprigionati sotto quella zizzania.

GRAZIE A TECNICHE AL CARBONIO 14 PIU' SOFISTICATE,
Bbc riapre il mistero sulla Sacra Sindone :


In un documentario nuove prove che confutano la datazione medievale fatta nel 1989

LONDRA - Potrebbe riaprirsi, con nuovi colpi di scena, il mistero della Sacra Sindone. Il sudario di Cristo, su cui sono impressi il volto e le macchie di sangue di un uomo, nel 1989 era stato bollato da un test al carbonio 14, che lo aveva datato al 1325, come un falso medievale. Ora però, venti anni dopo quell'esame, una troupe della Bbc ha potuto riprendere la Sindone in immagini ad alta definizione. Immagini da cui emergono dettagli il cui studio mette in discussione l'origine medievale del
La Sacra Sindone (Ap)
lenzuolo dalle molte caratteristiche ancora inspiegabili e che continuano ad appassionare studiosi ed esperti di tutto il mondo. A partire da queste nuove immagini e dando voce ai molti scienziati e studiosi che si sono cimentati nel difficile compito di risolvere il mistero della Sindone, il documentario della Bbc, «Shroud of Turin», che andrà in onda lunedì sera nella puntata di Porta a Porta a cui farà seguito un dibattito, mette in luce la necessità di compiere nuove indagini al carbonio sulla reliquia volte a stabilirne una volta per tutte l'età.

CONFLITTO DI DATAZIONE - Articolato come un viaggio che tocca i numerosi luoghi dove la Sindone sarebbe passata o dove viene studiata - Torino, Oxford, Colorado, Istanbul, Gerusalemme - ma sempre saldamente ancorato all'evidenziazione del dato scientifico, il documentario fa emergere un conflitto di datazione tra la prova al carbonio del 1989 e altre prove di tipo sia storico sia scientifico elaborate dagli studiosi in questi anni. Tra questi, John Jackson, un fisico americano che ha contribuito al film, ha sviluppato una nuova ipotesi basata su tecniche di datazione al carbonio 14 che non erano conosciute quando la Sindone fu testata. Queste tecniche potrebbero spiegare come un lenzuolo di lino risalente davvero all'epoca di Gesù possa essere risultato più recente all'esame del C14. Sulla stessa linea di Jackson è il professor Christopher Ramsey, direttore della Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, secondo cui «tra le misurazioni del radiocarbonio e le altre prove che abbiamo sulla Sindone sembra esserci un conflitto, su come interpretare queste prove. E per questo ritengo che chiunque abbia lavorato in questo settore, debba dare uno sguardo critico alle prove che hanno prodotto per riuscire a tracciare una storia coerente che si adatti e ci dica la storia vera di questo intrigante pezzo di stoffa».

AGGIORNATO IL: 23 marzo 2008

_________________
LE PRIME MANSIONI SCIENTIFICHE CHE MANTENGONO LA BUONA SALUTE NEL TEMPO (quello che non si volle mai fare: controllare i corpi) …

LA FORMULA UNICA SINTETIZZATA: che scientificamente non fa più affaticare, invecchiare, ammalare, impazzire, incattivire: con cibi avariati, teppismi, gelosie, invidie, vendette, femminicidio e l'altro attuale inevitabilmente sempre più grave; facendo proprio come per il già possibile FARSI EVIRARE, che non fa più venire voglie "irregolari" e quindi poter tranquillamente uscire di prigione.
Aiutando le prevenzioni, le cure, le guarigioni, non ammazzando i corpi prima o poi a seconda delle loro debolezze genetiche al concepimento "altrettanto misteriose" e non inquinando sempre più complessivamente (di conseguenze a catena, catastrofi, ecc.) ...
- Dalla Spazzatura Spaziale "misteriosa" si deve sapere quindi che si sporca anche dentro i corpi (come gli altri impianti).
La circoncisione riduce del 70% le anche gravi malattie anche perché vengono rimosse varie protuberanze dell'uretra che non servono proprio a nulla di utile "accertato anche dagli urologi" ma si riempono inevitabilmente sempre più di residui di acido urico ed altre relative scorie che si ci stagnano nei solchi uretrali, fermentano, bruciano e pietrificano; intralciando e facendo sempre più perdere l'importantissima circolazione naturale dell'urina all'organo sessuale; la sola e unica causa di proprio tutto di tutto ciò ...
Anche con questa prova, occorrerebbe allenare gli organi sessuali come previsto, ammorbidirli e pulirli periodicamente cominciando dal spalmarglì i già esistenti prodotti antisecchezze (come l'ottimo prodotto "Chilly idratante neutro extra emolliente pH5 clinicamente testato".
Inserire durante il bagno i relativi amidi e sali e, a seconda delle sue minori o maggiori difficoltà, immergere questi in un bicchiere o tazzina di plastica con acqua e bicarbonato, o in circa un centimetro di acido borico, o di aceto, o di collutori anti placche (ad esempio per denti): e strofinare l'inguine, l'intero glande o clitoride e dintorni del circuito urinario sino all'esterno dell'ano proprio come si fa per il bucato", o lavare il tutto con glicerine, qualsiasi saponi, solventi, acidi, olii e simili contenenti agenti sgrassanti, antincrostanti e disincrostanti che assorbono e distruggono completamente quei residui "non facendo male alla pelle" (prelevandoli ad esempio dai detersivi per stoviglie, dagli anticalcari per lavatrici e pulizie WC).
Periodicamente, spalmargli relative pomate come l'itiolo e a volte quelle per ustioni: per lenire il bruciato interno "formando un solo prodotto che contiene tali più prodotti in uno, da inventare di preciso dagli appositi scienziati"; oltre all'assumergli gli appositi cosmetici, integratori e simili. Per migliorare "veramente" le prestazioni delle vie urinarie, della prostata, quindi l'erezione e le altre attività sessuali (evitando proprio sino al via-gra).
Allenare, dilatare e pulire periodicamente l'uretra con le apposite sonde per rimuovere tutta la "come una guarnizione di rumenta" che si forma intorno al suo canale.
E all'occorrenza infine, facendosi effettuare un inevitabile semplice intervento chirurgico di rimozione totale delle protuberanze uretrali; per mantenere "veramente" la buona salute nel tempo fisica e morale ...

Zappa Massimo.
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2006 6:16 pm    Oggetto: Adv





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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2006 11:14 pm    Oggetto:  ...La sua Tradizione :
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Secondo la tradizione, sarebbe il telo che avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo che fu deposto nel Sepolcro, ma a tutt'oggi non c'è una risposta precisa di come l'immagine abbia potuto formarsi. Certamente però gli scienziati sono in accordo che non si tratti di un'immagine dipinta ma di un'ossidazione superficiale della cellulosa contenuta nelle fibre del lino. Un corpo umano ancora vivo ma in seguito deceduto, è stato avvolto in questo lenzuolo, che misura 436 cm x 110 cm.

Nel corso dei secoli ha subìto molte vicissitudini.
E' conservata nella cattedrale di San Giovanni Battista a Torino, presso la Cappella costruita dal Guarini, che le ha saputo imprimere un significato simbolico, specialmente nella originale cupola "a petali".

Essa è rivestita di marmi neri. Naturalmente, quello che si vede nella mia foto è ciò che viene esposto normalmente nella Chiesa, una copia del famoso Telo perchè Esso viene mostrato al pubblico solo in occasioni speciali e, in genere, durante il Giubileo proclamato dal Papa. Pochi sanno che la prima ostensione della Sindone nella città di Torino avvenne nella Real Chiesa di San Lorenzo, situata in piazza Castello, di cui ci siamo occupati in questo sito, sempre opera dell'architetto Guarino Guarini.

La Sindone è stata datata con il Carbonio 14 intorno al 1260 e il 1390 ma queste analisi sono risultate inattendibili perchè i lembi di tessuto analizzati sarebbero stati prelevati da pezzi di lino usati per il rattoppo medievale. E' noto, però, come la Sindone 'inizi' a circolare in Europa attorno al XIV secolo.

Il sudario di OVIEDO compare nella storia documentata già intorno alla fine del 600/700 ma se questo telo e la Sindone sono riferiti allo stesso corpo che avrebbero avvolto, non si spiega perchè la Sindone inizi a circolare molto più tardi.
La teoria dell'irraggiamento si basa su studi condotti da fisici che hanno elaborato un modello matematico che spiega come è "teoricamente" possibile che, nello scindersi, una piccola parte dei neutroni e protoni presenti nel corpo umano, possa generare un flusso di particelle che porterebbero a due conseguenze :

la prima è stata quella di IRRADIARE il telo della Sindone che, impregnato di aloe e mirra al buio di un sepolcro, era diventata come una pellicola fotosensibile in una camera oscura.
la seconda è stata quella di "ringiovanire" lo stesso tessuto ( per gli attuali metodi di datazione al C14) di circa 600 anni.

Se il sudario di OVIEDO è dunque più giovane di circa 600 anni ci troviamo ampiamente nel periodo storico di Gesù.

Altra particolarità curiosa è che le tracce ematiche sono riconducibili ad un soggetto di gruppo AB, sia venoso che arterioso. Importante è che si tratta di sangue di individuo prima e dopo la morte. Il sangue risulta dello stesso tipo di quello presente nel miracolo di Lanciano(CH) e del sudario di Oviedo,come accennato.

LE 'TRASFERTE' della Sindone
E' ipotizzabile che la sindone, sia stata tenuta nascosta dai primi cristiani…" in quanto considerata dagli ebrei oggetto impuro, poiché "contaminato" dal sangue stesso del condannato. I primi cristiani, già oggetto di repressioni e discriminazioni, non avevano certo bisogno di mostrare in pubblico una reliquia così "compromettente", strettamente legata al loro capo spirituale.
In seguito, nel secondo secolo si parla già di un "Volto Santo"(ne abbiamo parlato occupandoci di Manoppello), conservato a Edessa, quello che solo successivamente verrà identificato come "Mandylion", cioè un’immagine "achiropita" (non dovuta a mani umane), molto probabilmente la stessa Sindone che vediamo noi oggi ma piegata in più strati, al fine di mostrare solo il volto, celando così il resto del corpo di Gesù torturato e crocifisso.
Nel 944 il "Mandylion" viene traslato a Costantinopoli (per preservarlo dai saraceni) e nel 1147 è documentata la visita a Costantinopoli di Luigi VII di Francia, durante la quale può ammirare la Sindone.
Nel 1204 la Sindone scompare dall’area mediorientale (ad opera dei crociati, dopo la quarta crociata e la riconquista di Costantinopoli) e, ricompare solo 150 anni dopo, a Lirey, in Francia nel 1354.
E qui nascono le ipotesi "templari".
La Sindone riappare in mano di tale Goffredo di Charny, il quale aveva un fratello proprietario di alcuni feudi in terra greca (e qui il "passaggio" della Sindone da Costantinopoli verso l’Europa tramite la Grecia) ma soprattutto era strettamente imparentato con un certo Goffredo di Charny (o Charnay per alcuni), maestro templare di Normandia, il quale finisce, nel 1314, bruciato sul rogo assieme a Jacques de Molay.
Altro indizio è la venerazione, da parte dell’ordine, di un volto o testa che compare più volte nei capi di imputazione della condanna per eresia dei templari. Ma, come se non bastasse, a Templecombe, in Gran Bretagna, in un castello templare è stata scoperta nel 1944 un’immagine del volto Santo (praticamente identico al volto dell’uomo della Sindone), dipinta su un pannello dotato di serratura, probabilmente un buon nascondiglio. Ma per cosa?
Nel 1453 Margherita di Charny (discendente di Goffredo) cede la Sindone alla moglie del duca Ludovico di Savoia e il resto lo si conosce bene.

Divenuta proprietà dei SAVOIA, essi faranno appositamente costruire la Cappella per custodirla, mettendola in comunicazione diretta con il Palazzo Reale. Nel 1983 il re in esilio Umberto II di Savoia la dona alla Santa Sede.

Per maggiori informazioni sulla storia delle 'trasferte'della Sindone
Una serie di importanti interventi è stata compiuta sulla Sindone nel periodo fra giugno e luglio 2002, nel recinto del Duomo di Torino:
1. si è provveduto a scucire completamente la Sindone dal telo d’Olanda su cui era fissata dal 1534; sono state rimosse tutte le "toppe" cucite dalle Clarisse di Chambéry e un nuovo supporto è stato unito al Telo sindonico.
2. è stata effettuata la scansione digitale completa sia sul lato dell’immagine sia su quello posteriore.
3. si è realizzata una nuova documentazione fotografica completa della Sindone.

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Ultima modifica di zmassimo il Mar Lug 29, 2008 9:30 pm, modificato 3 volte in totale
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MessaggioInviato: Ven Gen 27, 2006 3:38 pm    Oggetto:  ...Cenni Storici :
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La Sindone è un lenzuolo di lino a spina di pesce. Misura cm 437 in lunghezza e cm 111 in larghezza, compresa una striscia cucita longitudinalmente larga circa cm 8.
Sul tessuto è impressa un'immagine, l'impronta frontale e dorsale di un uomo crocifisso.
L'impronta presenta la singolare caratteristica di comportarsi come un negativo fotografico.
La Sindone è un lenzuolo di lino sul quale è impressa la figura del cadavere di un uomo torturato e crocifisso.

Da secoli, ed ancora oggi si pone la domanda: cos'è questo misterioso lenzuolo, da molti considerato una Reliquia, anzi la più significativa delle Reliquie, da altri un oggetto il cui innegabile rimando alla Passione di Cristo ne fa una realtà unica dal punto di vista religioso, ma anche capace di suscitare l'interesse degli studiosi di tante discipline, da altri ancora bollato come un falso più o meno antico ma comunque non meritevole di alcun interesse?

Al di là delle posizioni estreme, è certo che la Sindone, sin dal suo apparire ha suscitato grandi emozioni per la straordinaria figura che racchiude, e la maggior parte degli studi compiuti in questo secolo, pur non avendone chiarito le modalità di formazione, tendono ad escludere una origine manuale.
Sino alla fine dell'Ottocento la ricerca sulla Sindone aveva praticato soprattutto i percorsi storici ed in parte teologici, ma tutto sommato il problema dell'autenticità rimaneva limitato a disquisizioni tra dotti, che difficilmente arrivavano ad interessare il vasto pubblico. In effetti l'aspetto devozionale, particolarmente diffuso in Piemonte, era quello che avvicinava la gente alla Sindone. Solo dopo la fotografia del 1898 si sentì la necessità di un approccio rigidamente critico alla Sindone.

Infatti la straordinaria caratteristica dell'impronta sulla Sindone, che sulla lastra impressionata da Secondo Pia dimostrò di comportarsi in modo simile ad un negativo fotografico, sollevò molti dubbi sull'ipotesi di un falso medievale, sostenuto da alcuni storici, e nello stesso tempo attrasse gli scienziati per capire quale potesse essere l'origine di un così particolare fenomeno.

Lo spazio di questa scheda non permettere di ripercorrere completamente l'affascinante percorso di ricerca, per il quale si rimanda al sito
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tuttavia è possibile sottolineare quelli che sono i punti più importanti. E' ormai definitivamente accertato che l'immagine sul Lenzuolo non può essere un dipinto, ed al momento è largamente condivisa la conclusione che si tratti di una impronta lasciata da un corpo umano. E dalle caratteristiche di queste impronte si deduce che quell'uomo era morto, come testimoniato sia dalla innaturale posizione del corpo spiegabile con la rigidità cadaverica, sia dalla forma e natura delle lesioni presenti su quel corpo, che sono - in particolare quella al costato - incompatibili con la vita.

La morte dell'Uomo della Sindone è avvenuta certamente in seguito ad una serie di torture ed al supplizio della croce, come dimostrano con evidenza le ferite lasciate dai chiodi nei polsi e nei piedi. L'insieme di questi segni rimanda in modo assai preciso alle modalità descritte nei Vangeli per l'esecuzione di Gesù Cristo. A livello delle impronte che appaiono essere state lasciate da coaguli di sangue, si è effettivamente potuta dimostrare la presenza di sangue umano del gruppo AB. La presenza del sangue è stata dimostrata dalle ricerche parallele ma indipendenti di Baima Bollone in Italia e di Adler negli USA, mentre è a Baima Bollone che si devono le indagini sulla sua tipizzazione.

Sulla Sindone sono inoltre state scoperte tracce di aloe e mirra, e sono stati individuati da Max Frei di Zurigo dei granuli di polline che sono compatibili con una provenienza medio-orientale della Sindone. Tali conclusioni sono stae confermate negli anni '90 dai ricercatori israeliani Danin e Baruk. Nel 1977 gli statunitensi Jackson e Jumper dimostravano che l'immagine sulla Sindone contiene una informazione tridimensionale, evidenziabile con l'uso del computer. Tamburellli e Balossino a Torino con tecniche più sofisticate hanno perfezionato le elaborazioni tridimensionali, ricavando tra l'altro con studi successivi l'immagine del volto ripulita dalle ferite e riuscendo ad evidenziare particolari che potrebbero ricondurre alla presenza di monete dell'epoca di Cristo sugli occhi.

Grande incertezza regna ancora tutt'oggi sulle modalità della formazione dell'impronta. Se infatti le immagini delle ferite sono certamente dovute, come si è detto, al decalco di coaguli di sangue sul tessuto, l'impronta del corpo ha una genesi del tutto diversa. Si tratta infatti di una ossidazione delle fibrille superficiali dei fili di lino, ma sull'origine di tale fenomeno non si è ancora data una spiegazione del tutto accettabile. Il problema non è di poco conto, se si pensa che è legato strettamente con la questione della conservazione della Sindone. Mentre infatti esistono tecnologie sperimentate per la conservazione di tessuti anche più antichi della Sindone, molto difficile è studiare un sistema ottimale di conservazione di una immagine la cui origine ci è ignota. Il nuovo sistema di conservazione del Lenzuolo, già posto in essere per l'Ostensione del 1998, tiene conto di tutti i risultati sperimentali sinora ottenuti, cercando di ipotizzare tutti i possibili agenti negativi in modo da escludere possibili danni. Pertanto la Sindone è stata collocata dentro una teca ad avanzata tecnologia, in atmosfera di gas inerte, a temperatura ed umidità costante, completamente distesa in modo da evitare le pieghe e i danni derivanti dalla precedente conservazione arrotolata su di un cilindro di legno.

Nel 2002 il programma di conservazione è stato concluso con i lavori di rimozione delle toppe poste dalle Clarisse di Chambéry nel 1534 e la sostituzione del tessuto d'Olanda che foderava il Lenzuolo.

La ricerca compiuta sulla Sindone che più ha destato scalpore in questi ultimi anni è stata, nel 1988, la datazione radiocarbonica, che, come noto, farebbe risalire il tessuto della Sindone ad una data compresa tra il 1260 ed il 1390. Questo risultato ha creato un certo sconcerto tra gli studiosi, non tanto perché mette in dubbio la compatibilità della Sindone di Torino con la tradizione che la vuole essere il lenzuolo funerario di Cristo, quanto perché, da un punto di vista scientifico e logico, pone dei seri problemi di contrasto con quanto la ricerca ha sino ad oggi assodato sulla Sindone.

D'altra parte sono state da tempo sollevate delle obiezioni di carattere scientifico circa l'effettivo valore da attribuire ai risultati dell'esame con il C14, sia dal punto di vista generale, sia soprattutto nel caso particolare. Il possibile "ringiovanimento" radiocarbonico del tessuto sindonico potrebbe anche avere delle spiegazioni dovute alle sue vicissitudini ed ad un possibile inquinamento di natura biologica. La ricerca quindi rimane aperta, ed oggi non vi sono elementi definitivi né per giungere all'epoca di Cristo, né tantomeno per considerare chiusa la questione con la datazione medievale. E' certo comunque che da un punto di vista logico e probabilistico una collocazione medievale della sua origine pone più problemi di quanti ne presenti una provenienza più antica.

A tutt’oggi le prime testimonianze documentarie sicure e irrefutabili relative alla Sindone di Torino datano alla metà del XIV secolo, quando Geoffroy de Charny, valoroso cavaliere e uomo di profonda fede, celebrato generale francese, depose il Lenzuolo nella chiesa da lui fondata nel 1353 nel suo feudo di Lirey nello Champagne.

Nel corso della prima metà del ‘400, a causa dell’acuirsi della Guerra dei cento anni, Marguerite de Charny ritirò la Sindone dalla chiesa di Lirey (1418) e la condusse con sé nel suo peregrinare attraverso l’Europa.

Finalmente trovò accoglienza presso la corte dei duchi di Savoia, alla quale erano stati legati sia suo padre che il suo secondo marito, Umbert de La Roche. Fu quindi nel 1453 che avvenne il trasferimento della Sindone ai Savoia, nell’ambito di una serie di atti giuridici intercorsi tra il duca Ludovico e Marguerite.

A partire dal 1471, Amedeo IX il Beato, figlio di Ludovico, incominciò ad abbellire ed ingrandire la cappella del castello di Chambéry, capitale del Ducato, in previsione di una futura sistemazione della Sindone.

Dopo una iniziale collocazione nella chiesa dei francescani, la Sindone venne definitivamente riposta nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire. In questo contesto i Savoia richiesero ed ottennero nel 1502 dal Papa il riconoscimento di una festa liturgica particolare per la quale fu scelto il 4 maggio. II 4 dicembre 1532, un incendio devastò la Sainte-Chapelle e causò al Lenzuolo notevoli danni che saranno riparati nel 1534 dalle Clarisse della città.

Emanuele Filiberto trasferì definitivamente la Sindone a Torino il 14 settembre 1578. Il Lenzuolo giunse in città il 14 settembre 1578 tra le salve dei cannoni, in un'atmosfera di grande solennità.

La Sindone restò, da quel momento, definitivamente a Torino dove, nei secoli seguenti, fu oggetto di numerose ostensioni pubbliche o private. La religiosità di tutta la regione fu ovviamente molto influenzata da questa presenza così importante. Ne sono testimonianza viva le numerose presenze iconografiche sul territorio piemontese. Anche le grandi e solenni ostensioni, molto frequenti nei due secoli barocchi, ne sottolinearono l’aspetto devozionale pubblico.

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- Dalla Spazzatura Spaziale "misteriosa" si deve sapere quindi che si sporca anche dentro i corpi (come gli altri impianti).
La circoncisione riduce del 70% le anche gravi malattie anche perché vengono rimosse varie protuberanze dell'uretra che non servono proprio a nulla di utile "accertato anche dagli urologi" ma si riempono inevitabilmente sempre più di residui di acido urico ed altre relative scorie che si ci stagnano nei solchi uretrali, fermentano, bruciano e pietrificano; intralciando e facendo sempre più perdere l'importantissima circolazione naturale dell'urina all'organo sessuale; la sola e unica causa di proprio tutto di tutto ciò ...
Anche con questa prova, occorrerebbe allenare gli organi sessuali come previsto, ammorbidirli e pulirli periodicamente cominciando dal spalmarglì i già esistenti prodotti antisecchezze (come l'ottimo prodotto "Chilly idratante neutro extra emolliente pH5 clinicamente testato".
Inserire durante il bagno i relativi amidi e sali e, a seconda delle sue minori o maggiori difficoltà, immergere questi in un bicchiere o tazzina di plastica con acqua e bicarbonato, o in circa un centimetro di acido borico, o di aceto, o di collutori anti placche (ad esempio per denti): e strofinare l'inguine, l'intero glande o clitoride e dintorni del circuito urinario sino all'esterno dell'ano proprio come si fa per il bucato", o lavare il tutto con glicerine, qualsiasi saponi, solventi, acidi, olii e simili contenenti agenti sgrassanti, antincrostanti e disincrostanti che assorbono e distruggono completamente quei residui "non facendo male alla pelle" (prelevandoli ad esempio dai detersivi per stoviglie, dagli anticalcari per lavatrici e pulizie WC).
Periodicamente, spalmargli relative pomate come l'itiolo e a volte quelle per ustioni: per lenire il bruciato interno "formando un solo prodotto che contiene tali più prodotti in uno, da inventare di preciso dagli appositi scienziati"; oltre all'assumergli gli appositi cosmetici, integratori e simili. Per migliorare "veramente" le prestazioni delle vie urinarie, della prostata, quindi l'erezione e le altre attività sessuali (evitando proprio sino al via-gra).
Allenare, dilatare e pulire periodicamente l'uretra con le apposite sonde per rimuovere tutta la "come una guarnizione di rumenta" che si forma intorno al suo canale.
E all'occorrenza infine, facendosi effettuare un inevitabile semplice intervento chirurgico di rimozione totale delle protuberanze uretrali; per mantenere "veramente" la buona salute nel tempo fisica e morale ...

Zappa Massimo.
TEL: 3498801301

* Gli altri dettagli sulla Formula Provata, Accertata e Depositata alla SIAE, al MINISTERO DELLA SALUTE e all'UFFICIO BREVETTI di Roma (nikname: zmassimo massimo1 zmassimo10).

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